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Editori

7 successi editoriali del 2020 raccontati dai loro editori

di Samuele Cafasso notizia del 16 aprile 2021

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Per molti editori è stato l’anno della riscoperta del catalogo e dei long seller, l’anno in cui i fatti hanno dimostrato quello che prima era ipotizzato senza controprove, ovvero che l’enorme produzione di nuovi titoli rende difficile dare a ognuno di questi lo spazio e il tempo per farsi strada tra i lettori, come invece è stato possibile nel 2020 della pandemia. Ma è stato anche l’anno della consacrazione degli autori «omnicanale», quelli capaci di raggiungere i lettori tramite piattaforme social, tv, festival, podcast. E infine, dicotomia estremamente interessante, l’anno dei libri per scappare dalla pandemia o, al contrario, per capirla, o imparare a conviverci.


Abbiamo chiesto a sette editori di raccontarci, attraverso un loro successo, dove sta andando l’editoria italiana ed è gioco-forza partire dal best seller del 2020 Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin che, come ricorda per l’editore E/O il direttore commerciale Gianluca Catalano, è soprattutto «un grande long seller, visto che è uscito nell’estate del 2019 ed è tutt’ora in cima alle classifiche». «Un momento di svolta è stato il primo lockdown: mentre le librerie operavano con mezzi di fortuna, Cambiare l’acqua ai fiori è stato uno di quei libri su cui i librai hanno maggiormente concentrato i propri sforzi, e i lettori la propria curiosità, da quel momento è partito un passaparola che non si è più fermato. In quel momento è stato particolarmente evidente come l’elemento umano di mediazione (selezione e proposta, nel caso dei librai; consiglio e passaparola, nel caso dei lettori) sia decisivo per soddisfare le richieste di un lettore sempre più curioso. Ci sono libri che ci piacciono, e ci sono libri che non sappiamo ancora che ci piacciono: Cambiare l’acqua ai fiori è stato per molti lettori un libro del secondo tipo. Non solo è piaciuto molto a quello che potevamo immaginare come il suo pubblico di riferimento, ma è riuscito a intercettare un pubblico inaspettato grazie a una mediazione personale e autorevole. È possibile immaginare che casi analoghi diventino più frequenti: siamo di fronte a lettori sempre più curiosi ed eclettici, esigenti e aperti alla novità. Per soddisfarli, gli editori dovranno aprirsi al nuovo e scommettere sui tanti nodi che compongono la rete della cultura in cui i lettori ripongono fiducia: a partire da chi i lettori li conosce bene, i librai».

Un caso per certi versi simili è quello raccontato da Elisabetta Migliavada, direttore editoriale della narrativa in Garzanti Libri, che riguarda «Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi, a oggi l’esordio straniero di maggior successo del 2020: 22 edizioni, oltre centomila copie vendute. Un best seller silenzioso, uscito il 12 marzo 2020: quattro giorni dopo l’inizio della chiusura generale. Kawaguchi è riuscito a intercettare i bisogni delle persone che, costrette a casa, hanno trovato conforto nel suo romanzo. Un romanzo feel good? No, è qualcosa di più e di diverso: è un caso unico, un romanzo che unisce in modo originale il fascino enigmatico del Giappone a un’atmosfera quasi incantata. E così, annulla l’apparente distanza culturale e geografica attraverso la grazia delle piccole cose quotidiane, dei piccoli piaceri che nulla e nessuno ci può togliere… come un caffè caldo». «Il successo di Kawaguchi – spiega Migliavada – dimostra ancora una volta la forza del passaparola: Finché il caffè è caldo ha rappresentato un “contagio felice”, passando di mano in mano, di cuore in cuore. È diventato uno dei libri più consigliati dai librai, più letti dell’estate e più regalati a Natale e oggi è in cima alle classifiche insieme al seguito appena pubblicato, Basta un caffè per essere felici».

Il filone dell’evasione rispetto a una situazione reale considerata intollerabile è ancor più evidente nel successo di Il manuale delle 50 avventure da vivere prima dei 13 anni di Pierdomenico Baccalario e Tommaso Percivale, illustrato da AntonGionata Ferrari per Editrice Il Castoro, pubblicato nel 2016 e che è «il titolo del nostro catalogo che ci ha sorpreso più di ogni altro» spiega Renata Gorgani, direttore editoriale. «È un libro che ha avuto un successo costante fin dalla sua uscita in Italia, sei anni fa, e all’estero, dove ormai è stato tradotto in 22 lingue e pubblicato in 33 Paesi in tutto il mondo. In Italia nel 2020 è giunto alla decima ristampa e, da una media di 4-5 mila copie vendute ogni anno, nel solo 2020 ha avuto un’impennata raggiungendo quasi le 20 mila copie vendute. Questo risultato ci ha fatto molto riflettere. E ci è sembrato un bellissimo segno di reazione umana, dato evidentemente da un passaparola spontaneo che dice tanto dei bisogni più urgenti di questo tempo. Questo è infatti un libro che, in tempi di lockdown, distanziamento sociale e relazioni sempre più virtuali, propone ai ragazzi un vero e proprio tuffo di testa nel mondo, attraverso il gusto dell’avventura, del divertimento e dell’esplorazione come strumenti di crescita».

