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Sostenibilità

La Green Book Alliance ha lanciato un sito web per calcolare l’impatto ambientale di un libro

di Cecilia Fontana notizia del 9 settembre 2026

Lo scorso giugno la Green Book Alliance (GBA) ha lanciato il Book Carbon Footprint Calculator, uno strumento gratuito e internazionale per calcolare l’impatto climatico di ogni singola copia stampata di un nuovo titolo. L’impronta di carbonio viene misurata dal sistema in termini di «CO2 equivalente», ovvero l’unità di riferimento per tutti i gas serra emessi nell’atmosfera dalle attività umane.

Questo progetto è stato portato avanti dalla GBA, un’iniziativa che sostiene e promuove la ricerca per la sostenibilità in ambito editoriale, creata nel 2020 dalla Book Industry Communication (BIC), un’organizzazione che si occupa della filiera del libro nel Regno Unito e in Irlanda, dalla Book Industry Study Group (BISG), un’associazione di categoria statunitense relativa alla ricerca in ambito editoriale, e da BookNet Canada (BNC), un ente a supporto dello sviluppo del mercato del libro canadese.

Il Book Carbon Footprint Calculator ha origine da un progetto che risale al 2005, quando la New Society Publishers, una casa editrice canadese che tratta principalmente temi legati alla sostenibilità e al sociale, ha deciso di sviluppare un sistema di calcolo delle emissioni derivate dall’ideazione, produzione e distribuzione di un volume. Collaborando con la ECW Press, fondata nel 1974 a Toronto, la New Society Publishers ha creato quindi un proprio calcolatore, sotto forma di file Excel e strettamente collegato all’industria del libro canadese. La Green Book Alliance ha scelto dunque di semplificare e modernizzare lo strumento trasformandolo in un sito web gratuito e intuitivo, accessibile anche ai mercati editoriali degli altri Paesi.

Il calcolatore, che per le sue misurazioni utilizza le procedure standard globali del GHG Protocol, valuta ogni fase del ciclo di vita di un libro cartaceo, dalla scrittura alla vendita al dettaglio. I risultati sono suddivisi in sei macrocategorie: attività interne, come il consumo energetico degli uffici della casa editrice; creazione dei contenuti, quindi il lavoro grafico e redazionale; produzione e approvvigionamento della carta; attività di stampa e rifinitura del volume; trasporto logistico lungo tutta la filiera; e fine vita del libro, ovvero gestione delle rese e smaltimento dei libri invenduti.

Per accedere a questo servizio, già testato in diciannove Paesi, basta registrarsi sul sito della GBA e compilare il form con tutti i dati richiesti, che dichiarano di trattare in base al GDPR. Ad esempio, tra le informazioni da indicare si trovano le dimensioni del libro, il peso della carta scelta, la tiratura, se il volume è stato stampato in print-on-demand, con che mezzo i libri vengono trasportati al cliente e in che percentuale viene solitamente riciclato o donato l’invenduto. Infine, il sito permette sia di scaricare i risultati sull’impronta di carbonio del singolo volume sia di confrontarli con gli altri titoli per cui la casa editrice ha svolto in precedenza il calcolo.

Come riportato dal BISG, questo progetto del GBA ha come obiettivo non tanto la precisa rendicontazione della CO2 per libro impresso, quanto il poter fornire agli editori uno strumento pratico che gli consenta di fare consapevolmente scelte eco-responsabili. Visualizzare in modo chiaro l’impatto della propria attività editoriale, che come qualsiasi altra impresa avrà sempre un riscontro sull’ambiente, è l’unico modo che le case editrici hanno per confrontarsi tra loro, stabilire collettivamente degli obiettivi di sostenibilità e in ultimo, ridotte le proprie emissioni, compensarle con specifiche iniziative.

D’altronde l’interesse e l’attenzione verso le pratiche eco-compatibili da parte di diversi attori del settore editoriale sono già presenti, anche in Italia: si veda l’esempio del gruppo Il Castoro, Tunué e Sonda che, una volta calcolata la sua impronta di carbonio, ha deciso di impegnarsi nell’utilizzo solo di energia rinnovabile e di contribuire finanziariamente a due progetti per la tutela del clima, in Italia e in India, per compensare le sue emissioni residue, ottenendo così la certificazione di ClimatePartner. Mentre, per quanto riguarda più strettamente la rendicontazione del singolo volume, Zanichelli ha commissionato una ricerca al Politecnico di Milano, pubblicata nel 2022, per valutare l’impatto ambientale del ciclo di vita di un suo libro scolastico cartaceo e digitale.

Il Book Carbon Footprint Calculator non è il primo strumento ideato dal mondo editoriale per rispondere al desiderio degli editori di stimare il peso ambientale dei propri libri. Nel 2022, la Publishers Association, l’associazione degli editori del Regno Unito, aprì una piattaforma riservata ai suoi membri, la Carbon Calculator, chiusa però ad aprile di quest’anno, come annunciato da The Bookseller, a causa dell’uso di sistemi interni alle case editrici per la rendicontazione delle emissioni.

Altro strumento valido è il calcolatore di emissioni di CO2 chiamato bookDAPer, attivo da più di dieci anni e in costante aggiornamento, realizzato in Catalogna dall’Institut de l’Ecoedició per il progetto europeo Greening books. Una volta forniti i dati richiesti da bookDAPer, questo rilascia alla casa editrice una dichiarazione ambientale di prodotto, per la quale è necessario almeno stampare localmente e utilizzare carta certificata, e che la piattaforma definisce come un mezzo per promuovere la comunicazione green e la sensibilizzazione dei lettori. Lo scopo dall’Institut de l’Ecoedició è quindi di aiutare gli editori che vogliono distinguersi sul mercato, in una società sempre più attenta al tema del cambiamento climatico, grazie a una comunicazione volta a evitare il rischio di greenwashing, consapevole e chiara, come potrebbe essere un’etichetta di sostenibilità apposta sul volume e ottenuta con protocolli standardizzati.

Anche l’International Publishers Association (IPA) ha avviato un suo progetto di ricerca per la realizzazione di una carbon label, il cui prototipo è stato mostrato nel 2022 alla Fiera del Libro di Francoforte in occasione della presentazione del Publishing 2030 Accelerator, l’iniziativa di un gruppo di lavoro composto da esperti di sostenibilità e del settore editoriale per guidare un cambiamento sistemico dell’industria del libro verso una riduzione del suo impatto ambientale. L’etichetta in questione è composta dalla cifra di CO2 prodotta dalla pubblicazione del singolo volume e da un QR code tramite il quale poter informarsi sui dettagli di questo calcolo. Secondo un’indagine interna di IPA, gli autori e i lettori hanno recepito il progetto positivamente, vedendo l’etichetta come un impegno del settore a favore dell’ambiente e un’occasione per aumentare le proprie conoscenze in merito alle emissioni di carbonio.

L'autore: Cecilia Fontana

Dopo la laurea in Scienze della comunicazione all’Università di Bologna e la magistrale in Giornalismo, cultura editoriale, comunicazione ambientale e multimediale all’Università di Parma, ho proseguito il mio percorso formativo con il Master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Il settore editoriale mi permette di coniugare la passione per la lettura, l’interesse per i linguaggi mediatici e la curiosità verso l’inatteso. Nel tempo libero mi piace cucinare e andare al cinema.

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