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Editori

Besa, premiata in Albania la casa editrice che porta in Italia le letterature balcaniche. Ora anche a bambini e ragazzi

di Alessandra Rotondo notizia del 19 luglio 2022

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«Per il contributo alla diffusione della cultura e della letteratura albanese in Italia, tramite la più che trentennale pubblicazione dei libri realizzati da autori albanesi»: è con questa motivazione che qualche giorno fa, a Tirana, il Presidente della Repubblica Albanese Ilir Meta ha insignito l’editore Livio Muci del titolo di Mjeshtër i Madh, gran maestro.

Quella tra Livio Muci e la letteratura albanese, d’altronde, è una relazione consolidata. «Il primo libro lo abbiamo pubblicato nel 1991, quando Besa non era una casa editrice ma un’associazione di volontariato. S’intitolava Dal paese delle aquile: un’antologia dei più importanti autori dell’Albania contemporanea». Più che il titolo, riflette l’editore leccese, profetico fu il sottotitolo, Non solo profughi. Concepito e lavorato nel 1990, il libro uscì infatti l’anno successivo, a pochi mesi dallo sbarco a Bari di circa 20 mila profughi albanesi. L’arrivo della nave Vlora fu il dirompente, controverso incipit di un percorso di avvicinamento culturale che Besa aveva già intrapreso, e che nei decenni successivi avrebbe proseguito come casa editrice.

«All’epoca l’unico scrittore albanese conosciuto in Italia era Ismail Kadaré, tradotto e pubblicato da Longanesi, cui progressivamente si aggiunsero autrici e autori di buon successo commerciale» racconta Muci. «Il nostro obiettivo però non era, e non è, quello di rincorrere il best seller. Non solo. Piuttosto di rappresentare la cultura e la letteratura albanese, e più in generale balcanica, indagandone la complessità, la profondità, l’ampiezza». Come già facevano altre editorie europee, ma non la nostra.

«La Germania, per esempio, che nella Fiera di Lipsia dedica addirittura un premio alle letterature dell’est Europa. O la Francia, in particolare grazie all’opera di scoperta della casa editrice Actes Sud». Una disparità che ha fatto sì che in Italia, per molto tempo, i pochi autori pubblicati provenienti da quell’area arrivassero in traduzione dal tedesco o dal francese.

Non per Besa, che da sempre ha il merito di tradurre dall’originale: un merito che Livio Muci, pur con qualche ritrosia, si lascia attribuire. «Ma elenchi anche i demeriti della casa editrice, mi raccomando». Il principale, sostiene l’editore, è non riuscire a comunicare la portata del lavoro fatto, colpendo adeguatamente l’attenzione dei media italiani. Con tutto quello che significa in termini di diffusione dei libri, e quindi di vendite e di equilibro economico. In questo momento, per esempio, l’autore di punta di Besa è Tom Kuka, che nel 2021 ha vinto il Premio dell'Unione Europea per la Letteratura con il suo Flama. «Altrove è un autore best seller. Ma in Italia, con le nostre forze, non riusciamo a raggiungere il medesimo obiettivo».

Nonostante i rilievi problematici, la casa editrice continua oramai da trent’anni lungo la sua direttrice di scoperta, posizionandosi anche in segmenti diversi rispetto all’editoria maggiore. «L’anno scorso – racconta il responsabile editoriale Matteo Sabato – abbiamo lanciato Rendez-vous, una collana che ha l’obiettivo di ampliare il progetto culturale di Besa tematizzandolo rispetto alla narrativa per bambini e ragazzi». Il focus è sempre sull’area balcanica, e più in generale sull’est europeo, ma lo sguardo è più puntuto: si cerca tra le novità più rappresentative, con un’attenzione al recupero dei classici contemporanei.

«È un’attività di ricerca molto profonda – continua Sabato – rivolta peraltro a un’area geografica recentemente martoriata dai conflitti, il che rende la sua produzione letteraria peculiarmente diversa dalla nostra. Penso per esempio a L’estate in cui ho imparato a volare, della scrittrice serba Jasminka Petrović, uscito lo scorso autunno, che mostra in controluce gli effetti della guerra nei Balcani sulla quotidianità delle famiglie».

Ma in catalogo c’è anche Peter Svetina, autore sloveno varie volte finalista dell’Hans Christian Andersen Award, di cui in primavera Besa ha pubblicato Darko Branko l'allegra orchestra di fiati. O, guardando ai classici, Fram l’orso polare del rumeno Cezar Petrescu, paragonabile – per diffusione nell’immaginario e nella cultura popolare – al nostro Cuore, o a Pinocchio.

«Entro la fine dell’anno arriverà poi nella collana Rendez-vous un romanzo a cui teniamo molto, E in mezzo: io, di Julya Rabinowich» continua Sabato. Nata in Russia ed emigrata a Vienna da bambina, dove avvia la sua produzione letteraria in tedesco, l’autrice incarna quella letteratura migrante che per Besa è core business. Il suo romanzo racconta la storia di una ragazza che, come l’autrice, si trasferisce in Austria con la famiglia, è un’adolescente ed è in fuga da un indefinito Paese in guerra. Lì imparerà il tedesco e a mediare tra il suo desiderio di futuro in occidente e i timori di smarrimento identitario e culturale dei suoi genitori.

Se il progetto andrà in porto – anticipa infine Sabato – il 2023 sarà per Besa l’anno delle coedizioni e degli albi illustrati. «Coinvolgendo gli editori locali, faremo incontrare sulla stessa pagina illustratori e scrittori di Paesi diversi».

«Ringrazio la Presidenza della Repubblica per la sensibilità verso un settore, quello dell'editoria, che è delicato e decisivo» ha dichiarato Livio Muci accogliendo il titolo di Mjeshtër i Madh. «Ringrazio tutti gli autori che hanno permesso di tracciare un percorso culturale ignoto fino a un certo punto in Italia». Scoprire l’ignoto, avvicinare, mettere in relazione: non è anche questo – o forse soprattutto questo – che un editore sa e deve fare?

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, Aie e Fondazione Mondadori. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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