Un milione di dollari per un racconto che potrebbe non essere mai pubblicato. È quanto ha ottenuto lo scrittore britannico Nicholas Binge, autore di Ascension (HarperVoyager, 2023; in Italia Mondadori, 2024), vendendo a Netflix i diritti di Understudy, una storia breve ancora inedita. L'accordo, annunciato a settembre da The Hollywood Reporter, prevede che sia lo stesso Binge a scrivere l'adattamento per una serie televisiva, con Phil Lord, Chris Miller e Steven Yeun coinvolti nella produzione esecutiva.
Binge ha raccontato al New York Times di essere tornato alla narrativa breve proprio perché sollecitato a scrivere qualcosa da proporre all'industria audiovisiva. Invece di sottoporre il testo a una rivista letteraria o inserirlo in una raccolta, lo ha destinato direttamente a Hollywood.
Nel 2024 Universal Pictures ha acquistato Long Lost, un racconto dello sceneggiatore Colin Bannon, coinvolgendo Steven Spielberg nella produzione del possibile adattamento. Nel 2025 Amazon MGM Studios si è aggiudicata Code Black, una storia breve di Harrison Query destinata a diventare un thriller con Jake Gyllenhaal. Entrambe le operazioni hanno raggiunto cifre a sette zeri, secondo quanto riportato da Deadline.
A ricostruire la crescente attenzione per i racconti è Ash Wu in un articolo pubblicato sul New York Times il 24 ottobre. Una forma narrativa che incontra notevoli difficoltà commerciali sul mercato librario sta diventando una merce particolarmente ricercata dall'industria cinematografica e televisiva.
Il paradosso del racconto: poco richiesto in libreria, ricercato dagli studios
A rendere appetibili le singole storie per gli studios contribuiscono alcune caratteristiche del formato: un racconto può essere letto e valutato rapidamente, presenta un nucleo narrativo già definito e lascia agli sceneggiatori margini di intervento più ampi rispetto all'adattamento di un romanzo. L'assenza di un pubblico di lettori già consolidato riduce inoltre le aspettative di fedeltà all'opera originale che spesso accompagnano le trasposizioni dei best seller.
Un'inchiesta pubblicata a maggio da L.A. Material racconta il lavoro del produttore Scott Glassgold, che negli ultimi anni ha venduto, insieme all'agente David Boxerbaum di Verve, oltre quaranta racconti. Il metodo che ha messo a punto è particolarmente interessante anche per chi lavora nell'editoria.
Una volta individuato un autore o un'autrice, Glassgold interviene direttamente nello sviluppo della storia, attraverso un lavoro che può durare circa quattro mesi. Il risultato è generalmente un testo di una quarantina di pagine, abbastanza articolato da presentare personaggi, ambientazione e struttura narrativa, ma ancora sufficientemente aperto da poter essere trasformato in una sceneggiatura.
Soltanto a questo punto comincia la costruzione del progetto audiovisivo vero e proprio, con la ricerca di possibili registi, interpreti e altri partner produttivi. Secondo Glassgold, il racconto occupa una posizione intermedia tra il pitch, la presentazione di un'idea per un film o una serie, e la sceneggiatura completa. Offre agli studios una storia già strutturata, sulla quale è possibile continuare a lavorare.
La procedura descritta da Glassgold assomiglia, almeno in alcune fasi, al lavoro editoriale. La ricerca di nuove voci, la selezione delle storie, il confronto con chi scrive e l'intervento sul testo sono attività che le case editrici conoscono bene. Qui vengono svolte da una società di produzione, secondo criteri orientati alle esigenze del mercato cinematografico.
Questo sistema aiuta anche a interpretare le cifre milionarie annunciate negli ultimi anni. Nel caso di Long Lost, per esempio, l'accordo a sette zeri comprendeva sia l'acquisizione del racconto sia l'incarico a Bannon di scrivere la sceneggiatura. Le somme investite possono dunque riflettere il valore di un progetto audiovisivo più articolato, costruito attorno a una storia originale e alle professionalità necessarie a svilupparla. L'acquisizione dei diritti, inoltre, non garantisce che il film o la serie arrivino effettivamente alla produzione.
