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Librerie

Le librerie giapponesi sono in crisi

di Elisa Buletti notizia del 8 luglio 2026

Già due anni fa scrivevamo del declino delle librerie in Giappone. Oggi la situazione non è migliorata, anzi: nel 2025, il numero totale di negozi che vendono libri nel Paese è sceso per la prima volta sotto le 10.000 unità.

Secondo i dati della Japan Publishing Organization for Information Infrastructure Development, a fine marzo dell'anno scorso si contavano 9.993 librerie in tutto il Giappone: circa il 40% in meno rispetto al 1998, quando erano 24.237. A fronte di sole 102 nuove aperture, ben 499 librerie hanno chiuso definitivamente i battenti.

Come riportato dal Börsenblatt
, la crisi è in atto dalla fine degli anni ’90 e si è particolarmente accentuata all'inizio del nuovo secolo, quando si procedeva a una media di oltre 1.000 chiusure all'anno. Tra il 2022 e il 2024, le nuove aperture non hanno mai superato quota 100 all'anno, mentre le chiusure sono rimaste stabili sopra le 500. La scomparsa delle librerie è un fenomeno più diffuso in alcune aree: alla fine di agosto 2025, 498 comuni giapponesi (circa il 30%) erano privi di qualsiasi negozio che vendesse libri di recente pubblicazione. In cinque prefetture – Fukushima, Nagano, Nara, Kochi e Okinawa – la percentuale di comuni sprovvisti di librerie supera il 50%.

A monte della crisi c'è un radicale cambiamento nelle abitudini di consumo. Il Japan Times evidenzia come il picco delle vendite di libri e riviste cartacee sia stato raggiunto nel 1996, toccando un valore complessivo di mercato pari a, rispettivamente, 1.090 e 1.560 miliardi di yen. I dati del 2025 pubblicati dal Research Institute for Publications fotografano un mercato dimezzato per i libri (593,9 miliardi di yen) e decimato per le riviste (scese a 370,8 miliardi).

Per far fronte a queste problematiche, nel 2025, il governo giapponese aveva presentato un piano d’azione a sostegno delle librerie. Come riporta la testata Sumikai, il 22 aprile scorso, un gruppo di lavoro si è riunito per discutere lo stato di avanzamento del piano, confermando che le misure per stabilizzare il settore saranno ulteriormente implementate. Il presidente del gruppo, Ken Saito, ha affermato che un massiccio declino delle librerie è imminente e ha sottolineato l’importanza del settore per la cultura e la società.

Al centro del piano c'è l'impegno a sostenere l'efficienza operativa delle librerie: il Ministero dell'Economia propone l'introduzione dei tag IC nelle librerie e delle relative apparecchiature digitali per consentire una gestione più efficiente delle scorte e un miglioramento complessivo delle operazioni commerciali e distributive. I tag IC, microchip inseriti nei libri, potrebbero ridurre significativamente il carico di lavoro derivante da attività come il controllo dell'inventario e la gestione delle spedizioni. I costi di implementazione di queste tecnologie, tuttavia, possono essere importanti per i piccoli negozianti, rendendo indispensabili i sussidi statali per la digitalizzazione.

A complicare la sopravvivenza dei negozi fisici si aggiungono due fattori chiave. Da un lato, l'aumento dei costi logistici, dovuto alle normative più severe in materia di orari di lavoro nel settore dei trasporti, in vigore dal 2024; dall'altro, la concorrenza degli e-commerce, che hanno modificato significativamente le abitudini di acquisto, offrendo una selezione più ampia di prodotti e consegne più rapide. Sebbene in Giappone esista una legge che fissa i prezzi dei libri, uniformando i prezzi di copertina e tutelando i piccoli rivenditori, non è riuscita a impedire il declino di molti negozi fisici.

I rappresentanti politici giapponesi sottolineano come le librerie svolgano un ruolo centrale nella vita culturale che va oltre la loro funzione economica. Sono luoghi di accesso alla letteratura e alla conoscenza, spazi di incontro per la comunità locale. In questo contesto, le misure a sostegno del settore diventano un contributo fondamentale alla salvaguardia delle strutture culturali giapponesi.

L'autore: Elisa Buletti

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.

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