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Innovazione

Il mondo dell’«audio parlato» negli USA: l’indagine 2020

di Alessandra Rotondo notizia del 27 ottobre 2020

Attenzione, controllare i dati.

Torna The spoken word audio, il report di NPR ed Edison Research che analizza i comportamenti dei fruitori dell’«audio parlato» negli Stati Uniti. Come lo scorso anno, l’indagine mostra una crescita di quota per i clienti dello «spoken word» (+30% dal 2014; +8% rispetto al 2019) a discapito della musica che – pur conservando, con il 52% delle indicazioni, lo statuto di contenuto audio maggiormente fruito – cala significativamente: di 6 punti percentuali negli ultimi sei anni e di 2 rispetto al 2019.



Ma cosa si intende con spoken word audio?
Con alcuni formati audio oramai stabilmente sotto le luci della ribalta, è bene precisare che l’indagine di NPR ed Edison Research rende conto delle risposte di un campione rappresentativo di 4.318 utenti ultratredicenni, accomunati dalla caratteristica di aver ascoltato nell’ultimo mese almeno un contenuto parlato tra audiolibri, podcast, informazione, sport e «talk radio». Un perimetro sicuramente più ampio di quello coperto dai soli audiolibri.

Il report 2020 mostra che la crescita è trainata soprattutto dal pubblico più giovane (dal 2014 il segmento 13-34 anni ha conosciuto un incremento nella fruizione dell’83%), dalle donne (+57% vs +19% degli uomini) e dalle minoranze etniche: +125% per gli afroamericani, +47% per ispanici e latinoamericani.

Nel complesso, è il 75% della popolazione statunitense con più di 13 anni di età ad aver ascoltato almeno un contenuto audio nel corso del mese precedente, mentre il 43% dichiara di farlo quotidianamente. La durata media del tempo di fruizione ha raggiunto, nel 2020, le due ore al giorno. Nello stesso anno, l’ascolto di audiolibri e podcast ha riguardato rispettivamente il 54% e il 55% della popolazione con più di 13 anni di età.




Sul fronte dei formati, la radio AM/FM cede progressivamente il passo ai podcast e alla categoria «altro» (che incorpora anche gli audiolibri e le piattaforme in abbonamento). Se, nel 2014, al 79% di chi fruiva dei contenuti audio via radio faceva da contraltare l’8% dei podcast e il 13% di «altro», nel 2020 la distribuzione è sensibilmente mutata: 55% per la radio, 19% per i podcast e 26% per «altro».



Tra i device vediamo crescere quelli mobili, smartphone in testa (31%; 9% nel 2014) a scapito dei ricevitori radio (47%; 73% nel 2014). A fronte di una sostanziale stabilità del perimetro degli ascoltatori via personal computer, diventa via via più evidente la quota degli smart speaker: dall’1% del 2017 all’attuale 4%. Filtrando poi i soli dispositivi mobili, e in particolare gli smartphone, vediamo da un lato accentuarsi il segmento dei fruitori più giovani (13-34 anni; 55% rispetto al 19% del 2014). Dall’altro, riproporzionarsi le quote dell’ascolto musicale e di contenuto parlato: 89% vs 11% nel 2014, che diventano 70% vs 30% nel 2020.

La ricerca online, le raccomandazioni di amici e parenti e le segnalazioni sui social network sono i principali driver di scelta e di accesso ai contenuti audio, mentre news e informazione, musica e humor primeggiano tra i topic dei contenuti ascoltati.

La seconda edizione di The spoken word audio tratteggia, come la precedente, il perimetro di uno spettro di fruizione molto più ampio di quello dei consumatori dei soli prodotti editoriali audio. Ed è pertanto imprecisa nell’aiutarci a definire in termini volumetrici il fenomeno dell’audiolibro (serve meglio lo scopo la recente indagine della Buchmesse). Ma ci dà sicuramente delle indicazioni di tendenza sul mondo dell’audio e delle sue potenzialità, e sull’impatto globale di questa «riscoperta» del piacere del parlato.  

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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