Il tuo browser non supporta JavaScript!
Editori

Così il mondo del libro si mobilita in sostegno dell’Ucraina

di Alessandra Rotondo notizia del 8 marzo 2022

Attenzione, controllare i dati.

Giovedì 24 febbraio l’esercito russo ha invaso l’Ucraina, oltrepassandone in diverse aree il confine e bombardando città e infrastrutture. L’annuncio dell’invasione era stato dato poche ore prima dal presidente russo Vladimir Putin, che aveva chiesto all’esercito ucraino di arrendersi e di abbandonare le proprie armi.

«La guerra in Europa ci riporta ad anni e vicende storiche che non avremmo mai voluto rivivere» ha commentato quella mattina stessa il presidente di AIE Ricardo Franco Levi, ricordando come la pace sia la precondizione e allo stesso tempo il frutto della libertà di pensiero e di espressione, valori che sono al centro della democrazia e della missione di ogni editore.

Quasi due settimane di bombardamenti e violenze sono trascorse, lasciando in eredità un bilancio di vittime in continua crescita. In questo scenario increscioso, gli ambienti dell’editoria hanno cominciato a mobilitarsi in sostegno dell’Ucraina, nella comune condanna dell’attacco russo.

«Non ci può essere un'Europa libera e sicura senza un'Ucraina libera e indipendente» recita la lettera del PEN International firmata da più di 1.200 autrici e autori. «Tutti gli individui hanno diritto alla pace, alla libertà d’espressione e di incontro. La guerra di Putin è un attacco alla democrazia e alla libertà non solo in Ucraina, ma in tutto il mondo». Il messaggio – siglato da personaggi del calibro di Salman Rushdie, Tsitsi Dangarembga e Margaret Atwood – si conclude con l’apertura di una raccolta fondi per «l’evacuazione urgente e il reinsediamento in Paesi sicuri» di giornalisti, studiosi, traduttori e artisti minacciati dalla guerra.

A protestare contro le operazioni militari di Putin chiedendone l'immediata cessazione sono anche molti autori e intellettuali russi: più di mille hanno firmato l’appello promosso dall’Alleanza degli editori indipendenti e dei distributori di libri. Il libro, sottolinea il messaggio, è una delle principali forme di conservazione e trasmissione dell'esperienza umana, ed è proprio l’esperienza accumulata nei secoli a insegnarcelo: la guerra è un crimine e deve essere fermata.

«Sappiamo tutti quanto in condizioni come queste manifestare e comunicare il proprio dissenso possa essere pericoloso» ha commentato in proposito il presidente Levi. «Consapevoli e ammirati di tanto coraggio, siamo vicini ai firmatari dell’appello».

Alla stessa maniera, il presidente di AIE ha sostenuto la decisione della Bologna Children’s Book Fair di sospendere ogni collaborazione con le organizzazioni ufficiali russe per la partecipazione all’imminente edizione 2022. Con un comunicato la fiera ha infatti espresso la sua condanna alla guerra dichiarata dalla Russia all’Ucraina, precisando che «BCBF, BolognaBookPlus e Bologna Licensing Trade Fair hanno sempre sostenuto, e continuano a sostenere, la Ukrainian Publisher’s Association e promuoveranno gli editori, i libri, gli illustratori e gli autori ucraini anche quest’anno, benché purtroppo assenti».

Decisioni simili sono state prese dalla Fiera di Londra e da quella di Francoforte, tanto nel sospendere le collaborazioni con le organizzazioni ufficiali russe quanto nell’esprimere solidarietà nei confronti del popolo e dei colleghi ucraini. Il Salone internazionale del libro di Torino ha fatto sapere con una nota che in fiera «non saranno presenti delegazioni ufficiali, enti o istituzioni legate al governo russo» ma «non saranno boicottati libri o autori russi, discussioni o lezioni sulla cultura e la letteratura russa, all'interno di un programma ispirato ai temi della pace, del dialogo, dell'amicizia tra i popoli, le arti, le culture». 

Pochi giorni fa, infine, la Federazione degli Editori Europei ha deciso di aprire le porte come invitato speciale all’Associazione degli Editori e Librai Ucraini, UPBA. Il presidente di FEP Peter Kraus vom Cleff  ha scritto al collega e presidente di UPBA Oleksandr Afonin, comunicandogli la decisione ed esprimendo la sua solidarietà ai colleghi.

«AIE, che si è espressa fin dal primo giorno dell’invasione a sostegno del popolo ucraino e dei suoi editori – ha dichiarato Levi, che alla carica di presidente di AIE affianca quella di vicepresidente FEP – è parte attiva nella proposta di aprire le porte a UPBA. Con questa decisione vogliamo dare concreto supporto ai nostri colleghi, ma anche sottolineare come l’invasione dell’Ucraina sia una questione che interpella e riguarda tutti gli europei».

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

Guarda tutti gli articoli scritti da Alessandra Rotondo

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.