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Mercato

Un libro su dieci in Italia viene acquistato a Milano: i dati AIE per BookCity

di Redazione notizia del 4 novembre 2026

A Milano la spesa in consumi culturali è l’11,4% di quella nazionale, a fronte di una popolazione residente che è il 2,3% del totale. In città vengono proposti in media 104 eventi al giorno e un libro su dieci in Italia viene acquistato nel perimetro comunale.

Questi alcuni dati che emergono dall'ultima edizione dell’Osservatorio AIE per BookCity Milano, realizzato in collaborazione con SIAE e con il Sistema Bibliotecario di Milano e presentato oggi in occasione del Forum Cultura presso il CASVA. L’indagine, alla sua sesta edizione, integra anche quest’anno l’analisi degli ingressi museali, i cui dati si vanno quindi ad aggiungere a quelli riguardanti l’acquisto e la lettura di libri, i servizi bibliotecari e gli altri consumi culturali come le mostre d’arte e non, il teatro, il cinema, la musica, i concerti, la danza.

Moderato da Alessandra Tedesco di Radio 24, l’evento ha offerto l’occasione per fare il punto sullo stato di salute del settore culturale a Milano, nell’ambito della quindicesima edizione di BookCity. Durante la mattinata, sono intervenuti Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, Innocenzo Cipolletta, presidente di AIE, Giovanni Peresson dell’Ufficio studi AIE, Stefano Parise, direttore aree Biblioteche del Comune di Milano, Piergaetano Marchetti, garante della Fondazione BookCity Milano, Luca Formenton, presidente della Fondazione BookCity Milano.

L’Osservatorio AIE, presentato da Giovanni Peresson, evidenzia che nel 2025 l’industria culturale e degli eventi sportivi e d’intrattenimento a Milano ha generato un giro d’affari complessivo di 741,9 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente. Escludendo gli eventi sportivi, il perimetro culturale si attesta a quota 489,9 milioni di euro. La partecipazione a eventi e attività sportive, culturali e musicali si mantiene stabile a 25,1 milioni di presenze. Gli ingressi ai musei sono 6,3 milioni per una spesa di 36,9 milioni di euro, quelli alle mostre 2,8 milioni per una spesa di 36,4 milioni di euro. E il 2025 è stato anche l’anno con il maggior numero di eventi: 37.900 in un anno, pari a 104 ogni giorno – escluse le proiezioni cinematografiche – offerti ai cittadini e alle cittadine milanesi.

Un dato di particolare rilievo riguarda il mercato trade del libro: a fronte di una flessione nazionale del 2,2%, il mercato del libro a Milano mostra una sostanziale stabilità (-0,3%), confermando che più di un libro su dieci in Italia viene acquistato all’interno del perimetro comunale (10,5%). I libri rappresentano la seconda voce di spesa in assoluto dopo il calcio. 

Un capitolo centrale dell’Osservatorio, presentato da Stefano Parise, è dedicato al Sistema Bibliotecario di Milano. Gli utenti iscritti hanno raggiunto quota 93.000, segnando un incremento del 4% rispetto all’anno precedente, mentre i prestiti fisici hanno sfiorato il tetto milionario, attestandosi a 987.651 unità. A questi si affiancano i quasi due milioni di accessi registrati nelle 25 biblioteche della rete, con punte particolarmente elevate nelle sedi caratterizzate dall’apertura serale. Tra i titoli più richiesti dal pubblico milanese spiccano i volumi di grande successo della narrativa contemporanea, come La portalettere di Francesca Giannone (Nord), confermatosi al primo posto per il secondo anno consecutivo, Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin (e/o) e Il castagno dei cento cavalli di Cristina Cassar Scalia (Einaudi).

