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Sostenibilità

17 modi di dire verde: pratiche green nella filiera del libro italiano

di Alessandra Rotondo notizia del 27 dicembre 2022

Disponibilità e costo della carta sono la parte emersa di un tema, quello della sostenibilità, che nella ricerca di modelli produttivi più accorti e ponderati ha la sua strategia di lungo periodo. Ma qual è lo stato dell’arte, oggi, nella filiera editoriale? Una rassegna – certo non esaustiva – delle pratiche migliori, nel perimetro tracciato dai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile individuati dall’Agenda 2030 dell’ONU.

«L’allarme per l’impennata dei costi della carta risuona anche a livello europeo» dichiarava il presidente di AIE Ricardo Franco Levi qualche settimana fa, all’indomani della sua nomina al vertice della Federazione degli Editori Europei per il biennio 2022-2024. «Ho già tenuto un incontro con le associazioni europee dei cartai e dei tipografi per discutere del problema degli approvvigionamenti della carta e dei costi in crescita, abbiamo condiviso le preoccupazioni per le difficoltà che il mondo del libro deve affrontare».
Le parole di Levi mettono a fuoco uno dei temi centrali dell’editoria nel tempo post-pandemico, peraltro funestato dal ritorno della guerra in Europa: la disponibilità e il costo della carta, indispensabile alla nostra industria per funzionare e produrre.

«In Italia – continua il presidente illustrando la rotta politica di AIE – chiediamo la riproposizione di quel credito di imposta per la carta che è stato attivo per tanti anni e che, da qualche tempo, è stato riservato solo agli editori di giornali. Dev’essere esteso anche agli editori di libri, alla luce della gravissima crisi dettata dall’aumento del prezzo della carta e del valore della produzione libraria, sia per l’editoria di varia sia per quella scolastica».
D’altronde, concentrarsi sulla disponibilità di carta nello spettro della congiuntura e delle contingenze attuali significa affrontare solo parzialmente il tema della sostenibilità del nostro settore, che pure si fa sempre più spazio tra le necessità e gli obiettivi degli editori e dell’intera filiera.

Il perimetro entro cui possiamo muoverci per tracciare un quadro della sostenibilità in editoria è dato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone e il pianeta sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.
Secondo la definizione delle Nazioni Unite, la sostenibilità non è un «ingrediente» che può essere aggiunto o meno, e al momento che si desidera, al processo produttivo. È piuttosto una metodologia, una modalità di sviluppo che fa fronte ai bisogni delle generazioni attuali senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future.
L’Agenda 2030 individua così 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e li ingloba in un grande programma d’azione, per un totale di 169 traguardi da raggiungere. Più di un terzo di questi obiettivi – dalla produzione di energia pulita e accessibile al consumo e la produzione responsabile – ha un legame diretto con il lavoro editoriale.
D’altronde proprio qualche mese fa, alla Fiera del libro di Francoforte, l’Associazione internazionale degli editori (IPA) e la Federazione degli editori europei (FEP) hanno presentato al pubblico il «Publishing 2030 Accelerator», un comitato direttivo che vuole velocizzare l’implementazione della sostenibilità in editoria portando «un cambiamento sistematico nel settore», soprattutto con riguardo alle urgenze poste dal cambiamento climatico. Il progetto di IPA e FEP è pensato per funzionare come un laboratorio di best practice, dove proposte e soluzioni possano essere testate e condivise, e rapidamente diffuse se efficaci.

Ispirati da quest’approccio ci siamo chiesti: e in Italia? In che modo editori e filiera affrontano il tema della sostenibilità?
Per alcune realtà – soprattutto medie e piccole – la sostenibilità  è un elemento paradigmatico, inscindibile dal modo in cui si interpreta il mestiere dell’editore. È probabilmente il caso di Antonio Monaco, che ha fondato Edizioni Sonda insieme a Paola Costanzo nel 1988, in un momento in cui la percezione e la sensibilità verso certe tematiche iniziava a evolversi e l'idea della necessità di un futuro più sostenibile si trasformava in esigenza. «I temi che ci stanno a cuore sono i diritti civili e l’internazionalismo, la sostenibilità ambientale e i diritti animali, l’educazione libertaria e creativa, il benessere e lo stile di vita green». Da allora, nonostante i costi e la necessità di collaborare con un ecosistema verificato di distributori, fornitori e partner, Sonda si impegna a produrre utilizzando materiali riciclabili e riducendo gli sprechi.
Allo stesso modo, pochi mesi fa, una nuova casa editrice, veneziana, è nata dandosi la sostenibilità come tema e come modus operandi. Si chiama Wetlands, i suoi libri sono composti, prodotti e stampati a Venezia, da manodopera locale, su carta eco-sostenibile. Le copertine sono in carta alga, prodotta dalla cartiera Favini attingendo direttamente dalla laguna.
È una ricerca specificamente condotta sulle carte da stampa anche quella di Interlinea, tra le prime case editrici ad aver utilizzato carte ecologiche in modo organico. «Dalla carta alga della collana Le Rane, per ragazzi, a quella di mais per l’avvio della collana Lyra di poesia – raccontano i fondatori Roberto Cicala e Carlo Robiglio – cercando sempre fornitori a km zero (con un impegno anche nella logistica) e puntando su temi ambientali».
Guardando ancora all’esperienza degli editori più piccoli, Infinito Edizioni, dopo aver abolito l’uso e la presenza di bottiglie di plastica in redazione attraverso l’installazione di un impianto di depurazione dell’acqua, dall’inizio di quest’anno produce libri neutrali per l’impronta di carbonio grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto della sede della casa editrice.

