Il convegno Dal sapere fragile al sapere critico. Editoria universitaria, qualità e innovazione, organizzato dall’Associazione Italiana Editori il 23 settembre nella Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana a Roma, ha messo a confronto editoria, università, istituzioni e mondo delle imprese sul futuro della formazione universitaria. Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali è stato Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera dei deputati, che ha richiamato il ruolo dei contenuti editoriali, la tutela della proprietà intellettuale e la necessità di governare l’ingresso delle nuove tecnologie nella didattica. Di seguito il suo contributo.
«Di fronte a una mole indistinta di dati occorre essere in grado di riordinare le informazioni, validarle e ricondurle all’interno di un’architettura logica strutturata. Come ha detto il presidente Messina in un’intervista a Radio Radicale, la presenza di soggetti autorevoli, capaci di filtrare e organizzare i saperi, si conferma imprescindibile e non più rinviabile.
I dati emersi in anteprima in questi giorni delineano un quadro chiaro: per l’88% dei docenti universitari il libro di testo, sia esso in formato a stampa o digitale integrato, rimane lo strumento più efficace per la didattica e per la strutturazione delle competenze.
Su questo terreno il Ministero della Cultura e il Governo hanno messo in campo misure concrete. La Carta della cultura giovani e la Carta del merito si sono rivelate strumenti importanti per consentire di acquistare libri, compresi i testi universitari, e affrontare i percorsi accademici. Darà seguito a questo impegno la nuova Carta Valore, che dal 2027 raccoglierà questa eredità con l’obiettivo di garantire un sostegno ancora più organico all’acquisto di libri e contenuti culturali.
Parallelamente, a riprova dell’attenzione riservata alla qualità scientifica, annuncio che la Commissione per le pubblicazioni della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della Cultura ha ultimato i propri lavori e pubblicherà a breve la graduatoria dei contributi all’editoria.
È una parte del più ampio lavoro di coordinamento che l’Esecutivo sta portando avanti, in maniera trasversale e insieme ai ministeri competenti, tra editoria, editoria scolastica ed editoria universitaria.
In questo contesto si inserisce anche il rapporto con le nuove tecnologie. Non possiamo e non dobbiamo ignorare il contesto reale: le piattaforme digitali e gli strumenti algoritmici rappresentano certamente, per ampie fasce giovanili, una via di accesso immediata e semplificata alle informazioni. Tuttavia, l’algoritmo non può sostituire la funzione pedagogica ed epistemologica del manuale universitario.
Se la tecnologia non viene indirizzata lungo corretti binari di supporto critico, il rischio concreto è che si consolidi una preparazione nozionistica e superficiale, a scapito dello sviluppo dell’autonomia di giudizio e di una capacità di elaborazione e sintesi di alto livello.
Accanto all’evoluzione della didattica occorre affrontare con pari determinazione le criticità economiche e strutturali del comparto. Nel 2025 le perdite generate dal circuito dell’illegalità e della pirateria digitale in ambito universitario hanno superato il valore stesso dell’intero mercato legale residuo.
Su questo punto desidero sottolineare che la Commissione resterà un laboratorio aperto al confronto con tutte le categorie del settore, a cominciare dall’Associazione Italiana Editori. Come già avvenuto nel percorso che ha portato alla legge contro la pirateria audiovisiva, la nostra metodologia sarà quella dell’ascolto, della coprogettazione normativa e della manutenzione legislativa.
Non promesse velleitarie, dunque, ma un impegno costante, concreto e pragmatico per individuare insieme soluzioni sostanziali e tecnicamente percorribili. Gli algoritmi devono operare in un regime di legalità e responsabilità, assicurando che la fruizione dei contenuti, specialmente tra i giovani e negli atenei, avvenga all’interno di un ecosistema sano.
In qualità di presidente della Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera, come già annunciato in occasione della presentazione dei dati Pagnoncelli a marzo, promuoverò un incontro tra l’AIE e la Conferenza dei rettori delle università italiane per chiedere che gli atenei si impegnino a stanziare fondi interni destinati a campagne di sensibilizzazione contro la pirateria, da realizzare ogni anno nelle università insieme alle attività di orientamento rivolte alle matricole.
Garantire la qualità della didattica universitaria significa, in conclusione, difendere l’autorevolezza dei contenuti, la proprietà intellettuale e la sostenibilità di chi investe nella ricerca e nella formazione. Il nostro impegno istituzionale proseguirà in questa direzione, affinché l’innovazione tecnologica continui ad affiancare e valorizzare il sapere critico, anziché depotenziarlo».