Il tuo browser non supporta JavaScript!
Lettura

Libro bianco Cepell: la lettura cresce e cambia nell’anno della pandemia. E il 2021 si apre con un +25% per il trade

di Redazione notizia del 31 marzo 2021

Attenzione, controllare i dati.

Un acceleratore di processi. Tra le tante definizioni che ci siamo trovati a cercare e a dare alla pandemia, questa è probabilmente una tra le più appropriate. Il Covid-19 è stato – è tutt’ora – un acceleratore di quei processi che danno forma al mondo, alle azioni, ai processi produttivi, ai consumi e alla quotidianità.

Il 2020 della pandemia ha agito pure sull’universo del libro, della lettura, dell’editoria e della sua filiera. È quanto emerge con chiarezza dal Libro bianco sulla lettura e i consumi culturali in Italia (2020-2021), la ricerca voluta dal Centro per il libro e la lettura (Cepell) e realizzata dall'Ufficio Studi dell'Associazione Italiana Editori.

Il Libro bianco è stato presentato oggi durante l'incontro Voltare pagina organizzato dal Cepell a cui hanno preso parte il ministro della cultura Dario Franceschini, il presidente del Cepell Marino Sinibaldi e il direttore Angelo Piero Cappello, il presidente dell'Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi, il curatore del Libro bianco Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE) e il capogruppo del Partito Democratico in commissione cultura, scienza e istruzione alla Camera dei deputati Flavia Piccoli Nardelli, introdotti e moderati da Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera.

L’analisi offerta dal Libro bianco mostra da un lato la resistenza della pratica della lettura in Italia anche durante la pandemia; dall’altro fornisce elementi utili proprio in ottica futura, per l’avvio di una ripartenza che nel 2021 sarà sostenuta dal Centro per il libro e la lettura con interventi per oltre 35 milioni di euro.

A ottobre del 2019, il tasso di lettori nella popolazione italiana (chi ha letto un libro, anche solo in parte, a stampa o in formato ebook o audiolibro) era pari al 55%, nel 2020 è cresciuto al 61%, con un aumento del 5,3%. Dopo una iniziale flessione con il primo lockdown, gli italiani sono tornati a leggere più di prima, ma in modo diverso: la quota di popolazione che legge solo libri a stampa è passata dal 38% del 2019 al 29% del 2020. I lettori solo digitali (ebook e audiolibri) dal 3% al 6%, i lettori che utilizzano sia il libro a stampa che ebook e audiolibri dal 17% al 26%.

Parallelamente ai cambiamenti nelle abitudini di lettura, sono cambiati e cresciuti anche gli acquisti: per i libri a stampa le vendite sono aumentate dello 0,3% (settore della varia), ma se prendiamo in considerazione anche ebook e audiolibri la crescita è molto maggiore e pari al 2,3%. Il 36% degli italiani nel corso del 2020 hanno comprato solo libri a stampa, il 21% sia libri a stampa che digitali (ebook e audiolibri) il 5% solo libri in digitale. Rispetto al 2019, gli acquirenti di soli libri a stampa sono calati di 5 punti percentuali.

Presupposto della tenuta e anzi della crescita della filiera del libro nel 2020 è stata la capacità dei diversi attori che la compongono di riorganizzarsi. Già a marzo il 96% degli editori aveva adottato, in tutto o almeno in parte, il lavoro da remoto, il 52% stava riorganizzando l’area diritti. A fine anno, l’offerta dei libri a stampa è calata del 9% e cresciuta dello stesso tasso quella di ebook, i titoli usciti in doppia versione (a stampa e digitale) sono passati dal 14% del 2019 al 22% del 2020. Gli editori di varia e i tecnico-professionali in particolare hanno rimodulato il piano editoriale, proponendo nuovi autori e titoli. Gli editori scolastici sono stati in grado di rispondere alle nuove esigenze della didattica a distanza grazie alle innovazioni di prodotto introdotte negli anni precedenti. Lo scambio dei diritti si è sviluppato su piattaforme digitali per ovviare alla chiusura delle principali fiere professionali internazionali, il prestito bibliotecario digitale è cresciuto del 103%, le librerie si sono ri-organizzate prontamente con le consegne a domicilio.

«Siamo orgogliosi di aver dato il nostro contributo di analisi, fornendo scenari e dati che permettono di assumere decisioni politiche efficaci perché informate» ha spiegato Ricardo Franco Levi. «I buoni dati di inizio 2021, con le vendite dei libri a stampa nel trade (librerie, Gdo, negozi online) in crescita del 25% nelle prime otto settimane, ci confermano che la strada intrapresa è quella giusta: il sostegno delle istituzioni, unito alla capacità di innovazione degli editori e di tutta la filiera del libro, possono dare un grande contributo alla crescita della lettura e quindi dello sviluppo culturale ed economico del Paese».

«Continueremo a supportare il libro, lo abbiamo fatto durante l'emergenza con misure di sostegno a tutta la filiera, le risorse sono state importanti. Abbiamo anche ottenuto e non è stato semplice, una misura che ha un valore materiale ma anche di filosofia, il fatto che nelle zone rosse le librerie siamo rimaste aperte come gli altri servizi essenziali. È un riconoscimento che ha avuto effetti positivi in termini di vendita e che ha dato un messaggio molto chiaro al Paese: il libro e la lettura sono beni essenziali, irrinunciabili» ha detto il ministro Dario Franceschini durante l’incontro. «Contemporaneamente abbiamo introdotto una norma nuova, apprezzata anche nel resto d'Europa, che ha previsto 30 milioni di euro per l'acquisto di libri da parte delle biblioteche pubbliche statali vincolando gli acquisti alle librerie presenti sul territorio. È una norma che ha fatto comprendere che siamo tutti la stessa filiera e che vorrei non restasse legata soltanto all'emergenza».

Il ministro Franceschini ha poi ribadito: «Abbiamo già insediato al ministero un Tavolo che vuole scrivere entro la fine della legislatura una legge che si integra su quelle già approvate e già in vigore, ma che immagina di aiutare il libro e la filiera dell'editoria come avviene per il cinema. I libri e la lettura sono beni essenziali e irrinunciabili e credo che il dato sulla crescita della vendita di libri a cui abbiamo assistito nell'ultimo anno non sia episodico, legato al lockdown, ma strutturale. Anche perché questa crescita non è comune a tutti i Paesi ma è una particolarità italiana».

«Il dato resistente della lettura va interpretato anche come reazione di fronte alla situazione drammatica della pandemia. Evidentemente nei libri e la lettura abbiamo cercato, se non delle risposte, un modo per mettere ordine alle domande, alle inquietudini, alle angosce di questo momento particolare» ha confermato Marino Sinibaldi, presidente del Centro per il libro e la lettura. «Di fronte al moltiplicarsi di possibilità e piattaforme digitali che tutti in questi mesi abbiamo sperimentato, il fatto che la lettura mantenga e forse accresca il suo spazio se può essere un dato incoraggiante anche sul piano economico e industriale è soprattutto molto significativo dal punto di vista psicologico, culturale e, verrebbe da dire, morale».

Scarica il Libro bianco del Cepell e le slide dell’Ufficio studi AIE


Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.