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Editori

Kobo ha rifiutato il 45% dei testi ricevuti per sospetto utilizzo dell’IA

di Redazione notizia del 23 luglio 2026

La piattaforma di e-book Rakuten Kobo ha rifiutato il 45% dei testi ricevuti nel corso del 2025 poiché ha riscontrato un uso massiccio dell’intelligenza artificiale. L'azienda, che propone un servizio di autopubblicazione chiamato Kobo Writing Life, riceve quotidianamente nuove proposte di autori, autrici, piccoli editori: una parte sempre maggiore di questi contenuti mostri segnali evidenti di produzione automatizzata.

L’amministratore delegato dell’azienda, Michael Tamblyn, ha dichiarato a The Bookseller che ciò ora comporterà uno screening approfondito di routine dei testi da parte della piattaforma. Sebbene Tamblyn abbia precisato che Kobo utilizzi da sempre un sistema di analisi dei contenuti per garantire che rispettino le linee guida, questa è la prima volta che l’azienda si focalizza sul controllo dell'impiego di IA.

Il problema riguarda la qualità del testo, ma anche la fiducia dei lettori e delle lettrici. «Abbiamo dovuto riflettere su che tipo di distributore volevamo essere» ha dichiarato Tamblyn. «Se un cliente acquistasse un contenuto generato dall’IA, non solo chiederebbe quasi certamente il rimborso, ma probabilmente ci criticherebbe per averglielo venduto. Nell’ultimo anno c’è stata una crescita costante e sostenuta di testi scritti dall’IA: abbiamo visto comparire una serie di editori di cui non avevamo mai sentito parlare prima con centinaia di libri al seguito. Si capiva che non si trattava di veri editori, ma di Large Language Model».

Qualche mese fa si è parlato del caso di Shy Girl, titolo uscito lo scorso autunno in Inghilterra che doveva essere pubblicato verso la fine di marzo anche negli Stati Uniti. Il romanzo di genere horror della scrittrice statunitense Mia Ballard è stato ritirato dal mercato britannico e la sua pubblicazione è stata cancellata negli Usa, per decisione del Gruppo Hachette (editore di entrambe le edizioni), poiché sarebbe stato scritto dall’IA. Come scriveva il New York Times – che ha seguito la vicenda – il caso sottolinea le nuove sfide che il mondo editoriale è chiamato ad affrontare davanti a programmi di IA sempre più sofisticati e sempre più diffusi. «Shy Girl è stato un campanello d’allarme» ha commentato Tamblyn di Kobo. «Abbiamo la responsabilità di contribuire a creare un mercato che permetta agli autori, alle autrici e alle case editrici di fare un buon lavoro».

Guardando al futuro, Tamblyn prevede che un numero sempre maggiore di editori chiederà trasparenza agli autori e alle autrici sull’eventuale coinvolgimento di strumenti di IA nella stesura dei testi. «La tecnologia di rilevamento dell'IA nei testi sta progredendo rapidamente: noi di Kobo stiamo per iniziare un altro ciclo di test sui software che ne individuano l’impiego, poiché crediamo che questa sia una sfida che il settore editoriale non può permettersi di ignorare».

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