L’International Publishers Association (IPA) ha annunciato le cinque finaliste della prima edizione del Freedom of Expression Defenders Award, il nuovo riconoscimento dedicato a chi difende la libertà di espressione, la libertà di pubblicare e la libertà di leggere nel mondo dell’editoria, del giornalismo e degli archivi. La realtà vincitrice sarà annunciata il 7 ottobre alla Fiera del libro di Francoforte.
Il Freedom of Expression Defenders Award nasce per riconoscere iniziative concrete a tutela di quella che IPA definisce la
«trinità delle libertà»: libertà di espressione, di pubblicazione e di lettura.
Si affianca al Prix Voltaire, storicamente dedicato a chi opera nell’editoria e si è distinto nella difesa della libertà di pubblicare, spesso esponendosi personalmente a minacce e persecuzioni.
Le cinque realtà selezionate per il nuovo premio arrivano da Stati Uniti, Georgia, Germania e Turchia e rappresentano modalità molto diverse di intervenire in difesa della libertà di espressione: dall’azione giudiziaria contro le limitazioni alla circolazione dei libri al sostegno a chi subisce censura o persecuzione, fino alla tutela della libertà di stampa e al contrasto della disinformazione.
Negli Stati Uniti, la Media Coalition è un’organizzazione fondata nel 1973 che riunisce realtà rappresentative del mondo del libro e più in generale delle industrie culturali. Il suo lavoro si concentra sulla tutela del Primo emendamento e del diritto del pubblico ad accedere alla più ampia varietà possibile di contenuti, attraverso attività di pressione legislativa e azioni giudiziarie. Dalla sua nascita ha promosso più di quaranta cause contro norme considerate lesive di questi diritti.
Sempre statunitense è la Intellectual Freedom Taskforce di Penguin Random House, costituita nel 2023 su impulso dell’amministratore delegato Nihar Malaviya e formata da 25 persone provenienti da diverse divisioni del gruppo. La taskforce coordina strategie legali, interventi legislativi, campagne di sensibilizzazione e sostegno ad autrici e autori di fronte alla crescita delle contestazioni e dei divieti che colpiscono i libri negli Stati Uniti. Tra le iniziative promosse c’è il Banned Wagon, che porta libri censurati o contestati e materiali informativi nelle librerie e nelle biblioteche del Paese.
Dalla Georgia arriva invece Sovlab, il Soviet Past Research Laboratory, attivo dal 2010 nello studio del passato totalitario sovietico del Paese e nel contrasto alla disinformazione russa e all’uso politico della memoria. Nonostante le pressioni subite, l’organizzazione ha continuato a svolgere attività di ricerca, organizzare incontri pubblici e pubblicare libri e articoli dedicati, tra gli altri temi, alla repressione politica, alla resistenza anticomunista e all’occupazione sovietica della Georgia.
In Germania opera Geradeaus e.V., conosciuta anche come StraightForward Foundation, fondata nel 2023 per sostenere artiste e artisti russi colpiti dalla censura, costretti a lasciare il Paese o privati della possibilità di continuare a lavorare. L’organizzazione sostiene anche lo sviluppo di nuovi manoscritti su temi vietati dal Cremlino e ha finora prodotto nove libri tradotti in undici lingue.
Completa la shortlist la Turkish Journalists Association, la prima organizzazione professionale della stampa fondata in Turchia, nata nel 1946 e oggi composta da quasi quattromila aderenti. L’associazione lavora per rimuovere gli ostacoli alla libertà di stampa e di espressione, tutelare i diritti professionali di chi fa giornalismo e difendere il diritto della cittadinanza ad accedere alle informazioni.