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Fiere e saloni

Crescere lettrici e lettori. Ecco il Giornale della Libreria di marzo

di Alessandra Rotondo notizia del 24 marzo 2026

Il 2025 è stato un anno complesso per il mercato del libro italiano, che ha registrato una contrazione a valore e a copie, confermando il rallentamento seguito alla fase di espansione post-pandemica. In questo contesto, l’editoria per bambine e bambini, ragazze e ragazzi si è distinto come l’unico segmento che non è arretrato a copie e che ha mostrato una lieve crescita a valore.
 
«È un dato che va letto con attenzione» osserva il direttore responsabile Innocenzo Cipolletta. «Non perché annulli le difficoltà del quadro generale, ma perché ne riequilibra l’interpretazione. Senza il contributo del comparto 0-14 anni, il 2025 avrebbe presentato un profilo più critico. Il segmento ragazzi si conferma dunque un elemento di stabilità in un mercato esposto a fragilità strutturali».
 
Come emerge dall’analisi pubblicata in apertura di questo numero, la tenuta è trainata soprattutto dalla prima infanzia. La fascia 0-5 anni continua a crescere, mentre le età successive mostrano dinamiche più articolate, con segnali di indebolimento nel middle grade e uno spostamento verso generi e linguaggi ibridi. «In un Paese segnato da un calo demografico costante, il fatto che le copie acquistate per i più piccoli non diminuiscano in modo proporzionale indica che il libro conserva un valore forte nella percezione degli adulti di riferimento: educativo, relazionale, simbolico» continua Cipolletta.
 
Le classifiche settoriali approfondite in questo numero del Giornale della Libreria confermano la centralità del catalogo e dei long seller, capaci di attraversare le generazioni, accanto a una produzione che sperimenta formati, temi e contaminazioni. Le testimonianze degli editori restituiscono un settore vitale ma consapevole delle proprie sfide: il rapporto con la scuola, la promozione della lettura, il ruolo delle biblioteche, la difficoltà di mantenere continuità nella fascia scolare, l’evoluzione dei linguaggi in un ecosistema dominato dalla dimensione visiva e digitale.
Che questo numero esca, come da tradizione, in vista della Bologna Children’s Book Fair non è un fatto meramente calendariale. La produzione italiana per l’infanzia rappresenta una riconosciuta eccellenza, fortemente proiettata sul piano internazionale. La fiera è il luogo in cui questa dimensione si rende visibile: nello scambio di diritti, nelle coedizioni, nel dialogo con l’audiovisivo e il licensing, nelle connessioni tra editoria generale e contenuti per ragazzi. «In questa prospettiva – sottolinea Cipolletta – si inserisce anche l’inserto centrale in lingua inglese, realizzato in collaborazione proprio con BCBF: uno strumento rivolto al pubblico internazionale che frequenta la manifestazione».
 
Il numero si chiude con uno sguardo alle trasformazioni che stanno attraversando l’intera filiera. L’approfondimento dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale e alla sua relazione con l’«intelligenza editoriale» – sviluppato anche nel dialogo con la Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri – invita a leggere questi cambiamenti non in chiave futuribile, ma come parte di un processo già in atto. «La questione non è se l’IA entrerà nel lavoro editoriale, ma come governarne l’impatto in modo coerente con la qualità, la responsabilità e la sostenibilità del settore». Per l’editoria bambini e ragazzi, che più di altri ambiti lavora sulla formazione e sull’immaginario delle nuove generazioni, questa riflessione assume un valore ulteriore. Innovazione e tutela, apertura e consapevolezza: sono tensioni che non possono essere eluse.
 
Crescere lettrici, crescere lettori significa oggi tenere insieme continuità e cambiamento. Continuità nella qualità del catalogo, nella cura della relazione con scuola e famiglie, nella promozione della lettura come investimento culturale e sociale. Cambiamento nella capacità di governare nuove tecnologie, nuovi linguaggi, nuove modalità di fruizione. «È in questo equilibrio – conclude Cipolletta – che si gioca il futuro del segmento ragazzi. E, con esso, una parte decisiva del futuro dell’intero mercato del libro italiano».

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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