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Librerie

Coronavirus. Le librerie cinesi in difficoltà si affidano (anche) al food delivery

di Antonio Lolli notizia del 10 marzo 2020

Attenzione, controllare i dati.

L’emergenza Coronavirus ha portato a gravi conseguenze in Cina, sia dal punto di vista del numero di contagi e di vittime, sia dal punto di vista economico. A partire dalla prima comparsa del virus a Wuhan a dicembre, in questi ultimi mesi tutti i settori hanno subito grandi perdite, compreso il mondo del libro.
Secondo quanto dichiarato dalla municipalità di Pechino ai media locali, nella capitale del Paese si stima che l’80% delle librerie fisiche in questo momento sia chiuso.

Un’indagine realizzata dal Beijing Institute of Culture Innovation and Communication (BICIC) su 248 librerie di Pechino mostra inoltre che il 60% di questi esercizi si aspetta un calo del 50% delle vendite quest’anno e solo il 48% ritiene di avere sufficienti risorse economiche per garantire la propria sopravvivenza nei prossimi tre mesi.

Per cercare di reagire a questo momento di difficoltà molte librerie stanno guardando all’online e a metodi alternativi per la distribuzione dei propri libri. A causa della ridotta mobilità delle persone e dei cambiamenti dei comportamenti a seguito dell’ondata di contagi, l’indagine mostra che il 21,8% delle librerie intervistate riesce a vendere solo ed esclusivamente attraverso gli store online, il 48% si affida in particolare ai social network come WeChat e Weibo per arrivare ai propri clienti e il 16,9% promuove i propri libri attraverso piattaforme di video sharing come Douyin e Kuaishou.

La catena di librerie OWSpace, per esempio, ha dovuto chiudere dopo i pesanti mesi di gennaio e febbraio tre delle quattro librerie di Pechino a causa di un volume di vendite prossimo allo zero. Per le prossime settimane ci si aspetta un calo dell’80% del fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019. Per questo motivo la catena ha lanciato un appello ai suoi clienti più affezionati su WeChat per aiutarla a sopravvivere con un contributo economico.

Per poter garantire migliori possibilità legate alla distribuzione dei libri, le librerie della capitale hanno deciso di affidarsi a un colosso del food delivery come Meituan-Dianping. L’iniziativa, promossa dall’azienda e dalla municipalità di Pechino, coinvolge per il momento solo 72 librerie della città che potranno far recapitare i libri ai propri clienti, proprio come se fossero il pranzo o la cena ordinati a domicilio. L’iniziativa non avrà alcun costo per le librerie che potranno utilizzare il servizio già a partire dalla prossima settimana. Un progetto che consiste in un aiuto concreto per le librerie nel creare un ponte per arrivare ai propri clienti, nella speranza che possa andare a coinvolgere un numero sempre maggiore di esercizi commerciali.

L'autore: Antonio Lolli

Redattore scientifico iscritto all'ordine degli ingegneri della provincia di Modena. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’Università di Bologna, ho frequentato il master in editoria dell'Università Cattolica di Milano e ho lavorato diversi anni alla redazione del Giornale della libreria. Seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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