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Ottobre 2026

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Ottobre 2026
Fascicolo digitale

Mettere in relazione


Il primo semestre del 2026 restituisce all’editoria italiana un segnale positivo. Dopo la flessione dello scorso anno, il mercato trade a stampa è tornato a crescere, sia a valore sia a copie. Il dato va però letto con attenzione: una parte decisiva della ripresa è legata al fondo destinato agli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità, sostenendo due presìdi essenziali per la lettura.

La crescita, inoltre, non coinvolge tutti i comparti. L’editoria universitaria continua a perdere ricavi, anche per effetto di una pirateria che ha ormai superato il mercato legale e di una formazione sempre più affidata a slide, appunti e materiali prodotti con l’intelligenza artificiale. È un impoverimento grave, perché colpisce la preparazione di chi studia oggi.

Questi dati ci ricordano che il mercato editoriale non vive isolato. La sua solidità dipende dalle relazioni tra politiche pubbliche e imprese, biblioteche e librerie, produzione e domanda di lettura. Gli incentivi possono sostenere la crescita, ma perché i risultati diventino duraturi occorre trasformarli in una strategia per la filiera.

Anche sul piano internazionale la parola chiave è relazione. I risultati raggiunti nel 2025 nella vendita dei diritti confermano la capacità dei libri italiani di entrare in nuovi mercati. Dietro ogni contratto ci sono lavoro editoriale, competenze, fiere, sostegno alle traduzioni e rapporti costruiti nel tempo.

La Fiera del libro di Francoforte è il luogo in cui questa rete diventa visibile. Non è soltanto il principale mercato mondiale dei diritti, ma uno spazio in cui l’editoria si confronta con trasformazioni che ne ridefiniscono i confini. Le storie passano dalla carta all’audio, allo schermo e ai videogiochi. Restano però centrali le persone e la loro capacità di incontrarsi.

È questo il lascito che Juergen Boos indica nell’intervista pubblicata in questo numero, alla vigilia della sua ultima Buchmesse alla guida della manifestazione: portare insieme persone, opinioni e storie. Un compito necessario in un tempo segnato da guerre, polarizzazioni e controllo dell’informazione. Una fiera internazionale deve favorire il mercato, ma anche proteggere la libertà di pubblicare, il diritto di esprimersi e la proprietà intellettuale.

La stessa esigenza attraversa il dibattito sull’intelligenza artificiale. L’innovazione può offrire strumenti utili, ma non può svilupparsi sacrificando diritti, trasparenza e valore dei contenuti. L’editoria deve superare le risposte frammentate e costruire posizioni comuni.

Dopo Francoforte il calendario ci porterà a Guadalajara, dove l’Italia sarà Ospite d’Onore nella più importante fiera libraria del mondo di lingua spagnola. Sarà l’occasione per presentare la nostra produzione e consolidare relazioni in un’area decisiva per i diritti italiani.

A questa apertura verso l’estero risponde anche l’inserto in lingua inglese al centro del numero. Attraverso i dati del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2026, offre una sintesi del settore e rende più riconoscibile l’editoria italiana all’estero.

Anche BookCity Milano, a cui dedichiamo le pagine conclusive, nasce da una rete. Editori, librerie, biblioteche, scuole, università e territori costruiscono una manifestazione diffusa. La nuova curatela di Marco Balzano insiste sul dialogo, sul coinvolgimento dei quartieri e delle giovani generazioni e sul tempo da restituire ai cataloghi.

Sono forme diverse della stessa responsabilità: creare le condizioni perché i libri continuino a essere strumenti di confronto, orientamento e partecipazione. Mettere in relazione persone, idee e culture non è soltanto ciò che l’editoria fa: è la condizione del suo futuro.

 

Innocenzo Cipolletta
Direttore responsabile del Giornale della Libreria

 

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