L'esperienza maturata da Glassgold nella compravendita di racconti lo ha portato anche verso l'editoria libraria. Nel febbraio 2025 Atria Books ed Emily Bestler Books, parte del gruppo Simon & Schuster, hanno annunciato la nascita di 12:01 Books, un nuovo marchio specializzato nell'horror, realizzato in collaborazione con il produttore e la sua società 12:01 Films.
L'obiettivo è individuare e sviluppare proprietà intellettuali che possano trovare espressione sia attraverso i libri sia attraverso il cinema, mettendo insieme le competenze editoriali di Emily Bestler e quelle di Glassgold nella ricerca e nella vendita di storie per il mercato audiovisivo.
Il primo titolo, pubblicato nell'aprile 2026, è The Caretaker di Marcus Kliewer. L'autore canadese aveva già attirato l'attenzione di Hollywood con We Used to Live Here, una storia inizialmente condivisa su Reddit e successivamente trasformata in un romanzo, pubblicato nel 2024 da Atria/Emily Bestler Books e arrivato in Italia nel 2026 con il titolo Era la nostra casa (Newton Compton). I diritti cinematografici erano stati acquisiti da Netflix, con Blake Lively coinvolta nel progetto. Anche per The Caretaker è in sviluppo un adattamento, con Sydney Sweeney.
La collaborazione tra Simon & Schuster e 12:01 Films consente di lavorare contemporaneamente sulla pubblicazione dei libri e sulle loro possibilità di adattamento, intervenendo sullo sviluppo delle storie fin dalle prime fasi. Per Glassgold, che aveva cominciato a vendere racconti direttamente agli studios, il nuovo marchio rappresenta anche l'ingresso dell'editoria libraria in un'attività fino a quel momento orientata soprattutto al cinema.
Il libro e lo schermo, una relazione consolidata
L'interesse di Hollywood per i racconti inediti si inserisce in una relazione tra editoria e audiovisivo che ha radici profonde e che proprio nella narrativa breve ha trovato alcuni dei suoi esempi più riusciti. I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee è tratto da un racconto di Annie Proulx apparso per la prima volta sul New Yorker nel 1997 e successivamente incluso nella raccolta Close Range: Wyoming Stories (Scribner, 1999), pubblicata in Italia con il titolo Distanza ravvicinata (minimum fax, 2019). Anche Arrival di Denis Villeneuve nasce da un racconto: Story of Your Life di Ted Chiang, pubblicato originariamente nell'antologia Starlight 2 (Tor Books, 1998) e poi raccolto in Stories of Your Life and Others (Tor Books, 2002), arrivato in Italia come Storie della tua vita (Stampa Alternativa, 2008) e riproposto più recentemente da Ne/oN con il titolo Storie della tua vita e altri racconti (2025).
E poi il rapporto tra libri e schermi si estende naturalmente ben oltre la narrativa breve. Per le case editrici, la trasposizione audiovisiva può rappresentare un'importante occasione di valorizzazione del catalogo. Lo ha mostrato per esempio la ricerca Dallo schermo alla pagina: l'effetto dell'audiovisivo sull'editoria e i lettori italiani, realizzata da NIQ per Netflix e presentata al Salone del libro di Torino nel maggio 2026, di cui abbiamo raccontato i risultati sul Giornale della Libreria. Secondo lo studio, nelle quattro settimane successive all'uscita di un film o di una serie tratti da un libro, le vendite del titolo crescono in media del 197%. Circa l'87% dell'incremento riguarda opere di catalogo, mentre i libri che prima dell'adattamento vendevano meno di mille copie registrano aumenti superiori al 600%.
Sono dati che riguardano opere già pubblicate e documentano una dinamica diversa da quella dei racconti inediti acquistati direttamente dagli studios. Ma ricordano anche quanto sia produttiva, e ben più rappresentata, una relazione nella quale gli editori hanno un ruolo consolidato. Il dato sull'87% della crescita attribuibile ai titoli di catalogo, in particolare, mostra come il successo di un adattamento possa riportare all'attenzione del pubblico su libri usciti anche molti anni prima, prolungandone la vita commerciale ben oltre quella che era stata la loro prima stagione in libreria.
Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.
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