
In natura
non è l’individuo più forte che riesce a sopravvivere, e neppure quello più intelligente,
bensì quello che è maggiormente in grado di adattarsi al mutamento. Era questa la posizione del grande naturalista Charles Darwin che chiamato a spiegare l’evoluzione della specie così riassumeva il senso della sua osservazione. Si tratta infatti di un principio di per se banale che si basa sull’osservazione dei fatti: ti adatti al mutare dell’ambiente e sopravvivi oppure non riesci a interpretare il cambiamento e vai ad ingrossare le fila dei tanti sommersi della storia.
Potrà parere una posizione un po’ deterministica ma a ben guardare
non è così distante da quanto accade, a tutti i livelli, nell’ecosistema del libro. La cosa interessante è che anche chi sulla carta parte avvantaggiato, pensiamo per esempio alle grandi catene di librerie diffuse in tutti i Paesi non sempre, alla prova dei fatti, si dimostra all’altezza del proprio destino.
È il caso per esempio di
Weltbild, la seconda catena tedesca di librerie e la più grande casa editrice cattolica della Germania, che proprio
il mese scorso si è vista costretta a dichiarare fallimento.
La causa del disastro pare essere stata la
concorrenza di Amazon e del libro elettronico che Weltbild non ha saputo affrontare e contrastare con servizi in grado di competere con il
walled garden di Jeff Bezos. Qualche hanno fa la catena aveva infatti varato un sito di e-commerce che pareva anche ben avviato visto che, secondo i bilanci depositati, pesava per il 40% sul fatturato totale.
Nonostante il ricavo della distribuzione on line, però, Weltbild non è riuscita a creare un modello di business sostenibile in un Paese nel quale, al pari dell'Italia, sta crescendo la domanda di prodotti digitali ma dove, e questa è la differenza, i lettori forti sono una fetta consistente della popolazione.
Le conseguenze di questa mega chiusura non possono che essere assai pesanti per le vite dei 6.300 addetti attualmente impegnati nei
330 negozi delle filiali di Germania, Austria e Svizzera. Tuttavia, dopo settimane di incertezza, finalmente sembra essersi aperto uno spiraglio all’orizzonte con una serie di investitori che si sono detti interessati a investire nella catena.
Arndt Geiwitz, curatore fallimentare di Weltbild,
ha dichiarato infatti di avere preso contatto con due media company internazionali che potrebbero essere interessate a rilevare il gruppo. Nel frattempo il governo bavarese si sta muovendo per raccogliere fondi e continuare a pagare lo stipendio dei dipendenti del gruppo, 2.200 dei quali si trovano nell’headquarter di Augsburg nel sud della Germania.