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Lettura

In Cina la crescita della lettura è trainata dal digitale

di Alessandra Rotondo notizia del 17 maggio 2021

Attenzione, controllare i dati.

Nel 2020 in Cina sono stati letti 4,7 libri di carta a persona e 3,29 e-book: è quanto rivela l’agenzia di stampa Xinhua News, sottolineando che nell’anno della pandemia la lettura di adulti e bambini è cresciuta soprattutto grazie al traino del digitale.

Secondo un sondaggio condotto su 20.326 lettori di carta e digitale distribuiti in 209 città – un campione invero esiguo per la sconfinata Cina – ciascuno ha fruito in media 9,1 e-book e 6,3 audiolibri.

Se il device più utilizzato per la lettura digitale è certamente lo smartphone, il diffondersi della pandemia e della tecnologia 5G sono le concause che più di tutte hanno contributo ad accelerare la diffusione di questo tipo di consumo. Scorrendo il podio compaiono anche intelligenza artificiale, realtà virtuale e realtà aumenta, e servizi in cloud offerti da librerie e biblioteche.

Lo studio sottolinea inoltre che sempre più utenti sono disposti a pagare per i contenuti online. Circa il 26,8% dei lettori digitali dichiara di spendere, in media, almeno cento yuan l’anno. Nel complesso, il valore di mercato della lettura digitale ha raggiunto i 35,2 miliardi di yuan (4,5 miliardi di euro), corrispondenti circa al 22% dell’indotto totale dell’anno.

Come se la passa, in questo scenario, la lettura di libri a stampa? Gli intervistati – soli lettori – hanno dichiarato di aver letto in media 6,2 pubblicazioni cartacee nel 2020: 2,6 in meno rispetto all'anno precedente. Se per gli abitanti delle città la lettura pro capite di libri di carta ha superato di poco i 5,5 titoli, nelle zone rurali il valore si è fermato a 3,7. Confermando, in entrambi i casi, tassi simili a quelli del 2019.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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