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Librerie

Fnac si allea, in Francia, con una startup che compra e vende libri usati

di Bruno Giancarli notizia del 27 luglio 2021

Attenzione, controllare i dati.

La sinergia tra nuovo e usato può conoscere molte forme: Libraccio vende anche libri nuovi, la Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano ha recentemente aggiunto un «corner Libraccio» alla sua offerta, mentre diversi siti di e-commerce integrano i due mercati. In Francia, però, la Fnac sta tentando una formula differente: una partnership tra la sua catena di negozi fisici e Bourse aux livres, startup specializzata nella compravendita dell’usato.

Normalmente, gli e-commerce specializzati nell’usato fungono da intermediari tra soggetti privati (cittadini o librerie) che vendono e altri che acquistano, lasciando che siano loro a condurre le trattative, stabilire i prezzi e soprattutto farsi carico della spedizione. Bourse aux livres prevede un modello diverso: tramite un app si scansiona il codice a barre del libro che si vuole vendere, ricevendo la stima del valore calcolata da un algoritmo (sulla base non solo del prezzo, ma anche della domanda e dell’offerta di quel titolo nel mercato dell’usato). Il libro deve essere in buono stato, vale a dire che deve rispettare alcuni parametri come l’assenza di sottolineature, pagine mancanti o scollate e così via. Dopodiché, è sufficiente portare i libri in uno dei punti di raccolta presenti sul territorio francese. Bourse aux livres si fa carico della spedizione nei propri magazzini, nei quali avviene un controllo di qualità per verificare le condizioni effettive del libro, e recapita la merce al compratore. Solo al momento dell’acquisto viene accreditato al venditore l’importo della transazione, sul quale l’impresa trattiene una commissione. Come è possibile leggere sul sito, il libro rimane disponibile per la vendita per un anno. Una volta scaduto il periodo è possibile farsi spedire indietro i libri oppure donarli all’associazione Bibliothèques-sans-Frontières.

La differenza con altre forme di compravendita di libri usati è immediata: si rinuncia al guadagno immediato che dà la vendita diretta a una libreria dell’usato, ma si gode dei vantaggi dell’e-commerce senza doversi fare carico della gestione del processo. La piattaforma indica che l’80% dei libri viene venduto entro tre mesi. Dal 2019, anno di nascita del progetto, sono stati venduti 350 mila libri, per i quali Bourse aux livres ha ricevuto una commissione media del 10%.

E il ruolo della Fnac in tutto ciò? La catena ha annunciato di mettere a disposizione i 160 punti vendita distribuiti nel territorio francese come punti di raccolta, senza pretendere per il servizio alcuna ulteriore commissione da parte dei rivenditori o dall’app; ai sottoscrittori della carta fedeltà Fnac, inoltre, la catena corrisponderà un accredito di tre euro per ogni deposito di libri. Va però tenuto presente che in ogni operazione i libri possono essere al massimo 13, e pesare non oltre i 7 chili nel complesso, mentre la stima totale dei libri deve essere di almeno 10 €.

Non è ozioso chiedersi quale sia il guadagno di Fnac nell’offrire un servizio gratuito e per il quale anzi pagherà i propri clienti abituali. In primo luogo c’è il ritorno d’immagine: la direttrice del programma «Seconde vie» della Fnac, Katell Bergot, sottolinea l’importanza dell’iniziativa nell’ottica di un consumo più sostenibile e di una «democratizzazione del commercio dei libri usati». Secondariamente, occorre ricordare che Fnac ha già un marketplace online per l’usato e l’operazione rappresenta un ulteriore passo per marcare la propria presenza in un settore nel quale i suoi concorrenti sono già attrezzati. A quest’ultimo motivo si collega una considerazione di carattere più generale: oltre al beneficio ovvio di sottrarre venditori – che rimangono comunque potenziali clienti – alla concorrenza, dopo un anno di pandemia è di cruciale importanza creare occasioni per incentivare il pubblico a tornare nelle librerie di catena. Non va infatti dimenticato che nel 2020 la vendita di libri nelle grandi superfici specializzate (tra le quali vi è appunto la Fnac) ha segnato in Francia un -9,1% a valore.

L'autore: Bruno Giancarli

Dottorato in filosofia a Firenze, Master in editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Attualmente lavoro presso l'Ufficio studi Aie. Mi interessano i dati della filiera editoriale e le loro possibili interpretazioni.

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