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Storie dall'azienda

Dare spazio alle voci, allungare la vita dei libri: la strategia di Rotobook

di Alessandra Rotondo notizia del 14 settembre 2026

Nel lavoro editoriale contemporaneo, la questione non è più soltanto produrre libri, ma riuscire a farli circolare nel tempo e nello spazio. È su questo doppio movimento – visibilità e permanenza – che si misura oggi, in particolare, la tenuta dell’editoria indipendente: da un lato la difficoltà di emergere in un ecosistema mediatico saturo, dall’altro la fatica di mantenere vivi i cataloghi senza accumulare costi e giacenze.

È dentro questa tensione che si colloca il percorso recente di Rotobook, che al ruolo tradizionale di fornitore di servizi di stampa affianca una serie di iniziative che puntano a intervenire direttamente su questi due nodi.

La call Scrittori che dovremmo conoscere, lanciata insieme alla Scuola di scrittura Belleville, nasce da una constatazione semplice quanto strutturale: molte delle voci più interessanti della narrativa contemporanea faticano a trovare spazio, non certo per carenza di qualità, quanto per l’assenza di occasioni di visibilità. L’iniziativa, quest’anno alla sua prima edizione, si è rivolta alle case editrici indipendenti e si inserisce nel contesto del festival 2084 – Un piccolo festival per i tempi che corrono, in programma il 19 e 20 settembre a Milano, una manifestazione gratuita e aperta al pubblico che negli anni ha costruito un format riconoscibile fatto di incontri multidisciplinari tra scrittori, divulgatori e performer, italiani e internazionali.

Il dispositivo è mirato: ogni editore ha potuto candidare una o un autore del proprio catalogo, e la selezione finale ha individuato una figura a cui destinare un pacchetto di iniziative promozionali del valore di 4.500 euro. Non si tratta di un premio in senso tradizionale, ma di un percorso costruito intorno alla presenza al festival e sviluppato nei mesi successivi, tra incontri, presentazioni, attività di comunicazione e occasioni di relazione con librai, giornalisti e operatori culturali. A questa prima edizione hanno partecipato 44 case editrici, che hanno segnalato oltre 70 tra scrittori e scrittrici. La giuria ha scelto Grafton Tanner, pubblicato in Italia da Tlon ed Effequ, per il suo profilo di «pensatore curioso, preparato e fuori dagli schemi».

Nato nel 1990, Tanner è scrittore e docente nel dipartimento di Communication Studies della University of Georgia. Il suo lavoro si colloca al confine tra sociologia della cultura e filosofia del presente, intrecciando analisi della cultura pop, teoria dei media e critica politica. Ha scritto per The Nation, Los Angeles Review of Books, Jacobin e Real Life. In Italia sono stati tradotti i saggi Nostalgoritmo (Tlon, 2024), Foreverismo (Effequ, 2024) e Purificare il diavolo (Tlon, 2026). Il 20 settembre alle 16, nell’ambito di 2084, dialogherà con Maura Gancitano, cofondatrice di Tlon, scrittrice e filosofa.

L’impostazione della call è significativa anche per un altro motivo: sposta l’attenzione dall’evento singolo alla costruzione di traiettorie. Il valore non è solo nella partecipazione al festival, ma nella possibilità di attivare una serie di momenti che accompagnano l’autore o l’autrice nel tempo, provando a incidere in modo più strutturale sulla sua riconoscibilità. Per Belleville e Rotobook – insieme a Due Emme Pack Group, che ha contribuito a rendere possibile l’iniziativa – questa prima edizione è stata anche un’occasione di ascolto e di apprendimento rispetto alle esigenze di chi fa editoria indipendente. L’intenzione è riproporre il progetto il prossimo anno, possibilmente con un budget più ampio che consenta di sostenere il lavoro di due o più case editrici.

«Siamo al fianco degli editori per stampare i loro libri, ma oggi sentiamo l’esigenza di fare un passo in più», osserva Luigi Bechini, responsabile marketing di Rotobook / Geca Industrie Grafiche. «In un mercato in cui l’attenzione è sempre più concentrata, contribuire a creare occasioni concrete di visibilità diventa parte integrante del lavoro sulla filiera».

È in linea con quest'intento anche Rotobook / Catalogo Vivo, il servizio sviluppato per la ristampa in micro-tirature, presentato come risposta a una delle esigenze più diffuse tra gli editori indipendenti: mantenere disponibili i titoli nel tempo senza immobilizzare risorse. «Il catalogo è il vero patrimonio di un editore, ma mantenerlo disponibile senza accumulare magazzino o affrontare costi eccessivi di ristampa è una sfida sempre più complessa» spiega Bechini. «Sempre più editori ci chiedono soluzioni che permettano di rimettere rapidamente in circolazione i titoli anche quando la domanda è limitata o intermittente».

La soluzione individuata si basa sulla gestione a lotti produttivi: più titoli vengono aggregati in un’unica lavorazione, rendendo possibile la ristampa anche di quantità molto ridotte – meno di dieci copie per titolo – senza rinunciare agli standard qualitativi della produzione offset. Il risultato è un equilibrio tra flessibilità e qualità che prova a superare il compromesso tipico di molte soluzioni di print on demand.

«L’idea è semplice: stessa cura, stessa resa, ma con la possibilità di stampare anche pochissime copie per titolo» continua Bechini. «Raggruppando più titoli con lo stesso formato riusciamo a mantenere costi competitivi e, allo stesso tempo, a garantire il livello qualitativo che un editore si aspetta».

Il punto, però, non è soltanto tecnico. Allungare la vita del catalogo significa modificare il modo in cui un progetto editoriale può stare sul mercato, soprattutto per le realtà indipendenti. «Rimettere in circolazione un titolo anche quando la domanda è discontinua ha un impatto diretto sulla sostenibilità economica complessiva» osserva Bechini. «E consente di non disperdere il valore costruito nel tempo».

Se lette insieme, la call sviluppata con Belleville e Catalogo Vivo delineano quindi un posizionamento che va oltre la dimensione della stampa. Da un lato la costruzione di occasioni di visibilità per autori e autrici che rischiano di restare ai margini del dibattito; dall’altro la possibilità di mantenere attivi i cataloghi senza vincoli produttivi rigidi.

In mezzo c’è una stessa idea di filiera: non più organizzata per compartimenti separati – produzione, distribuzione, promozione – ma attraversata da esigenze che tendono a sovrapporsi. In questo contesto, la capacità di accompagnare il libro lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla stampa alla sua permanenza sul mercato fino alla sua circolazione, diventa un elemento sempre più rilevante.

È su questo terreno che si gioca oggi una parte importante della sfida per l’editoria indipendente. E, sempre più spesso, è anche il luogo in cui si ridefinisce il ruolo di chi, come Rotobook, nasce come fornitore tecnico e si trova progressivamente a occupare uno spazio più ampio, a metà tra servizio e infrastruttura culturale.


Contenuto in collaborazione con Geca Industrie Grafiche.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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