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Curiosità

Chi sono i book stylist: i professionisti che portano i libri sulle passerelle

di Andrea Buzzi notizia del 29 aprile 2022

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Dalla campagna pubblicitaria The Narratives di Valentino alla Piccola Libreria Adelphi nello show FW22 di Etro, passando per i podcast e gli incontri culturali di Chanel e Dior e per i «suggerimenti letterari» di Gigi Hadid e Kendal Jenner, la lettura ha assunto una nuova rilevanza nella moda. I libri sono diventati sia oggetti di prestigio e simboli di levatura culturale che strumenti attraverso cui i brand e le celebrity possono mostrare e parlare dei loro valori. 

Secondo un articolo del New York Times i libri sono i nuovi accessori moda da indossare e esiste già chi viene pagato per sceglierli. Il book stylist, in sostanza, aiuta le celebrità e le case di moda a scegliere e «indossare» (o a far indossare in passerella), tenendolo in mano, in tasca o nella borsetta – l’importante è che sia ben visibile – il libro giusto, quello di cui si parla, adatto al particolare momento storico e che aggiunga profondità e valore alla propria immagine

Nonostante la liaison tra mondo della letteratura e mondo della moda non sia del tutto nuova, l’intreccio si è sicuramente intensificato negli ultimi anni, fino a trasformare il libro in un vero e proprio status symbol

Nel 2021 il direttore creativo di Valentino ha avviato una collaborazione con Belletrist, la community di lettori, forte della popolarità sui social media, gestita dalla consulente creativa Karah Preiss e dall'attrice Emma Roberts, per la prima di una serie di campagne pubblicitarie testuali intitolate The Narratives, che ha coinvolto più di 17 autori internazionali, citandone pezzi delle loro opere e riprendendone la grafica delle loro copertine.

Etro, per annunciare la sfilata uomo inverno 2022-23, ha scelto più di 200 titoli della Piccola Biblioteca Adelphi, marchiati da suo ex libris, da far recapitare come invito agli ospiti della sfilata. Gli stessi libri hanno poi calcato la passerella insieme ai capi, in tasche e taschini e nelle mani dei modelli. 

A Venezia, invece, nei giorni appena trascorsi, Louis Vuitton ha «vestito» alcune delle edicole della città: otto chioschi storici sono stati restaurati dalla maison, e fino al 25 aprile hanno venduto solo giornali e libri delle collane pubblicate dalla casa editrice del brand, tutte legate al viaggio: le City Guide, guide di viaggio contenenti indirizzi e curiosità dedicate alle principali capitali del mondo; i Travel Bookcarnet de voyage che offrono una visione contemporanea del viaggio ricorrendo alla prospettiva originale degli illustratori; i Fashion Eye, scatti di moda e di costume di celebri fotografi ambientati in varie città del mondo. 

E ancora, nel 2019 Gigi Hadid esce da uno show della Milano Fashion Week stringendo una copia dello Straniero di Albert Camus (in Italia pubblicato da Bompiani) al posto della clutch; Kendall Jenner in bikini su uno yacht, viene fotografata mentre legge Stanotte sono un'altra di Chelsea Hodson (pubblicato in Italia da Pidgin Edizioni). Il libro andò esaurito su Amazon nel giro di un giorno e in quell’occasione l’autrice raccontò di aver ricevuto talmente tanta attenzione da rimanerne delusa realizzando che nessuno è immune al fascino delle celebrities.  

Leggere è una di quelle ricchezze immateriali, di quei pochi piaceri di cui ancora possiamo godere da soli, indisturbati e per noi stessi, senza l’incombenza di un pubblico pronto a rovinare l’intimità del momento e a creare intorno all’atto quell’aura di finzione. 

Tuttavia «chiedete a qualsiasi scrittore se gli dispiace, magari, che Gigi o Kendall leggano un suo libro», provoca Karah Preiss durante l’intervistata rilasciata al quotidiano americano. «È stupido ritenere che mostrare un influencer che mostra un libro sia dannoso per la cultura. Un libro non si svaluta improvvisamente perché qualcuno lo legge» 

E aggiunge: «È quasi ingannevole separare la lettura di libri dalla vendita di libri. Dopotutto, l'editoria è un'attività a scopo di lucro e può essere piuttosto redditizia. E il book styling non è solo un'altra versione del consulente del brand, del direttore creativo o persino del life coach?» 

Jenna Hipp, per esempio, insieme con il marito fa un mestiere molto simile a quello del «book stylist»: seleziona e vende libri per riempire e adornare le librerie di chi non sa come farlo. Hipp si fa inviare dai clienti le foto della loro libreria vuota, con le indicazioni sull’arredamento e sui colori della casa e sull’idea che i libri devono suggerire delle loro personalità, e a quel punto decide come riempire gli scaffali.

I proprietari non sono interessati ai singoli libri ma guardano solo l’insieme, quello che importa è il risultato finale. «I libri portano vita in ogni loro forma» ha commentato Hipp concordando con le teorie di Preiss. «Che siano appoggiati su uno scaffale o che vengano letti, portano qualcosa nello spazio. La loro esistenza sprigiona energia da sola. Finché i libri sono apprezzati in qualche modo, sono felice che ci siano».

 

L'autore: Andrea Buzzi

Laurea in Scienze e Tecniche della Comunicazione e master in Digital Publishing e Influencing Marketing organizzato da Università Bocconi e Condé Nast. Mi occupo principalmente di comunicazione scritta. Libri e social media il mio mix preferito.

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