La European and International Booksellers Federation (EIBF) e l’International Publishers Association (IPA) hanno espresso preoccupazione per l’arresto di una libraia e un libraio a Hong Kong, fermati il 24 giugno nell’ambito di un’indagine sulla vendita di pubblicazioni considerate dalle autorità pericolose per la sicurezza pubblica.
Secondo le ricostruzioni della stampa internazionale e locale, tra le due persone arrestate c’è Leticia Wong Man-huen, 33 anni, ex consigliera distrettuale pro-democrazia e proprietaria della Hunter Bookstore, libreria indipendente nel quartiere di Sham Shui Po. Con lei è stato fermato anche un uomo di 32 anni, indicato come co-proprietario della libreria, il cui nome non risulta al momento reso pubblico.
Nel corso dell’operazione, la polizia avrebbe sequestrato libri e materiali collegati ad Apple Daily, il quotidiano pro-democrazia chiuso nel 2021. Le pubblicazioni sarebbero riconducibili a Jimmy Lai, fondatore del giornale, oggi detenuto dopo la condanna a vent’anni nell’ambito della legislazione sulla sicurezza nazionale.
Secondo quanto riportato da Associated Press, le autorità contestano la vendita di libri ritenuti capaci di alimentare ostilità verso il governo di Hong Kong, la magistratura e le forze dell’ordine. Il South China Morning Post ha riferito che Wong e l’altra persona arrestata sono state rilasciate su cauzione e dovranno presentarsi nuovamente alla polizia il 24 luglio. Oltre all’accusa legata alla distribuzione dei materiali, l’indagine comprende anche presunte violazioni dell’Organised and Serious Crimes Ordinance, la normativa usata per perseguire reati gravi e organizzati, in questo caso in relazione a ipotesi di riciclaggio.
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente pressione sulle librerie indipendenti di Hong Kong, sempre più esposte quando ospitano incontri, fiere, presentazioni o mettono in vendita libri politicamente sensibili. Hunter Bookstore era già stata oggetto di controlli e attenzioni da parte delle autorità: Wong aveva raccontato ad Associated Press di aver registrato decine di episodi di ispezioni, pattugliamenti e avvisi tra il 2022 e il 2025.
EIBF ha condannato gli arresti, definendoli un attacco diretto al diritto universale di accedere a informazioni e idee. Per la federazione, la possibilità di pubblicare, vendere e leggere libri senza timore di censura o persecuzione è al centro del lavoro delle librerie e della filiera editoriale. «Arrestare chi lavora nelle librerie per aver dato accesso alla conoscenza e alla letteratura – ha dichiarato il presidente Fabian Paagman – è una violazione inaccettabile della libertà intellettuale e un attacco al senso stesso del mestiere». EIBF ha quindi invitato la comunità internazionale a esprimere solidarietà a chi, nel mondo del libro, subisce pressioni e intimidazioni per il proprio lavoro.
Alla presa di posizione si è unita IPA. Jessica Sänger, presidente del Freedom to Publish Committee dell’associazione, ha ricordato che la libertà di leggere è parte di un sistema di libertà che comprende anche la libertà di espressione e quella di pubblicare, e che tiene insieme chi scrive, chi pubblica, chi vende libri e biblioteche.
Il caso arriva alla vigilia del 35° International Publishers Congress, in programma a Kuala Lumpur dal 5 al 9 luglio 2026. Un appuntamento in cui i temi della libertà di pubblicare, leggere e vendere libri senza intimidazioni saranno inevitabilmente al centro del confronto internazionale.