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Librerie

Iva e-book al 3% in Lussemburgo, dura reazione UE

di E. Vergine notizia del 9 gennaio 2012

Il Lussemburgo, uno degli stati coi confini geograficamente più ridotti dell’Unione Europea, è tuttavia la sede di grandi colossi mondiali quali Amazon e Apple grazie alle particolari agevolazioni fiscali previste dalla sua legislazione. Un nuovo provvedimento in materia di sgravi è stato appena applicato nei riguardi dei libri digitali, scatenando una forte reazione da parte della Commissione Europea.
Attualmente infatti, secondo le leggi in vigore in UE il libro digitale non è considerato alla pari del suo corrispettivo cartaceo per quanto riguarda le agevolazioni fiscali: l’imposta sugli e-book è infatti quasi cinque volte superiore a quella che grava sui volumi stampati. In Lussemburgo al contrario libri digitali e libri cartacei godono entrambi di un’Iva del 3%.
L’UE contesta tale iniziativa per due motivi: innanzitutto gli e-book (diversamente dai libri a stampa) non fanno parte di quell’elenco di prodotti e servizi sui quali è consentito, agli stati membri dell’Unione, di applicare un'Iva ridotta; secondariamente il problema, secondo Bruxelles, è che questo regime fiscale facilitato potrebbe attirare attività e imprese fuori dai confini degli stati europei che non applicano le stesse aliquote del Lussemburgo creando così distorsioni nella concorrenza.
Il dibattito a questo punto si sposta sul concetto di «libro»: in base a quale principio un volume cartaceo gode oggi di agevolazioni a cui un e-book non ha diritto? Che cosa si vuole tutelare? In che modo un libro digitale sarebbe meno «libro» di un volume a stampa? Non è la prima volta che si pone tale problema di interpretazione per cui due prodotti, uguali salvo il supporto materiale, sono trattati in maniera così diversa.
Oggi la questione si fa ancora più urgente tanto più che in Lussemburgo Amazon ha collocato la sua sede europea. Si teme infatti che gli sgravi fiscali sugli e-book siano stati pensati per ricompensare Amazon per la scelta di installare il suo quartier generale entro i confini lussemburghesi al fine di beneficiare di un tasso d’Iva più basso rispetto al resto d'Europa.
In altre parole l’aliquota ridotta sugli e-book sarebbe un regalo al colosso americano per compensare il fatto che, a partire dal 2015, secondo la legge dell’UE, l’Iva dovuta sarà quella del paese da cui proviene il cliente finale, e non quello del provider, come avviene oggi in materia di commercio elettronico.

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