Da oggi, 22 settembre, è disponibile online Ricomporre le fratture. Dati, pratiche e prospettive contro il razzismo in Italia 2025-2026, il primo rapporto annuale de Il Razzismo è una brutta storia, l’associazione promossa dal Gruppo Feltrinelli. Il documento, edito dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli come primo volume della collana Respiri, è curato dall'esperta di migrazioni e trasformazioni culturali Tana Anglana, e raccoglie contributi di ricercatori, attivisti, organizzazioni della società civile ed esperti del settore.
Il Rapporto viene pubblicato nel mese che ricorda l'uccisione del diciannovenne Abdoul Guibre, noto come Abba, avvenuta diciotto anni fa a Milano sullo sfondo di insulti razzisti, e in concomitanza con il lancio della campagna Il Razzismo è una brutta storia da parte del Gruppo Feltrinelli e dell'agenzia Tita.
«Diciotto anni fa, con l’uccisione di Abba a Milano, il Gruppo Feltrinelli prendeva un impegno sul tema del razzismo, con la campagna nelle Librerie Feltrinelli Il Razzismo è una brutta storia e con la costituzione dell’associazione tre anni dopo. La situazione oggi è evidentemente peggiorata» ha dichiarato Carlo Feltrinelli, presidente dell’associazione. «Attraverso la cultura volevamo sottrarre il razzismo al dibattito strumentalizzato dalla politica e riportarlo alle coscienze delle persone, costruendo incontro, ascolto, riconoscimento e unione per una società migliore. La sfida è aperta e questo Rapporto vuole essere pratica culturale e politica per sensibilizzare, sostenere il mondo delle associazioni e promuovere il confronto sui temi e sulle possibili risposte».
Il Rapporto offre una lettura articolata del fenomeno, combinando dati, analisi, testimonianze e prospettive sul futuro. Prende avvio dai principali episodi che nel 2025 hanno generato picchi di xenofobia online secondo la Mappa dell'Intolleranza di Vox Diritti: dall’inseguimento mortale di Ramy Elgaml da parte dei carabinieri a Milano, al razzismo durante la campagna per il Referendum Cittadinanza; dall’odio a seguito di un doppio naufragio a Lampedusa, alle reazioni intorno al caso dell’agente che sparò a Moussa Diarra a Verona. Questi quattro momenti sono approfonditi, nella forma di storie e testimonianze, nei contributi del giurista e attivista veronese Youssef Moukrim, di Fioralba Duma del Movimento Italiani Senza Cittadinanza, e sono collegati a fenomeni più profondi e strutturali: disuguaglianze economiche, discriminazioni nell’accesso ai diritti, segregazione educativa, esclusione abitativa e rappresentazioni distorte nello spazio pubblico.
Le ricerche disponibili più recenti dimostrano come gli ostacoli sistemici comprimano l'uguaglianza sostanziale sancita dall'articolo 3 della Costituzione per chi ha un background migratorio. Sul piano economico, i dati indicano che l'incidenza della povertà assoluta sale al 30,4% tra le famiglie con almeno un componente straniero (e al 35,2% per quelle solo straniere), a fronte del 6,2% tra le famiglie italiane. Nel mercato della casa, 2 persone su 3 (66,7%) dichiarano di essersi viste rifiutare un affitto a causa della propria origine; nel lavoro, quasi una persona su due (46,6%) ha lavorato senza contratto e un terzo (33,3%) svolge mansioni inferiori alle proprie qualifiche. Le disuguaglianze si riflettono anche nella scuola – dove il ritardo scolastico colpisce il 26,4% degli studenti stranieri contro il 7,9% degli italiani – nell'informazione, con una sottorappresentazione delle persone migranti e rifugiate, e sul piano della salute mentale: chi subisce discriminazioni razziali presenta un rischio superiore del 77% di sviluppare sintomi psicotici. La diagnosi proposta dal Rapporto è quella di una serie di fratture materiali e simboliche che favoriscono la diffusione del razzismo.
Il documento dedica anche ampio spazio alle risposte, con una mappatura di esperienze in tutta Italia. Sono decine le pratiche antirazziste raccolte e analizzate dal team di ricerca: iniziative che intervengono nel lavoro, nella scuola, nella cultura, nei media, nello sport, nella salute e nella tutela dei diritti, mostrando come sia possibile costruire inclusione, partecipazione e coesione sociale a partire dai territori.