Il 2025 è stato un anno complesso per il mercato del libro italiano, che ha registrato una contrazione a valore e a copie, confermando il rallentamento seguito alla fase di espansione post-pandemica. In questo contesto, l’editoria per bambine e bambini, ragazze e ragazzi si è distinto come l’unico segmento che non è arretrato a copie e che ha mostrato una lieve crescita a valore.
«È un dato che va letto con attenzione» osserva il direttore responsabile Innocenzo Cipolletta. «Non perché annulli le difficoltà del quadro generale, ma perché ne riequilibra l’interpretazione. Senza il contributo del comparto 0-14 anni, il 2025 avrebbe presentato un profilo più critico. Il segmento ragazzi si conferma dunque un elemento di stabilità in un mercato esposto a fragilità strutturali».
Come emerge dall’analisi pubblicata in apertura di questo numero, la tenuta è trainata soprattutto dalla prima infanzia. La fascia 0-5 anni continua a crescere, mentre le età successive mostrano dinamiche più articolate, con segnali di indebolimento nel middle grade e uno spostamento verso generi e linguaggi ibridi. «In un Paese segnato da un calo demografico costante, il fatto che le copie acquistate per i più piccoli non diminuiscano in modo proporzionale indica che il libro conserva un valore forte nella percezione degli adulti di riferimento: educativo, relazionale, simbolico» continua Cipolletta.
Le
classifiche settoriali approfondite in
questo numero del Giornale della Libreria confermano la centralità del catalogo e dei long seller, capaci di attraversare le generazioni, accanto a una produzione che sperimenta formati, temi e contaminazioni. Le
testimonianze degli editori restituiscono un settore vitale ma consapevole delle proprie sfide: il rapporto con la scuola, la promozione della lettura, il ruolo delle biblioteche, la difficoltà di mantenere continuità nella fascia scolare, l’evoluzione dei linguaggi in un ecosistema dominato dalla dimensione visiva e digitale.
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Che questo numero esca, come da tradizione,
in vista della Bologna Children’s Book Fair non è un fatto meramente calendariale. La produzione italiana per l’infanzia rappresenta una riconosciuta eccellenza, fortemente proiettata sul piano internazionale.
La fiera è il luogo in cui questa dimensione si rende visibile: nello scambio di diritti, nelle coedizioni, nel dialogo con l’audiovisivo e il licensing, nelle connessioni tra editoria generale e contenuti per ragazzi. «In questa prospettiva – sottolinea Cipolletta – si inserisce anche
l’inserto centrale in lingua inglese, realizzato in collaborazione proprio con BCBF: uno strumento rivolto al pubblico internazionale che frequenta la manifestazione».
Il numero si chiude con uno sguardo alle trasformazioni che stanno attraversando l’intera filiera. L’approfondimento dedicato alle applicazioni dell’
intelligenza artificiale e alla sua relazione con l’«intelligenza editoriale» – sviluppato anche nel dialogo con la
Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri – invita a leggere questi cambiamenti non in chiave futuribile, ma come parte di un processo già in atto. «La questione non è se l’IA entrerà nel lavoro editoriale, ma come governarne l’impatto in modo coerente con la qualità, la responsabilità e la sostenibilità del settore». Per l’editoria bambini e ragazzi, che più di altri ambiti lavora sulla formazione e sull’immaginario delle nuove generazioni, questa riflessione assume un valore ulteriore.
Innovazione e tutela, apertura e consapevolezza: sono tensioni che non possono essere eluse.
Crescere lettrici, crescere lettori significa oggi tenere insieme continuità e cambiamento. Continuità nella qualità del catalogo, nella cura della relazione con scuola e famiglie, nella promozione della lettura come investimento culturale e sociale. Cambiamento nella capacità di governare nuove tecnologie, nuovi linguaggi, nuove modalità di fruizione. «È in questo equilibrio – conclude Cipolletta – che si gioca il futuro del segmento ragazzi. E, con esso, una parte decisiva del futuro dell’intero mercato del libro italiano».
Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.
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