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Editori

L'editor in casa di produzione: così Lux Vide fa scouting di serie TV tra i libri

di Samuele Cafasso notizia del 4 maggio 2021

Attenzione, controllare i dati.

A Lux Vide, la casa di produzione italiana che ha recentemente prodotto Leonardo, pensano che il mondo della serialità televisiva sia parente così stretto dell’editoria libraria da aver scelto una editor freelance che viene dal mondo dei libri – Maria Francesca Gagliardi, editor tra gli altri di Roberto Venturini, quest’anno nella dozzina dello Strega – per occuparsi di scouting editoriale. L’abbiamo intervistata insieme a Luisa Cotta Ramosino, responsabile progetti internazionali e produttore esecutivo di Leonardo, per farci raccontare il loro punto di vista all’indomani della ricerca dell’Ufficio studi di AIE che mostra come, dopo la messa in onda della serie, i libri di narrativa e di saggistica dedicati a Leonardo abbiano più che raddoppiato le vendite.
 

Ve lo aspettavate?
Luisa Cotta Ramosino. Un po’ sì, diciamo che ci contavamo. Il senso di operazioni come quella di Leonardo, o de I Medici, non è quello di esaurire un determinato argomento storico, ma di creare una curiosità di almeno parte del pubblico che poi la soddisferà autonomamente. Forse non ci aspettavamo numeri così alti.
Maria Francesca Gagliardi. Il dato forse più significativo è la crescita, accanto alla narrativa, dei titoli di saggistica, a dimostrazione che oggi la grande potenzialità dell’audiovisivo è stimolare una domanda culturale che trova risposte in un universo più ampio, svolgendo allo stesso tempo un ruolo di formazione, di educazione del pubblico.
 

Quali sono le prossime serie tratte da autori italiani in programma?
Luisa Cotta Ramosino. In estate inizieranno le riprese di Sandokan, ispirato al ciclo dei pirati della Malesia di Emilio Salgari. Cercheremo un taglio moderno ma rispettoso dei protagonisti dei libri di Salgari, partiamo dal nostro patrimonio per agganciare un pubblico internazionale. Nelle storie noi cerchiamo personaggi forti, storie di ampio respiro, grandi anime, grandi prospettive, grandi sogni. Queste sono cose che funzionano sia nell’editoria libraria che nella serialità televisiva, poi certo il modo di raccontare è diverso. A partire dal fatto che i tempi di fruizione sono diversi e la televisione deve far fronte a una maggior frammentazione.
 

Quali rapporti intrattenete con il mondo dell’editoria?
Maria Francesca Gagliardi. Lux Vide ha scelto di tenere lo scouting editoriale al suo interno affidando l’incarico a me, che nasco come editor letteraria. Effettuiamo un monitoraggio molto scrupoloso a diversi livelli. Ad esempio esaminiamo i riscontri in libreria settimana dopo settimana con i numeri di Nielsen, perché le tendenze dei libri e delle serie tv si parlano. E poi abbiamo un rapporto diretto con gli editori a cui ho accesso perché vengo da quel mondo lì. A un editore non chiediamo di raccontarci il suo libro con l’occhio di chi ne vorrebbe fare una serie tv, di questo mi occupo io. Al massimo chiediamo di presentarci le sue proposte per generi, ma questa è una suddivisione che già c’è in casa editrice. Gli strumenti attraverso cui esaminiamo le storie sono quelli tradizionali, a partire dai copertinari.
 

Cosa fa di un libro una buona base di partenza per una serie tv?
Luisa Cotta Ramosino. Personaggi forti, un mondo da esplorare (l’arena la definiamo noi), una rilevanza per oggi che può esserci, però, anche in un romanzo storico, non per forza solo nell’attualità. Per quel che riguarda noi in particolare, cerchiamo per le storie e i personaggi una «aspirazionalità», un sogno, una apertura: raccontiamo grandi sogni, non per forza grandi uomini.
Maria Francesca Gagliardi. È molto difficile definire casistiche precise, ma una grande differenza c’è. L’editoria lavora per tendenze, possono uscire decine di libri che insistono, in maniera diversa, sullo stesso filone. Per l’audiovisivo è diverso: ogni serie deve diventare un caso, deve essere importante, originale, mettere in scena una storia mai raccontata prima o comunque in una prospettiva totalmente nuova.  In questo senso, la verità del testo è fondamentale, e per verità intendo una fiamma, un incendio che c’è nel testo e che ti trasmette una passione che può portare quella storia ad approdare allo schermo.
 

Chi sono gli interlocutori nelle case editrici?
Maria Francesca Gagliardi. I responsabili diritti prima di tutti, ma è importante anche il dialogo con gli editor per capire, ancor prima di leggere il libro, come una storia è nata. E poi è fondamentale il rapporto con gli agenti letterari.
 

La vostra è una casa di produzione che nasce italiana ma che ha una forte proiezione internazionale. Quali sono le narrazioni italiane che meglio si vendono all’estero?
Luisa Cotta Ramosino. Difficile dirlo, certamente uno degli elementi centrali è quello dei mondi narrativi: un autore deve ambientare la storia in un contesto specifico e più questo contesto è local, più ha probabilità di avere un successo globale. Non serve mimare lo stile internazionale, quello che fa amare una storia all’estero è il suo essere specificamente italiana. Più in dettaglio, funziona il Rinascimento perché ricco di figure riconosciute a livello internazionale, ma ad esempio anche le grandi città sono state molto narrate e oggi forse è venuto il momento di esplorare realtà locali meno conosciute. E anche contesti temporali a noi più vicini, penso ad esempio agli anni Settanta, il terrorismo, il fermento economico, il dramma sociale e politico. Ci sono potenzialità infinite.
Maria Francesca Gagliardi. Ovviamente funzionano i grandi personaggi del passato noti in tutto il mondo, ma per il resto mi risulta molto difficile indicare una casistica: quello che va bene oggi, potrebbe non andare più bene domani e il fatto che chi lavora nella serie tv ha un orizzonte di due anni almeno prima della messa in onda complica le cose. Quel che è certo è che l’acquisto dei diritti televisivi per una produzione è un incredibile volano per gli editori che vogliono portare il loro libro all’estero.

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Domani, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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