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Libertà d'espressione

IPA, il premio per la difesa della libertà di edizione va alla Media Coalition USA

di Samuele Cafasso notizia del 8 ottobre 2026

Plana negli Stati Uniti il primo Freedom of Expression Defenders Award: il riconoscimento che da quest’anno l’IPA-International Publishers Association riconosce alle associazioni e organizzazioni in prima linea per la difesa della libertà di scrivere, di leggere e di pubblicare è stato assegnato ieri alla Media Coalition, associazione che dal 1973 difende il primo emendamento della Costituzione statunitense. 

Alla cerimonia che si è tenuta alla Frankfurter Buchmesse era presente anche il futuro direttore della fiera, Joachim Kaufmann che, sottolineando il legame tra le due realtà e l’attenzione che la Buchmesse riserva ai temi della libertà di espressione, ha annunciato che il premio verrà assegnato qui anche nei prossimi anni. Jessica Sanger, Chair of the Freedom to Publish Committee di IPA, è la persona che ha annunciato l’associazione vincitrice.

Media Coalition nasce dall’alleanza di sette associazioni – American Booksellers for Free Expression, Association of American Publishers, Authors Guild, Comic Book Legal Defense Fund, Entertainment Software Association, Freedom to Read Foundation, Motion Picture Association – e negli ultimi anni si è distinta per aver aperto cause in diversi Stati USA per la difesa di librai e bibliotecari. Lo ha fatto in molti Stati tra cui l’Arkansas, dove si è opposta con successo all’Act 372 del 2023, che rende reato penale la diffusione di libri considerati «dannosi» per l’infanzia e impone restrizioni alle collezioni bibliotecarie. E lo ha fatto in Texas, dove la norma cardine è la Senate Bill 13, varata nel 2025, che ha modificato radicalmente i criteri di selezione e controllo dei testi nelle biblioteche scolastiche, portando il Texas a stabilire il record nazionale per il maggior numero di libri rimossi o vietati negli Stati Uniti.

La forza della Media Coalition, ha spiegato David Horowitz, executive director dell’associazione, è quella di unire le voci di diverse associazioni, dando loro autorevolezza maggiore. La difesa della libertà di edizione negli USA, ha spiegato ritirando il premio, è sempre più critica anche per la ritrosia delle corti a deliberare in tempi brevi su leggi e norme che, a parere dell’associazione, sono palesemente incostituzionali. «Dopo un anno, la giustizia è ancora giustizia?» ha detto, provocatoriamente.

Il Freedom of Expression Defenders Award è nato sotto la presidenza IPA di Gvantsa Jobava, georgiana, che proprio ieri ha sottolineato come i suoi anni ai vertici dell’associazione abbiano coinciso con gli anni che hanno visto le libertà di edizione nel suo Paese ridursi drammaticamente, fino a scomparire. Particolarmente importante è dunque quanto ha sottolineato presentando il premio, che vuole essere un riconoscimento per ispirare in tutto il mondo chi si batte per la libertà di edizione: «Non dobbiamo aspettare che le situazioni diventino terribili per combattere per la libertà. La sfida è mondiale, ogni cosa può cambiare radicalmente in poco tempo, bisogna essere vigili per non trovarsi impreparati e non protetti».

La shortlist entro cui è stato decretato il vincitore comprendeva anche Penguin Random House Intellectual Task Force, anch’essa impegnata sul fronte statunitense, la georgiana Sovlab, la StraightForward Foundation, che ha base in Germania e si batte per contrastare la censura in Russia, e la Turkish Journalists Association.

© Fotografia in header realizzata da Holger Menzel - IPA Award Ceremony

L'autore: Samuele Cafasso

Sono nato a Genova e vivo a Milano. Giornalista, già addetto stampa di Marsilio editori e oggi di AIE, ho scritto per Il Secolo XIX, La Stampa, Internazionale, Domani, Pagina99, Wired, Style, Lettera43, The Vision. Ho pubblicato «Figli dell’arcobaleno» per Donzelli editore. Quando non scrivo, leggo. O nuoto.

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