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Editori

I primi 25 anni di Effatà. Una storia di ricerca e condivisione

di Antonio Lolli notizia del 7 maggio 2020

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Tutto è iniziato dalla mansarda di casa Pellegrino nell’aprile del 1995. La storia di Effatà – casa editrice con sede a Cantalupa, in provincia di Torino – parla di persone, di impegno, di condivisione e di collaborazione. Ripercorrere le tappe che l’hanno portata a crescere e ad affermarsi in questi suoi primi venticinque anni di attività è un po’ come sfogliare l’album dei ricordi di famiglia. Perché in Effatà lavoro e famiglia hanno da sempre trovato una combinazione perfetta.

«Abbiamo fin da subito considerato il lavoro quasi come se fosse un quinto figlio – ci racconta Gabriella Segarelli, direttrice editoriale nonché fondatrice della casa editrice assieme al marito Paolo Pellegrino –. Così lo abbiamo coltivato negli anni, curato e fatto crescere. I libri erano (e continuano a essere) per noi molto più di un oggetto. Siamo entrambi laureati in filosofia e anche per questo leggere è sempre stato fondamentale per formarci, per informarci, per riflettere e per rilassarci».

Lavoro di squadra, valorizzazione delle competenze, ricerca delle esigenze dei lettori e attenzione all’innovazione. Queste sono le parole chiave che riassumono la ricetta che ha guidato l’attività della casa editrice in questi anni nei suoi rapporti con i collaboratori, nella scelta dei nuovi titoli da pubblicare e nello sviluppo di nuovi progetti, con lo sguardo sempre attento alle novità e ai cambiamenti dei gusti dei lettori. «Iniziammo per passione, con grande entusiasmo e, ripensandoci oggi, una buona dose di follia». Oggi Effatà pubblica oltre 80 novità all’anno, soprattutto inerenti alle tematiche della famiglia, della religione e della spiritualità, ha un catalogo di oltre 1.400 titoli di più di 800 autori, oltre 200 titoli tradotti all’estero, una newsletter che raggiunge più di 16 mila contatti, oltre 4.300 amici sui social e più di 60 mila visite all’anno al sito.

Ma andiamo con ordine. Il primo nodo da sciogliere in quell’aprile del 1995 fu il nome da dare alla futura casa editrice. Effatà è una parola aramaica contenuta nella Bibbia che vuol dire «apriti». «La scelta fu ispirata dalla lettera pastorale del Cardinal Martini dedicata a chi lavora per i mezzi di comunicazione, intitolata appunto Effatà. Apriti, nella quale l’allora arcivescovo di Milano raccomandava di aprire la mente e il cuore degli uomini. Un messaggio che ci sembrava sintetizzare perfettamente quanto sognavamo di fare».




Già nei primi anni di attività, la casa editrice ha intuito l’importanza della partecipazione alle fiere del libro per incontrare i lettori, per creare momenti di scambio con gli altri operatori del settore e per avere uno sguardo sull’evoluzione del mercato. Ogni anno la casa editrice partecipa a cinque fiere del libro (la Children’s Book Fair di Bologna, la Buchmesse di Francoforte, Napoli Città Libro, Più libri più liberi e il Salone di Torino). «Proprio in occasione della prima partecipazione al Salone di Torino – continua – abbiamo compreso un aspetto essenziale che continua a guidare la nostra attività: accettare di andare avanti passo dopo passo, per gradi. Era il 1998 – e me lo ricordo bene perché era il primo anno di asilo della mia figlia più piccola – e avevamo uno stand di un metro lineare. Più che uno stand era davvero uno scaffale di una libreria di casa, ma per noi era già un grande traguardo». Nel tempo la casa editrice è cresciuta e anche lo stand è diventato sempre più grande. «La partecipazione alla fiera di Francoforte – aggiunge Monica Pairone, responsabile diritti della casa editrice – rappresenta inoltre per noi una vera e propria scuola, perché ci consente di vedere dal vivo come lavorano le case editrici straniere. Questo è davvero utilissimo per avere spunti su come muoversi con le proprie forze nella stessa direzione».