Nel corso dell’evento, l’assessore Tommaso Sacchi ha sottolineato la vitalità del contesto cittadino: «I dati che presentiamo oggi ci restituiscono un’immagine solida e significativa per la nostra città, che produce moltissime occasioni di cultura. La sua comunità è partecipe, curiosa, i numeri di bigliettazione testimoniano l’interesse del pubblico. La vendita dei libri è bandiera orgogliosa della nostra città: un libro su dieci acquistato sul territorio milanese è conferma di uno stato della cultura positivo così come del consumo culturale. Per quanto riguarda le biblioteche, in questi cinque anni abbiamo lavorato tanto su questo punto: 93.000 iscritti e quasi un milione di prestiti nell’anno 2025 sono un grande traguardo. La nostra responsabilità è consolidare questa rete, investire nei luoghi della cultura e portare opportunità sempre più accessibili in tutti i quartieri».

«L’Osservatorio di AIE conferma il ruolo centrale di Milano nell’industria culturale italiana: il dato degli oltre cento eventi al giorno è rappresentativo di un'offerta ampia e che si conferma e cresce nel tempo» ha dichiarato il presidente AIE Innocenzo Cipolletta. «Le statistiche ci servono per capire quello che sta avvenendo e prendere le decisioni di conseguenza: è importantissimo questo investimento che il Comune fa attraverso di noi, per conoscere come sono fatti i consumi culturali in città e consentendoci di individuare i punti morti sui quali intervenire. Tutti abbiamo sottolineato l'elevato numero di eventi proposti in città, ma c’è una responsabilità nell’essere polo di attrazione. L’economia italiana non va bene, nel nostro Paese il costo della vita aumenta e si determinano divergenze di reddito importanti: anche una spesa di pochi euro per le attività culturali diventa un problema, e di questo dobbiamo tenere presente. Resta il fatto che chi partecipa alle attività culturali ha un maggiore grado di soddisfazione della propria vita e una visione più chiara di quello che gli aspetta nel futuro. Partecipare significa migliorare la vita e il benessere delle persone, che è il principale obiettivo della politica».

Sul valore educativo e collettivo della lettura è intervenuto Piergaetano Marchetti, garante della Fondazione BookCity Milano. «Vedere la rete di biblioteche sul territorio, a quota 25 con la Sormani, è eccezionale» ha commentato. «Cosa facciamo, in estrema sintesi, con BookCity? Seminiamo a larghe bracciate nella collettività il gusto della lettura, che significa seminare cultura, perché i libri hanno contenuti e stimolano il desiderio di sapere. Significa mettere in moto un driver di progresso dell’umanità. Siamo ancora un Paese al penultimo posto per laureati, un Paese che taglia gli investimenti per l’istruzione. Mi riconosco nelle parole di Cipolletta: questo significa collaborare al progresso della nazione. Credo sia una missione che ciascuno deve perseguire nell’ambito delle sue possibilità».

Infine, Luca Formenton, presidente della Fondazione BookCity Milano, ha richiamato l’attenzione sulle dinamiche del mercato e sulle sfide generazionali: «Alcune cose mi hanno colpito particolarmente: il 2,3% della popolazione genera l’11,4% della spesa culturale, con i libri al primo posto nella spesa culturale della città di Milano. In un periodo in cui il mercato nazionale flette, Milano rimane stabile» ha dichiarato. «Ma vorrei portare l’attenzione sulle librerie: a Milano sono 189, molto più di qualche tempo fa, ma quest’anno per la prima volta abbiamo avuto sei chiusure di librerie indipendenti e questo è un dato da tenere in considerazione. Venendo alle biblioteche, quelle comunali hanno 93.000 iscritti, un milione di prestiti e due milioni di ingressi: tuttavia, tra i 14 e i 17 anni si prendono in prestito solo cinque libri all’anno a testa. Si tratta del valore più basso tra tutte le fasce d’età. Per questo motivo ci siamo mossi per intervenire con BookCity Scuola, con una serie di attività in collaborazione con gli editori che durano tutto l’anno: sappiamo che è lì che dobbiamo costruire quello che sarà il lettore di domani».

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