Più libri più liberi è sempre più internazionale perché l’editoria italiana è sempre più internazionale. Dopo il rallentamento forzato degli ultimi due anni, indotto dalle fasi più acute della pandemia, sembra oggi particolarmente evidente.  E la singolare apertura al mondo della ventesima edizione della Fiera della piccola e media editoria di Roma lo conferma senza equivoco.
 
Quaranta editori stranieri, un incontro con i vertici del Festival del libro di Parigi e della Fiera del libro di Francoforte e un altro specificamente dedicato all’appuntamento con Francoforte 2024, più un confronto per mettere a sistema la rilevazione della lettura in Europa. Senza contare i tanti ospiti internazionali che, come d’abitudine, calcano le scene della Nuvola: da Paul B. Preciado ad Azar Nafisi, passando per l’anteprima della fiera affidata a David Quamman.
 
Un’edizione particolarmente proiettata verso l’esterno, insomma, portatrice di un’anima internazionale che per Più libri più liberi arriva da lontano. Era il 2004, infatti, quando per la prima volta, con l’irrinunciabile sostegno di ICE Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, fu condotta in fiera una piccola delegazione di editori stranieri. Nacque così il Fellowship Program, destinato a interpretare il profilo più internazionale di Più libri per le successive 14 edizioni. All’epoca, in un panorama in cui gli editori indipendenti avevano molta più difficoltà a posizionarsi all’estero, e così i loro libri, portare gli operatori stranieri in fiera era il modo più semplice per favorire quest’incontro.
 
Nel frattempo molto è cambiato. In primo luogo nella capacità degli editori – anche di quelli più piccoli – di proporsi sui mercati esteri e di internazionalizzare i loro cataloghi. E poi è cambiata la fiera, traslocando, crescendo e ampliando la sua proposta. Così, nel 2018 l’upgrade: il Rights Centre.
 
Allestito nel cuore de La Nuvola, per la prima volta su due livelli (N4 e N5), quest’anno il Rights Centre è operativo nei giorni 7 e 8 dicembre, ospitando il programma di scambio diritti che consente agli espositori della fiera di dialogare con circa 40 operatori provenienti da Paesi europei ed extraeuropei attraverso incontri one-to-one. Per la prima volta gli appuntamenti sono gestiti dagli editori attraverso una piattaforma messa a disposizione da ICE Agenzia.
 
Come altri momenti di questa edizione, anche il Rights Centre è una tappa fondamentale verso i due grandi appuntamenti del libro che vedranno l’Italia Paese Ospite d’Onore: il Festival du Livre de Paris del 2023 e la Frankfurter Buchmesse del 2024. La presenza di delegazioni di editori di primo piano da Francia, Germania e Austria, e la decisione di invitare in fiera proprio i responsabili della narrativa straniera, i più competenti nel selezionare le opere da acquistare, vanno in questa direzione.
 
Oltre a essere il teatro del primo incontro ufficiale tra l’editoria italiana e le due grandi manifestazioni in cui sarà ospite – giovedì 8 dicembre, con Juergen Boos, presidente e CEO della Fiera del Libro di Francoforte, e Jean-Baptiste Passè, direttore del Festival del libro di Parigi – Più libri più liberi è anche il momento per una riflessione più circostanziata, mercoledì 7 dicembre, sulla strada verso Francoforte 2024. Con Ricardo Franco Levi, nei panni di Commissario straordinario del governo, impegnato a illustrare agli editori il progetto e la sua operatività, insieme alle istituzioni italiane che lo sostengono, e la proiezione internazionale che la partecipazione in veste di ospite d’onore alla Buchmesse darà alla cultura italiana in Europa e nel mondo.
 
Eppure, nonostante la dimensione globale che l’Europa del libro va assumendo, a livello europeo non esistono indagini coerenti sul tema della lettura, con tutto quanto ne consegue in termini di (im)possibilità di confronto. Tre Paesi (Italia, Norvegia e Spagna) hanno così avviato un’indagine pilota con un questionario e criteri di somministrazione omogenei i cui risultati vengono presentati l’8 dicembre a Più libri più liberi: ancora un segno di apertura internazionale.
 
Guardando agli elementi che hanno disegnato, nel tempo, il profilo internazionale di Più libri più liberi, è evidente quanto la cooperazione tra soggetti, istanze e prospettive sia stata fondamentale. ICE Agenzia, da un lato, che ha affiancato e sostanziato gran parte dei progetti di internazionalizzazione di AIE, da quel primo Fellowship Program del 2002 all’incoming degli operatori stranieri di questa edizione, dalle collettive italiane organizzate nelle principali fiere internazionali agli incontri bilaterali digitali che – anche durante le restrizioni pandemiche – hanno aiutato la nostra editoria a proiettarsi all’esterno.  Aldus Up, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata da Europa Creativa di cui Più libri più libri è partner, che firma quest’anno nove incontri del programma. La Regione Lazio per il tramite di LazioInnova, che sostiene con Aldus Up, Bologna Children’s Book Fair e BolognaBookPlus la realizzazione del il Rights Centre.
 
La collaborazione con la manifestazione bolognese, in particolare, sottolinea quanto è rilevante che le fiere del libro facciano squadra tra loro. Così per il secondo anno di fila, collegato al Rights Centre, si svolge nei giorni immediatamente precedenti a Più libri più liberi un Fellowship Program, realizzato in collaborazione con AIE, Bologna Children’s Book Fair e BolognaBookPlus con il sostegno di ICE Agenzia e del MAECI – Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Il programma, che coinvolge una decina di operatori stranieri specializzati nei vari generi letterari per ragazzi e adulti, rientra in un progetto di promozione internazionale dell’editoria italiana di Bologna Children’s Book Fair e consente ai partecipanti di visitare le sedi di alcune case editrici tra Roma e Milano.
 
Se volete approfondire il lavoro di Bologna Children’s Book Fair e di BolognaBookPlus e i loro programmi per il 2023, l’inserto in inglese al centro del numero di dicembre del Giornale della libreria – di cui questo articolo rappresenta un estratto – ve ne darà modo.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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