Alla London Book Fair 2026, il CEO di Audible Bob Carrigan ha annunciato l’espansione della piattaforma in 11 nuovi mercati: Belgio, Egitto, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Arabia Saudita, Singapore, Sudafrica, Svezia, Turchia ed Emirati Arabi Uniti. Un’operazione che rafforza la strategia di crescita internazionale del gruppo e che si inserisce in una fase di forte sviluppo del segmento audio, ma che apre anche un interrogativo più specifico: quello legato al ritorno in Svezia, uno dei mercati più maturi e competitivi al mondo per gli audiolibri.
Nel corso dell’intervento, Carrigan ha sottolineato la traiettoria di crescita della piattaforma: dal 2015 al 2025 gli abbonati globali sono aumentati di quasi l’800% e, secondo le previsioni, potrebbero più che raddoppiare nei prossimi tre anni. Un dato che si accompagna a un altro elemento strutturale del settore: a fronte di un catalogo editoriale globale stimato tra i 100 e i 150 milioni di titoli tra carta ed ebook, gli audiolibri disponibili nel mondo restano meno di due milioni.
I nuovi lanci saranno accompagnati da esperienze localizzate, con accesso tramite gli store nazionali di Amazon, cataloghi in lingua e sistemi di pagamento in valuta locale. I mercati selezionati sono stati individuati sulla base del potenziale di crescita del segmento audio e dei primi segnali provenienti dalle vendite di libri nei rispettivi contesti. Nei Paesi arabi, inoltre, pesa lo sviluppo recente di un’infrastruttura dedicata ai contenuti in lingua.
Non tutti i territori presentano però le stesse condizioni. In alcuni casi, come quello della Svezia o del Sudafrica, la presenza di Amazon nel commercio librario è stata finora limitata, e resta da capire quanto Audible potrà effettivamente fare leva su una base utenti già esistente. Sul mercato svedese, del resto, il Giornale della Libreria è tornato più volte negli ultimi anni, mettendo in evidenza come il sistema del libro sia fortemente trainato da e-commerce e servizi in abbonamento, con un ruolo centrale proprio delle piattaforme audio.
È proprio la Svezia a rendere l’operazione particolarmente significativa. Non si tratta infatti di un primo ingresso, ma di un ritorno. Audible aveva già tentato di entrare nel mercato nell’ottobre 2019, con un lancio accolto in modo tiepido, anche per una localizzazione giudicata insufficiente: pagamenti in sterline anziché in corone svedesi e un’offerta limitata di contenuti in lingua locale.
Il nuovo tentativo punta esplicitamente a correggere questi elementi, introducendo un’esperienza più adattata al contesto, sia sul piano dei pagamenti sia su quello delle raccomandazioni e del catalogo. Ma è proprio questo a rendere il passaggio rilevante. La Svezia non è un mercato da sviluppare, bensì uno dei contesti più avanzati al mondo per l’audio, in cui l’ascolto è già una pratica diffusa e consolidata e dove sono nati alcuni dei principali player europei del settore, come Storytel e BookBeat, protagonisti di un modello di abbonamento che si è progressivamente esteso anche ad altri Paesi.
In questo scenario, Audible non entra per costruire domanda, ma per competere su una domanda già formata, cercando di sottrarre tempo di ascolto e abbonati a operatori radicati. Il ritorno in Svezia diventa così un test della capacità della piattaforma di operare in mercati maturi, dove la scala globale deve confrontarsi con abitudini locali già stabilizzate.
Nel complesso, l’annuncio conferma una tendenza ormai evidente: l’audiolibro è uno dei segmenti più dinamici dell’industria editoriale, ma resta ancora lontano da una piena maturità globale. Anche in Europa il numero di iniziative attive nel settore sta continuando a crescere, segno di un mercato sempre più competitivo e articolato. Se si osservano insieme questi elementi, emerge una dinamica sempre più centrale per il settore: la crescita passa da un equilibrio tra scala globale e adattamento locale. Il primo tentativo fallito di Audible in Svezia lo aveva già mostrato con chiarezza. Il nuovo lancio dirà se questa volta il bilanciamento sarà sufficiente per entrare davvero in uno dei mercati più avanzati – e più difficili – dell’audio mondiale.
Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.
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