Il tuo browser non supporta JavaScript!
Editori

Tre ragioni per aprire un profilo TikTok (e un consiglio per correggere la rotta su Instagram)

di Alessandra Rotondo notizia del 15 febbraio 2022

Attenzione, controllare i dati.

Conta oltre un miliardo di utenti attivi in tutto il mondo e sembra sempre più capace di «spingere» i libri fino al top delle classifiche di vendita, in Italia e all’estero. È TikTok, il social network più utilizzato dalla generazione Z, a cui l’Associazione Italiana Editori ha deciso di dedicare per la prima volta un appuntamento formativo online.

Il corso, che si terrà il 22 febbraio sulla piattaforma Zoom (qui tutte le informazioni per partecipare) è parte di un modulo da due incontri, di cui il secondo sarà dedicato a Instagram ed è in programma per il primo marzo (qui tutte le informazioni per partecipare).  

Entrambi gli appuntamenti – che hanno un forte approccio operativo e sono tagliati sulla specificità del lavoro editoriale – saranno tenuti da Federico Rognoni, social media strategist e TikTok consultant, al quale abbiamo chiesto qualche anticipazione e qualche consiglio per orientarci meglio.

 

Su TikTok è facile incontrare i (potenziali) lettori più giovani

Molti adolescenti si allontanano dalla lettura perché la vivono come un’imposizione scolastica, che trova poco posto negli spazi e tra gli interessi che sviluppano autonomamente. Eppure, casi come quello de La canzone di Achille mostrano chiaramente come i social network – e in particolare TikTok – possano essere un luogo di scoperta e condivisione della lettura per i più giovani. Se vogliamo raggiungere questo pubblico, dobbiamo farlo attraverso i canali che spontaneamente frequenta, creando contenuti di qualità emotivamente coinvolgenti e interagendo con le figure autorevoli di quell’ecosistema, come i booktoker.


Su TikTok si può crescere (e convertire) senza un budget in adv

TikTok è ancora una piattaforma sulla quale si può raggiungere ampia visibilità in modo organico, quindi senza dover investire budget in pubblicità. In questo approccio i contenuti sono fondamentali per coinvolgere il pubblico: devono essere di qualità e devono saper trasmettere i nostri valori e le nostre emozioni seguendo una strategia peculiare, che non possiamo «copincollare» dagli altri canali social che presidiamo.

Inoltre TikTok non è solo visibilità, ma anche possibilità di conversioni e potenzialmente di vendite. Per conseguire questo obiettivo possiamo percorrere due strade diverse: utilizzare il link in bio per portare traffico verso il nostro e-commerce o spostare il pubblico verso altri canali, per fidelizzarlo e poi generare conversione. Per un editore entrambe le strade sono percorribili, ma è importante inserirle in un adeguato piano strategico.


… e comunque la visibilità a pagamento costa meno che altrove

Con una campagna ben calibrata, il costo per follower su TikTok può essere abbassato fino a 0,03 euro: un valore che su Instagram, oggi, non è neppure più immaginabile. Anche rivolgersi a influencer e micro-influencer ha costi più bassi, soprattutto in rapporto alla visibilità che possono portarci. Su TikTok abbiamo principalmente due modalità per fare advertising, la prima – quasi proibitiva per molti piccoli editori – viene chiamata «reservation» ed è dedicata alle grandi campagne in collaborazione con TikTok. La seconda via, più adatta a chi ha piccoli budget, è quella dell’«auction» e permette di strutturare autonomamente la propria campagna e di tracciarne tutti gli indicatori necessari.


E Instagram? Basta immagini patinate: gli utenti vogliono qualcosa di nuovo

Instagram non è più quello del 2017 dove le immagini belle e patinate e i feed curatissimi la facevano da padrone. Gli utenti si sono stancati e vogliono qualcosa di nuovo: per crescere su questo social bisogna darglielo. È il motivo per il quale la piattaforma sta continuando ad aggiungere novità, tra cui i Reel: un ottimo strumento per crescere in modo organico, senza dover per forza investire un alto budget pubblicitario. Un’altra funzione interessante lanciata da Instagram è poi quella dei post in collaborazione, che gli editori potrebbero usare in modo strategico per comunicare l’uscita di specifici titoli.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

Guarda tutti gli articoli scritti da Alessandra Rotondo

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.