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Editori

Add cambia logo e veste grafica: «Un modo per invitare il lettore ad aggiungere significato»

di Samuele Cafasso notizia del 21 gennaio 2022

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La casa editrice torinese Add ha annunciato un nuovo logo e una nuova veste grafica per i suoi libri. Il restyling arriva al culmine di una stagione di cambiamenti iniziata nel 2014, con il coinvolgimento di Paolo Benini e Francesca Mancini e l’uscita di scena dei tre fondatori, Michele Dalai, Davide Dielo e infine anche di Andrea Agnelli.

La casa editrice ha dallo scorso settembre un nuovo direttore editoriale nella persona di Giorgio Gianotto, già in Codice edizioni, Baldini&Castoldi, minimum fax e Treccani. Quando a settembre Gianotto era stato nominato e la casa editrice aveva annunciato una nuova collana interamente dedicata ai fumetti curata da Matteo Gaspari, si era parlato di «una nuova fase per Add» in cui «l’editrice Francesca Mancini dedicherà ora tutta la sua attenzione e le sue energie».

La nuova grafica con cui l’editore si presenterà in libreria dal prossimo 26 gennaio è la rappresentazione plastica di questo cambiamento: il progetto è stato curato da Not, studio di comunicazione e a sua volta casa editrice, che ha scelto di disegnare il nuovo logo «per sottrazione», cioè, spiega la casa editrice sul suo sito, «rimuovendo i contorni delle lettere “add” per riempirne i vuoti. «Un modo per invitare il lettore a completare la parola e ad aggiungere significato». Crediamo così tanto nella forza del nuovo logo che non avremo più il nostro nome in copertina: abbiamo deciso di lasciarlo “da solo”, senza scrivere nulla a fianco. E grazie al carattere modulare delle tre forme che lo compongono, in grado di adattarsi verticalmente allo spazio del dorso, i nostri libri saranno distinguibili a colpo d’occhio anche negli scaffali delle librerie».



Di fatto, il logo è un segno grafico molto forte e compatto che, oltre che sui dorsi dei libri, ha una sua riconoscibilità ben evidente spendibile anche sui social network. L’idea dell’editore è quella di sottolineare la nuova identità e invitare così i lettori a riconoscere, dietro ai singoli titoli, il progetto culturale sottostante.

Cambiano anche i font dei titoli e dei testi, la grafica di copertina, persino la carta utilizzata. Una storia d’amore. Lettera a mia figlia transgender, di Carolyn Hays, è il primo libro che uscirà con il nuovo logo. Intervistato dal Post, Giorgio Gianotto ha spiegato che la casa editrice ha scelto di fare un rebranding per «dimenticarsi il passato», per tenere il passo della sua «nuova produzione editoriale e della sua diversa proprietà», e inoltre perché ormai, dopo dieci anni, «c’è un ambiente diverso e serve una nuova comunicazione». Crescerà anche la produzione editoriale: la casa editrice avrà 30 uscite all’anno.

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Domani, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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