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Biblioteche

Riapre dopo 22 anni la biblioteca di Sarajevo

di G. Pepi notizia del 13 maggio 2014

Manca nell’elenco delle biblioteche più belle del mondo che ogni anno viene patrocinato dell’Associazione delle biblioteche americane e dalla International interior design association (qui le foto delle biblioteche selezionate, solo due non sono americane: la Glenmore Christian Academy di Calgary in Canada e la biblioteca municipale di Seinäjoki in Finlandia), eppure la Biblioteca nazionale di Bosnia ed Erzegovina a Sarajevo, riaperta venerdì scorso meriterebbe un posto d’onore non solo perché rinata bellissima dalle proprie ceneri, ma anche perché simbolo di pace e fratellanza tra i popoli.
Distrutta 22 anni fa durante i bombardamenti della città, la Vijecnica, questo il nome dell’edificio che custodiva il patrimonio letterario del Paese, torna a risplendere in una città ormai riappacificata anche se in un Europa non ancora al riparo da tensioni etniche e politiche (qualche settimana fa abbiamo parlato della situazione ucraina).
Durante quella notte d’estate del 1992 non fu solo lo splendido edificio ottocentesco a bruciare, ma con esso finirono in cenere oltre due milioni di volumi, cancellando manoscritti antichi e incunaboli  ma anche una parte della cultura e della storia delle etnie della regione .
Oggi, dopo un restauro durato quasi 18 anni e costato 16 milioni di euro, la biblioteca torna alla vita: seguendo il progetto originale è stato possibile ricreare gli affreschi che avevano decorato l’edificio austro-ungarico, riprodurre i vetri mosaicati e i preziosi infissi in legno ottocenteschi. Non così semplice è stato però ricostruire il patrimonio librario della biblioteca: solo il 10% del catalogo attuale è stato recuperato dal rogo del 1992 ed è facile immaginare l’entità e il valore inestimabile di quanto sia andato perduto.
La rinascita di questo luogo altamente simbolico sarà ufficializzata il prossimo 28 giugno, non a caso il giorno del centenario dell’assassinio dell’erede al trono austroungarico Francesco Ferdinando con la cui morte si aprì il secolo breve.

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