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Internazionalizzazione

Quali libri attraversano il mare? Torna a Cagliari Mediterranea Publishing Fellowship

di Alessandra Rotondo notizia del 31 agosto 2026

Dal primo al 3 settembre torna a Cagliari Mediterranea Publishing Fellowship, il programma organizzato dalla cooperativa editoriale Ischìre che professioniste e professionisti dell’editoria internazionale per riflettere sulla circolazione dei libri e delle letterature nel Mediterraneo. Al centro della terza edizione, che avrà Cipro come Paese focus, c’è una domanda: che cosa determina quali testi riescono a uscire dalla propria lingua e a raggiungere altri mercati?
 
L’edizione 2026 di Mediterranea Publishing Fellowship è sostenuta dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune di Cagliari e realizzata in collaborazione con la Città Metropolitana di Cagliari e il Vice Ministero della Cultura di Cipro, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Editori, dell’Associazione Editori Sardi e della Cyprus Publishers Association.
 
What Crosses è il titolo scelto per quest’anno e rimanda a uno dei nodi centrali dell’internazionalizzazione editoriale: la circolazione delle letterature non avviene in maniera uniforme. A determinarla intervengono le traduzioni, le politiche pubbliche, gli strumenti di sostegno, le infrastrutture di mediazione e la stessa geografia dei mercati.
 
È attorno a questi temi che lavoreranno per tre giorni a Cagliari i dieci fellow selezionati per questa edizione: Marwan Adwan di Mamdouh Adwan Publishing House (Siria/Emirati Arabi Uniti), Celina Alonso di Lecturita Ediciones (Argentina), Elena Barrio di Quaderns Crema / Acantilado (Spagna), Emiliano Becerril di Elefanta Editorial (Messico), Giovanna Ballin di Corraini Edizioni (Italia), Nuka Gambashidze di Sulakauri Publishing (Georgia), Evi Gkinopoulou di Metaichmio Publications (Grecia), Leelo Märjamaa di Draakon & Kuu (Estonia), Stefan Tobler di And Other Stories (Regno Unito) e Sofie Voller di Gyldendal (Danimarca).

Un fellowship che non è una fiera
Nato a Cagliari nel 2023, il Mediterranea Publishing Fellowship si è caratterizzato fin dall’inizio per una formula diversa da quella dei tradizionali appuntamenti professionali legati alle grandi fiere del libro. Non si tratta infatti di uno spazio per la compravendita dei diritti o per una sequenza di incontri bilaterali: i fellow partecipano insieme all’intero programma, alternando sessioni di lavoro riservate e appuntamenti aperti al pubblico. Un ruolo strutturale è affidato inoltre alla ricerca universitaria su traduzione, circolazione delle opere e letterature periferiche, chiamata a fornire la cornice teorica entro cui sviluppare il confronto professionale.
 
È una caratteristica che accompagna Mediterranea fin dalla prima edizione, raccontata dal Giornale della Libreria come un progetto centrato sul dialogo e sullo scambio di metodologie e pratiche tra realtà editoriali differenti. Nel 2025 la formula si era ulteriormente articolata con l’introduzione di un Paese focus: Malta, osservata attraverso il suo ecosistema editoriale, le sue specificità linguistiche e gli strumenti messi a disposizione per favorire traduzioni e circolazione internazionale.
 
Cipro come caso di studio
Nel 2026 il Paese focus sarà invece Cipro. Alla sua produzione letteraria e alle condizioni concrete attraverso cui viene tradotta e diffusa sarà dedicata l’intera seconda giornata. Tra le voci coinvolte ci saranno Haris Ioannidis, fondatore di Armida Publications e della Fiera del libro di Limassol; Alexandra Zambà, traduttrice e rappresentante della comunità cipriota in Italia per l’associazione NIMA; e l’autrice Maria A. Maria, anche curatrice del festival SARDAM.
 
La prima giornata avrà invece un taglio prevalentemente accademico. Ad aprirla a Palazzo Regio sarà Abdel-Wahab Khalifa della Queen’s University Belfast con l’intervento Who Decides What Crosses? Translation, Soft Power and the Uneven Circulation of World Literature, dedicato al rapporto tra traduzione, soft power e diseguale circolazione della letteratura mondiale. Seguirà Myriam Mereu dell’Università di Cagliari e dello IED con Crossing Media: Intersemiotic Translation and the Making of Sardinian Cinema, sul passaggio tra testo e immagine nella formazione del cinema sardo. La giornata si concluderà con un confronto tra promotori culturali locali sui criteri attraverso cui vengono scelti i libri che raggiungono il pubblico.
 
Il terzo giorno riporterà infine la riflessione sul terreno della pratica editoriale, con strumenti, metodologie e prospettive professionali discussi a partire dai cataloghi e dalle esperienze dei fellow.
 
«Un editore che lavora in una lingua minoritaria sa perfettamente che il suo catalogo attraversa poco e con fatica» spiega Alessi Schreiber, direttore del Mediterranea Publishing Fellowship. «Quello che manca non è la consapevolezza del problema ma un luogo in cui professionisti del mondo del libro che lo affrontano da posizioni diverse possano lavorarci insieme per tre giorni, con il tempo di capire come funzionano davvero i cataloghi degli altri».

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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