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Editori

Threads, la nuova piattaforma social, sbarca in Italia: sarà utile per il settore editoriale?

di Elisa Buletti notizia del 22 dicembre 2023

Dopo il lancio negli Stati Uniti – e in pochi altri Paesi – lo scorso luglio, da qualche giorno la nuova piattaforma social Threads è disponibile anche in Italia.

Con un debutto record da milioni di download nei giorni successivi al lancio, fino al 14 dicembre la piattaforma era stata resa disponibile solo in Usa, Canada, Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Giappone: ora approda finalmente in Europa. Di proprietà di Meta – come Instagram e Facebook –, Threads è un social network di microblogging, ovvero incentrato sulla condivisione di brevi testi, al momento con un limite di 500 caratteri, ma con la possibilità di allegare contenuti aggiuntivi come link, foto e video. Iscriversi è molto semplice, dato anche il legame con Instagram: basta scaricare l’app sul proprio dispositivo e scegliere di accedere con il proprio profilo Instagram – in questo modo i profili Threads e Instagram saranno collegati e si potrà mantenere lo stesso username e foto profilo, nonché i follower e i seguiti – oppure crearne uno nuovo.

Nel dettaglio, Threads permette agli utenti di organizzare discussioni – «threads», appunto, ovvero «filoni» – e condividere contenuti su argomenti specifici, offrendo un’esperienza di conversazione intima e immediata. Molto simile a X, l’ex Twitter, dà la possibilità di pubblicare post, seguire altri account e menzionarli, mettere like, ripubblicare, commentare o condividere i contenuti degli altri utenti. I tag funzionano in modo leggermente diverso dagli altri social network: invece che una singola parola, si può categorizzare ogni post con un’intera frase.

Ma come si è mosso il mondo dell’editoria nei confronti di questa nuova piattaforma? È già stato creato il tag Bookthreads, utilizzato anche in Italia, nel quale confluiscono i contenuti relativi ai libri e influencer, case editrici straniere e italiane, autori e autrici, librerie e altre realtà del settore editoriale stanno iniziando a sperimentare sulla piattaforma. Per citare alcuni esempi, Penguin Random House e Penguin Books hanno iniziato a utilizzare Threads cercando di coinvolgere la community di lettori, dando il via a sondaggi e discussioni spesso anche dal tono ironico e scherzoso. Goodreads, la piattaforma dedicata ai consigli di libri, si sta muovendo in modo simile, ma con un tasso di coinvolgimento dei follower molto più alto: il tono di voce amichevole e confidenziale genera risposte e condivisioni da parte della community, creando un rapporto intimo e diretto. Questi sicuramente i vantaggi della piattaforma, ai quali si aggiunge il fatto che lo sforzo nella creazione dei contenuti può essere minimo – dare il via a una discussione è, potenzialmente, molto semplice –, ma dev’essere controbilanciato da quello messo in campo per mantenere un rapporto saldo con la propria community, ascoltando il proprio pubblico e rispondendo ai commenti.
In Italia, alcuni esempi di tentativi simili e sperimentazioni sono stati fatti da NN Editore, dalla libreria milanese Verso e da Tegamini, bookinfluencer da 200 mila follower su Instagram che sta avendo un riscontro positivo anche su Threads.

Essendo una nuova piattaforma, a maggior ragione nel nostro Paese, ci vorrà ancora del tempo per capire se si rivelerà un canale efficace di comunicazione anche nel settore editoriale o se verrà presto abbandonata com'è successo ad altri social network.

L'autore: Elisa Buletti

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.

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