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Librerie

Rifioriscono le librerie indipendenti americane: il caso di Powell’s Books

di Elena Refraschini notizia del 17 aprile 2015

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Le ragioni della rinascita delle librerie indipendenti americane sono da qualche settimana al centro di ampio reportage del «Giornale della libreria» che ha intervistato le più vivaci realtà librarie d'oltreoceano. Quello che emerge, fin ora, non è una formula unica e standardizzabile ma piuttosto una grande varietà di spunti e di ricette che hanno permesso a queste realtà di mantenersi vitali anche durante i difficili anni che - si spera - si sono lasciate alle spalle: se le librerie Book Passage Green Apple hanno focalizzato l'attenzione sull'importanza di creare una comunità sensibile ai temi dell'acquisto «locale» per sostenere e mantenere vive le attività commerciali del quartiere, la Boulder Bookstore ha evidenziato il ruolo fondamentale degli eventi per coinvolgere la comunità dei lettori.
Ci spostiamo oggi in Oregon, nel nord-overst degli Stati Uniti, per conoscere meglio la Powell’s Books, una catena di librerie indipendenti a Portland. La sede centrale è talmente grande che il nome è diventato Powell’s City of Books, la città dei libri: 6.500 mq di superficie, un milione di volumi, 200 impiegati. Una vera e propria mecca per gli amanti del libri. L’intera azienda, che conta altri quattro negozi, gestisce 4 milioni di titoli e più di 500 impiegati.
Fondata da Walter Powell nel 1971, oggi è diretta dalla nipote Emily Powell, che ci ha raccontato la sua prospettiva sulle sfide che riguardano le librerie indipendenti e i giganti dell’e-commerce.

In che modo Powell’s ha creato la propria comunità?
Powell’s fa molte cose per contribuire a rafforzare la nostra comunità dei lettori: abbiamo a volte 3 eventi al giorno e pensiamo alla libreria come a un luogo di gioco, con caccia al tesoro, tour dietro le quinte, eccetera. Abbiamo sposato molte campagne civili che ci hanno avvicinato alla parte della comunità che vogliamo raggiungere: lottiamo per i diritti umani, per la libertà di parola, per l’alfabetizzazione e per l’amore verso la lettura. Alcune tra queste attività hanno un impatto diretto sul nostro business, ma tutte aiutano a costruire la vitalità della nostra comunità nel lungo periodo. E una comunità di lettori vivace è ciò che ci serve per crescere e prosperare.

Secondo voi, l'essere parte di una rete è importante nella vita di una libreria indipendente?
Sì, dobbiamo poter avere una sola voce per parlare di questioni che riguardano i librai indipendenti. Allo stesso modo, è importante parlare come singola azienda presso i clienti che ci conoscono e sostengono.

Nonostante i discorsi a tinte fosche sul futuro delle libreria indipendenti, il 2014 è stato in generale in anno positivo. A cosa attribuisce questo successo?
Ogni anno i nostri rapporti con gli editori migliorano e miglioriamo noi nel gestire il nostro inventario. Non siamo per i grandi cambiamenti: preferiamo fare pratica, sperimentare, imparare e crescere. 

Come gestite la relazione col cliente, un campo in cui la libreria indipendente è avvantaggiata rispetto ai colossi on line?
Ah, è una domanda così difficile! Mi piace pensare che abbiamo una storia d’amore coi nostri clienti. E ci basiamo sul rispetto: per la parola scritta, per lo scrittore, per il cliente che è entrato quel giorno; rispetto del suo tempo, della sua intelligenza, dei suoi interessi. Mio nonno, che ha fondato la libreria, diceva: «Il nostro lavoro è collegare la mano dello scrittore con l’orecchio del lettore, e non metterci di mezzo il nostro ego». Quel principio ci guida ancora oggi. 
 
Pensa che gli eventi a pagamento siano il futuro delle attività in libreria?
Non sono necessariamente il futuro, ma sono una parte importante di ogni programma in libreria. I lettori richiedono eventi più interessanti e creativi. Il nostro lavoro, giorno per giorno, è quello di creare ispirazione e fornire l’opportunità di essere ispirati. Uno dei modi in cui riusciamo a farlo è attraverso questi eventi. 
 
Può raccontarci un'occasione in cui Powell’s è stata in grado di cogliere un'occasione al volo e offrire un servizio che sarebbe stato impossibile per i siti di e-commerce?
Vediamo le opportunità perché esistiamo come spazio fisico. Facciamo incontrare autori e lettori. promuoviamo la lettura nella nostra comunità. Mettiamo un libro nelle mani dei nostri clienti. Offriamo un porto sicuro in cui passare il pomeriggio. Abbiamo un business on line che funziona molto bene, ma funziona perché esistiamo fisicamente e i nostri clienti conoscono il nostro valore.

Powell’s Books

 

 

 

L'autore: Elena Refraschini

Dopo aver vissuto negli Stati Uniti e in Cina mi sono stabilita a Milano. Se non ho tra le mani un libro (e tre in borsa), sono rannicchiata vicino al finestrino di un treno a lunga percorrenza, armata di diario e macchina fotografica. Lavoro nell'editoria e nella scuola, e dal 2010 mi occupo per il Giornale della libreria di storie di libri e librerie nel mondo.

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