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Fiere e saloni

Il Giornale della Libreria di ottobre, alla Frankfurter Buchmesse 2026

di Alessandra Rotondo notizia del 6 ottobre 2026

«Il primo semestre del 2026 restituisce all’editoria italiana un segno positivo». Parte da qui Innocenzo Cipolletta, direttore responsabile del Giornale della Libreria, nell’editoriale che apre il numero di ottobre. Dopo la flessione dello scorso anno, nei primi sei mesi il mercato trade a stampa è tornato a crescere: +5,1% a valore e +4,2% a copie, per 674,1 milioni di euro e 45,5 milioni di copie vendute.

È però una crescita da leggere con attenzione. A sostenerla è stato soprattutto il fondo da 60 milioni di euro destinato agli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità, che ha inciso in particolare sui risultati delle librerie indipendenti, cresciute del 13,5% a valore nel semestre. Restano inoltre forti differenze tra i generi: corrono fumetti, libri per bambini e narrativa italiana e straniera, mentre la crescita della saggistica è molto più contenuta e la manualistica arretra.

Il punto, scrive Cipolletta, è che «il mercato editoriale non vive isolato»: la sua solidità dipende dalle relazioni tra politiche pubbliche e imprese, biblioteche e librerie, produzione e domanda di lettura. Gli incentivi possono sostenere il settore, ma perché i loro effetti durino devono inserirsi in una strategia più ampia per la filiera.

La stessa parola – relazione – vale quando lo sguardo si sposta oltre i confini nazionali. Nel 2025 gli editori italiani hanno ceduto all’estero 8.645 diritti di traduzione, il dato più alto registrato dall’Osservatorio AIE dal 2001 e l’1,9% in più rispetto al 2024. Nello stesso anno gli acquisti di diritti dall’estero sono diminuiti del 3,5%, a 9.470: il divario tra acquisti e vendite continua così ad assottigliarsi. Cresce soprattutto la narrativa italiana, mentre cambiano anche le geografie degli scambi.

È dentro questo percorso che si inserisce ancora una volta la Frankfurter Buchmesse, non soltanto come principale mercato mondiale dei diritti, ma come luogo in cui l’editoria internazionale si incontra mentre cambiano formati, mercati e interlocutori.

Nel numero di ottobre lo racconta anche Juergen Boos, alla ventiduesima e ultima edizione da direttore della fiera. Nell’intervista che abbiamo avuto il piacere di fargli ripercorre la trasformazione di Francoforte: dalla moltiplicazione dei diritti e dei pubblici al rapporto con cinema, streaming e videogiochi, fino ai temi della libertà di espressione, della proprietà intellettuale e dell’intelligenza artificiale. L’eredità che vorrebbe lasciare è soprattutto una: «connettere persone, connettere opinioni, connettere storie. Non dividere, ma unire».

Anche le altre pagine dedicate a Francoforte guardano direttamente alla fiera. Il team della Buchmesse ha selezionato gli appuntamenti da non perdere dell’edizione 2026: dalle tendenze dell’editoria all’intelligenza artificiale, dall’audio al passaggio dalla pagina allo schermo, dall’editoria per ragazze e ragazzi alle nuove geografie dei mercati, con focus specifici su America Latina e Asia.

Al centro del fascicolo torna inoltre l’inserto in lingua inglese Italy of Books. A Tale in Figures, che attraverso i dati del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2026 offre agli operatori internazionali una fotografia del settore italiano: dimensioni del mercato, produzione, mercato trade, internazionalizzazione, lettura e comportamenti d’acquisto.

E dopo Francoforte lo sguardo si sposta già verso Guadalajara. Dal 28 novembre al 6 dicembre l’Italia sarà nuovamente Ospite d’Onore della Feria Internacional del Libro, diciotto anni dopo la precedente partecipazione. Il Giornale della Libreria anticipa il programma, costruito attorno al motto «Il mondo ci parla come un grande libro», con oltre sessanta autrici e autori e un percorso che attraversa letteratura, saggistica, fumetto, illustrazione e libri per ragazze e ragazzi.

A chiudere il numero è BookCity Milano, che dal 23 al 29 novembre inaugurerà la prima edizione con Marco Balzano alla curatela del programma. Una manifestazione che vuole essere più attenta ai quartieri, ai cataloghi, alle nuove generazioni e alla parola pubblica di scrittrici e scrittori, dentro una rete che coinvolge editori, librerie, biblioteche, scuole, università e istituzioni culturali.

Mercato interno e scambi internazionali, biblioteche e librerie, autrici e autori, fiere e territori: sono piani diversi che in queste pagine finiscono per incontrarsi. «Mettere in relazione persone, idee e culture non è soltanto ciò che l’editoria fa: è la condizione del suo futuro», scrive Cipolletta in chiusura dell’editoriale.

L'autore: Alessandra Rotondo

Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.

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