Una casa editrice è fatta prima di tutto di persone e a Effatà questo lo sanno bene. «La nostra forza sta proprio nel gruppo di persone che ci ha accompagnato in questi anni e che ancora collabora con noi – sottolinea Gabriella Segarelli –. In casa editrice abbiamo instaurato un rapporto di parità e di fiducia con i colleghi. Non esiste un processo decisionale dall’alto: ognuno di noi può proporre serenamente le proprie idee, che poi vengono esaminate insieme. Questo vale anche nel rapporto tra generazioni diverse, in cui credo debba sempre prevalere il rispetto e la capacità di valorizzare le diverse competenze. E in un momento come questo in cui siamo fisicamente distanti, il fatto di sentirsi parte di un progetto è un grande collante».

L’emergenza coronavirus ha portato in questi ultimi due mesi alla necessità di una riorganizzazione di tutte le attività della casa editrice, sia per rispondere alle esigenze di distanziamento sociale sia per superare i grandi problemi causati in particolare dalla chiusura delle librerie. «In questo periodo crediamo che uno dei principali obiettivi da perseguire sia sicuramente il corretto utilizzo delle possibilità offerte dal digitale – sottolinea Monica Pairone –. Nelle settimane più critiche in cui tutti le librerie erano chiuse, siamo riusciti comunque a vendere libri proprio grazie alla pubblicità online. Certo, queste vendite non sono riuscite a compensare le perdite, ma ci hanno permesso almeno di restare a galla».

In questi 25 anni Effatà è stata testimone dell’evoluzione degli interessi e dei gusti dei lettori. Anche nel campo dei libri a tematica religiosa e di ricerca spirituale, i cambiamenti avvenuti nella società si rispecchiano nei libri scelti e acquistati in libreria.
«Fin dall’inizio abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulle tematiche legate alla famiglia, sia dal punto di vista educativo che psicologico, e alla spiritualità – commenta Gabriella Segarelli –. Ed è proprio in quest’ultimo ambito che abbiamo notato il cambiamento maggiore. Quando abbiamo iniziato l’attività esistevano ancora categorie ben definite anche dal punto di vista editoriale come la teologia, la pastorale e la catechesi. Oggi invece ci rendiamo conto che questa suddivisione non ha più molto senso». Se da un lato quindi molto probabilmente è aumentato il numero di persone in ricerca spirituale, intesa anche come ricerca del senso della vita, dall’altro appare in modo evidente come molti non si riconoscano più nelle categorie del passato. «Proprio per questo, noi editori dobbiamo ideare e pubblicare libri che rispecchino il sentire delle persone, anche di coloro che magari non si riconoscono più nella vita ecclesiale o parrocchiale – e neanche forse nella fede cristiana – ma che comunque sono alla ricerca di spiritualità. È come se si fossero abbattute le barriere che esistevano prima, anche nell’ambito della concezione della famiglia».
«Nel prossimo futuro – conclude Monica Pairone – punteremo sempre di più a realizzare libri che aiutino la persona e che rispondano alle domande della società di oggi, senza chiusure, come i titoli che abbiamo pubblicato finora. Il nostro taglio “naif” e poco istituzionale ci ha da sempre aiutato in questo senso e credo possa continuare a essere il nostro punto di forza».

Non resta quindi che augurare a Effatà di poter festeggiare il prima possibile il suo importante compleanno e di continuare a essere un punto di riferimento per la ricchezza della propria offerta editoriale e per la sua costante spinta all’innovazione.

Nell'immagine di sfondo: una foto di gruppo di Effatà Editrice scattata durante una festa di Natale in casa editrice. La foto si riferisce quindi a un evento che ha avuto luogo prima dell'emergenza Covid-19.

L'autore: Antonio Lolli

Redattore scientifico iscritto all'ordine degli ingegneri della provincia di Modena. Dopo la laurea in Ingegneria e l’esperienza di ricerca in ambito accademico svolta presso l’Università di Bologna, ho frequentato il master in editoria dell'Università Cattolica di Milano e ho lavorato diversi anni alla redazione del Giornale della libreria. Seguo il mondo editoriale nelle sue diverse sfaccettature, con particolare interesse per il confronto tra le realtà dei diversi Paesi del mondo e per le ultime novità dal punto di vista produttivo e tecnologico.

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