Spotify lancia anche in Italia il proprio servizio dedicato agli audiolibri. Dal 7 ottobre la piattaforma rende disponibile nel nostro Paese un’offerta di oltre 350 mila titoli, più di 14 mila dei quali in lingua italiana. Il debutto italiano fa parte di un’espansione molto più ampia: entro la fine del 2026 il servizio passerà dagli attuali 22 a oltre 180 mercati.
L’annuncio arriva dalla Fiera internazionale del libro di Francoforte e segna un cambio di passo rispetto alla strategia seguita finora, basata su aperture progressive, mercato dopo mercato. Nei nuovi Paesi saranno disponibili cataloghi in più di 120 lingue.
In Italia oltre 14 mila titoli
A questi accordi si aggiunge quello globale siglato con StreetLib, che distribuirà su Spotify gli audiolibri delle case editrici presenti nel proprio catalogo, in Italia e negli altri mercati in cui il servizio è disponibile. Per StreetLib si tratta quindi di un nuovo canale di distribuzione internazionale, che consente alle realtà editoriali che utilizzano la piattaforma di raggiungere il pubblico di Spotify senza dover stringere direttamente un accordo con il servizio.
Un mercato da 6,7 milioni di persone
Qualche numero aiuta a inquadrare il debutto. Secondo il Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2026 di AIE, presentato oggi alla Buchmesse, nel 2025 il 15% della popolazione tra i 15 e i 74 anni dichiara di aver ascoltato, anche solo in parte, almeno un audiolibro: circa 6,7 milioni di persone. Nel 2024 la quota era del 14%, pari a circa 6,2 milioni.
Se l'utenza tende, pur debolmente, alla crescita, sul fronte economico la situazione è piuttosto ferma: gli abbonamenti alle piattaforme di audiolibri valgono 30 milioni di euro nel 2025, lo stesso valore dell’anno precedente. Nel 2023 erano 28 milioni.
È in questo quadro che Spotify può incidere soprattutto sull’allargamento del pubblico: non tanto aggiungendo semplicemente un altro catalogo a quelli già disponibili, quanto portando l’audiolibro dentro un ambiente frequentato abitualmente per altri contenuti audio.
Una distribuzione quasi globale
A livello globale Spotify lavora ormai con quasi 300 case editrici nel mondo. L’estensione a oltre 180 mercati cambia soprattutto la scala della distribuzione: cataloghi in lingue diverse potranno raggiungere territori nei quali l’offerta digitale di audiolibri è ancora limitata o nei quali mancano piattaforme locali dedicate.
A sostenere il cambio di passo ci sono anche i dati sull’utilizzo del servizio nei Paesi in cui è già attivo. Tra settembre 2025 e settembre 2026, secondo Spotify, le persone che ascoltano audiolibri ogni mese sono aumentate del 39% su base annua e le ore complessive di ascolto del 32%.
L’espansione si inserisce in una strategia che il Giornale della Libreria aveva raccontato già a giugno: Spotify sta cercando di integrare sempre di più gli audiolibri con gli altri contenuti e servizi della piattaforma, lavorando non soltanto sull’ampiezza del catalogo ma anche sulla scoperta dei titoli e sul passaggio tra forme diverse di fruizione.
In questa direzione va anche Trova la pagina (Page Match), funzione già introdotta nei mesi scorsi e ora disponibile anche in Italia, che permette di passare dal libro cartaceo o dall’e-book all’audiolibro senza perdere il punto raggiunto. Spotify annuncia inoltre la possibilità di individuare il passaggio corrispondente nell’audio scansionando il codice ISBN e indicando il numero di pagina.
Ma per il mercato italiano la questione più interessante resta un’altra. L’arrivo di Spotify mette gli audiolibri davanti a un pubblico molto più ampio di quello che già frequenta i servizi specializzati, proprio mentre i dati AIE mostrano una lieve crescita dell’ascolto ma una sostanziale stabilità della spesa in abbonamenti. Sarà quindi da vedere se la presenza degli audiolibri dentro una piattaforma già utilizzata quotidianamente per musica e podcast riuscirà ad allargare davvero la platea dell’audio editoriale.
Dal 2010 mi occupo della creazione di contenuti digitali, dal 2015 lo faccio in AIE dove oggi sono responsabile del contenuto editoriale del Giornale della Libreria, testata web e periodico in carta. Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Unimi, AIE e Fondazione Mondadori. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: editoria, libri, podcast, narrazioni su più piattaforme e cultura digitale. La mia cosa preferita è il mare.
Guarda tutti gli articoli scritti da Alessandra Rotondo