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Libri di Riccardo Fedriga

Avere 2 anni

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2005

di Riccardo Fedriga

Credo che non vi sia migliore modo per riflettere su una struttura formativa come un master in editoria, che si basa sulla istituzionalizzazione del trasferimento di quella forma di esperienza che è il sapere editoriale - di solito gelosamente tramandato come un segreto - che partire dal racconto dell’esperienza vissuta nella progettazione e coordinamento del Master in editoria cartacea e multimediale della Scuola superiore di studi umanistici dell’Università di Bologna. La storia del master bolognese vede la sua origine nell’incontro tra una spinta dall’alto e una dal basso. Circa la prima spinta, le cause che hanno portato alla progettazione e realizzazione del master risiedono nell’esigenza, manifestata da proprietari e alti funzionari editoriali, di dotare il comparto editoriale di un bacino di persone sistematicamente formate, in grado di mantenere – e di aumentare – il livello professionale e, a cascata, quello delle pubblicazioni. Circa la spinta dal basso, il master bolognese è nato in seguito a una forte richiesta studentesca di professionalizzazione e avvicinamento della realtà universitaria a quella aziendale. Concretamente questo si è tradotto nel successo di un corso di editoria, tenuto inizialmente da Umberto Eco e poi da chi scrive, presso la facoltà in discipline della comunicazione dell’università di Bologna. In tre anni (1998-2001) dall’attivazione del corso si giunse a una richiesta di circa 25-30 tesi l’anno, su un numero chiuso di iscritti pari, allora, a 150 unità. Quasi un quarto degli studenti, quindi, voleva laurearsi con una tesi su temi editoriali: tutti editori dunque?  

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