All’estremo opposto si trovano casi come «il grande successo di pubblico di Paure medievali di Chiara Frugoni, che ci racconta qualcosa che va oltre l’ormai nota passione dei lettori per il Medioevo» secondo l’editor Alessia Graziano, il Mulino. «Con un’intuizione, o forse premonizione, fuori dall’ordinario Chiara Frugoni intraprende, un anno prima, la scrittura del suo saggio che tocca anche il tema delle grandi epidemie del passato. Il Covid-19 ci ha precipitato in un mondo in cui, come nel Medioevo, ci scopriamo di colpo vulnerabili, inermi, impreparati: come non trovare allora, attraverso le pagine di Frugoni, una sintonia immediata con un’umanità che pur lontana si rivela così simile a noi, che ha con la morte una consuetudine che noi pensavamo di aver dimenticato? Questo libro ci dice ancora una volta del nostro bisogno di guardare alla storia che, come scrive Braudel, non è altro che una continua serie di interrogativi rivolti al passato in nome dei problemi e delle curiosità – nonché delle inquietudini e delle angosce – del presente».

E la necessità di fare i conti con il nostro presente, di adeguarsi a un mondo mutato, di rispondere a nuovi stili di vita e bisogni è in parte anche il trend che ha portato in cima alle classifiche Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di Fatto in casa da Benedetta di Mondadori Electa. Un caso, spiega Carmine Perna, amministratore delegato di Mondadori Retail «che racconta qualcosa della forza e della resilienza del libro. Il libro è stato l’unico prodotto culturale sempre accessibile, fonte di arricchimento e riflessione, ma anche intrattenimento e svago. L’emergenza sanitaria ci ha permesso di riscoprire la centralità del libro anche come strumento per imparare a vivere la propria casa in un modo diverso, dedicandosi per esempio a attività culinarie, che ci fanno stare bene in contesti più casalinghi, meno proiettati verso l’esterno. Ciò in virtù anche di uno scenario emergenziale che ha stravolto le nostre abitudini di consumo e tempo libero, limitando l’offerta culturale, ad esempio per l’assenza di concerti, la chiusura dei teatri e dei cinema». C’è un altro elemento però da tenere in conto nel successo di un’autrice «che vanta 5 titoli nella top 100 per tutto il 2020. L’ultimo libro, Insieme in cucina, pubblicato a ottobre, è nella top 10 anche in questo inizio di 2021. Benedetta Rossi è un’autrice simbolo di quella multicanalità che è una chiave d’accesso per arrivare al lettore: è personaggio televisivo, è sui social. Il suo è un fenomeno di lunga durata perché poggia la sua popolarità sulla cucina, un mondo intimo che oggi è molto più presente nelle nostre vite rispetto ai mesi precedenti la pandemia».

La forza dell’autore capace di intercettare pubblici sui diversi canali è ancora più evidente nel successo di Dante di Alessandro Barbero per Editori Laterza. «Uscito a fine settembre ha venduto nel solo 2020 oltre centomila copie, imponendosi da subito come il più venduto nella saggistica» spiega Giuseppe Laterza. «È un libro molto ben scritto, che prende il lettore, ma che ha anche una robusta sezione di note e di bibliografia che dimostra come il pubblico apprezzi opere scritte con gli strumenti e la metodologia della ricerca più seria e attenta. Penso sia un caso interessante perché è l’apice di un percorso d’autore di uno storico che è cresciuto in notorietà utilizzando una amplissima gamma espressiva che va dai libri storici e romanzi fino alla tv, la partecipazione ai festival, i podcast. Il successo di un libro si lega alla versatilità dall’autore, alla sua capacità di avvicinarsi al pubblico attraverso i diversi mezzi, e questa è una cosa che oggi è sempre più richiesta anche alle case editrici. Non basta più essere sul web, bisogna esserci proponendo prodotti e formati professionali. Barbero infine, ma anche altri nostri autori come Luciano Canfora, può vantare un seguito su Internet che non è nemmeno cercato in maniera professionale, come fanno gli influencer, ma che è arrivato da solo e che dice di un desiderio di approfondimento da parte delle fasce di pubblico più giovani che va oltre la comunicazione immediata».

Tornando da dove siamo partiti, ovvero la forza del catalogo, è interessante la storia raccontata da Vittorio Anastasia di Ediciclo editore: «L’imprevedibile pandemia ha obbligato tutti a stare a casa, e ognuno ha trovato la sua modalità per stemperare la tensione, per occupare il tempo. Sicuramente molti si sono aggrappati alla tv. In un giorno di maggio, ci dev’essere stata molta gente davanti alla televisione (o forse non troppa, ma molto attenta e curiosa) a seguire la trasmissione di Paolo Mieli su Rai Storia. Era una puntata dedicata alla Seconda Guerra Mondiale e durante la puntata hanno citato Solo per dirti addio di Irene Pavan (pubblicato con il marchio Nuovadimensione). La cosa curiosa è che la stessa puntata era già andata in onda diverso tempo prima, ma senza sortire grandi effetti sulle vendite. Questa volta invece, nei giorni successivi a quella puntata, sono state vendute circa 500 copie, la maggior parte attraverso le librerie online. Questo episodio sta a testimoniare la (quasi) immortalità dell’oggetto libro e la rinnovata importanza del catalogo; su come valorizzarlo e su come farlo conoscere ai lettori, c’è (ancora) molto lavoro da fare».


L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano, dove ho frequentato il master in giornalismo dell’Università Iulm e quello di editoria di Unimi, Fondazione Mondadori e AIE. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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