L’impulso alla riflessione, e quindi all’azione, può arrivare anche da uno specifico libro. È il caso di Iperborea, che dopo la pubblicazione, nel 2020, de Il tempo e l’acqua di Andri Snær Magnason – dove l’autore si domanda perché, davanti agli allarmi e agli appelli degli scienziati sul clima, e ai tanti segnali sempre più inequivocabili, tiriamo dritto come se la cosa non ci riguardasse – ha intrapreso un percorso di cambiamento per sviluppare una maggiore consapevolezza delle conseguenze ambientali del proprio lavoro. Per quanto riguarda la riduzione di emissioni, si è rivolta a fornitori di energia e gas 100% rinnovabile, ha ridotto il riscaldamento e l’aria condizionata in ufficio e ha favorito corrieri in bicicletta per spedizioni di prossimità.
Oppure da un errore. Così quando da Edicliclo – editore con la passione per la bicicletta e la mobilità sostenibile – si accorgono di essere andati in stampa lasciando in calce alla prefazione di Dell’andare in montagna e altre amabili ascensioni un brano da un titolo precedente, decidono di non sprecare gli 850 kg di carta della prima tiratura e di vendere comunque il libro, avvertendo il lettore dell’imprevisto con un bollo adesivo in copertina.

Guardando alle realtà maggiori, dieci anni fa Mondadori condivideva per la prima volta un bilancio sugli avanzamenti dell’azienda sul fronte della sostenibilità. Per arrivare, nel 2020, a pubblicare tutti i libri e le riviste in carta certificata al 100%. A completare il quadro la scelta, per le spedizioni, di materiali eco-sostenibili, l’efficientamento energetico, la riduzione dei viaggi di lavoro e la razionalizzazione dei processi logistici.
L’adozione di carte certificate, materiali riciclati e inchiostri naturali e le buone pratiche di riduzione del consumo energetico sono anche alla base della routine di Pearson, che s’impegna pure a divulgare gli obiettivi dell’Agenda 2030 attraverso i suoi strumenti didattici.
Anche Zanichelli declina in tema didattico il suo impegno, con il progetto «Obiettivo 10 in sostenibilità», dove la pubblicazione di libri e contenuti digitali innovativi integra lo sforzo proteso alla riduzione delle emissioni. In particolare, l’editore ha commissionato al gruppo di ricerca AWARE del Politecnico di Milano un’analisi del ciclo di vita del libro di carta e dell’e-book, per sapere che impatto ha sull’ambiente e cosa si può fare per ridurlo.

E oltre l’arena degli editori? Sicuramente è da segnalare l’impegno del distributore Messaggerie Libri, che in collaborazione con il gruppo di ricerca ambientale WowNature è impegnato da tre anni in progetti di riforestazione.
Nel mondo della stampa, un caso virtuoso è quello di Geca Industrie Grafiche, che dal 2021 ha adottato lastre tipografiche senza sviluppo, che rendono la stampa offset sostenibile e a basso impatto ambientale, senza pregiudicare la qualità del prodotto finale.
Allo stesso modo Canon Italia, player di riferimento per le macchine da stampa, opera secondo la filosofia del Kyosei, una parola giapponese che significa «vivere e lavorare insieme per il bene comune».  La sostenibilità – chiarisce Federico Martella – è un fattore chiave sin dalla progettazione di una stampante Canon.


Questo articolo è stato pubblicato originariamente, in una versione diversa, sul Giornale della libreria di dicembre. Se sei abbonato, scarica qui la tua copia. Altrimenti scopri come abbonarti.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi coordino il Giornale della libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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