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Lettura

Short, snack-sized, chat-style. Storie a misura di smartphone

di Alessandra Rotondo notizia del 6 maggio 2019

Attenzione, controllare i dati.

«Sii breve e arguto» parrebbe l’imperativo dietro le storie cortissime che – soprattutto su alcuni mercati anglofoni secondari – sembrerebbero cominciare ad avere un loro pubblico. Ma almeno due fenomeni, e la connessione che li lega, vanno messi in relazione per capire in che scenario si colloca una tendenza altrimenti inafferrabile. Da un lato, l’evoluzione del panorama di fruizione (dai tempi, ai luoghi, ai modi e ai contenuti della lettura, fino alla definizione stessa di lettura); dall’altro, la diffusione di questo tipo di formati nei Paesi caratterizzati da economie emergenti (con tutto quello che vuol dire in termini di penetrazione della lettura e delle tecnologie che diventano abilitanti di un certo tipo di consumo: in particolare, gli smartphone e i micropagamenti digitali).

Ce ne siamo accorti quando Wattpad ha appuntato la sua attenzione su questa peculiare forma narrativa dedicando un’app alle storie «chat-style»: la vicenda scorre sullo schermo come un incalzante scambio di messaggi su WhatsApp, facilitando l’immedesimazione e tenendo salda l’attenzione del lettore. A ogni tap sul device (Tap è anche il nome del servizio) l’utente scopre un nuovo passaggio del dialogo, immergendosi sempre più nella narrazione. Il progetto – a sei mesi dal lancio, forte dei 125 milioni di utenti guadagnati in poche settimane – ha portato poi al rilascio di Tap Originals, che si distingue dal precedente per il valore dei contenuti. Le storie ospitate, infatti, sono prodotte esclusivamente per l’applicazione e sono frutto della collaborazione con i migliori autori della piattaforma, esplorando i generi del giallo, del noir e del thriller. In questo caso, le linee di testo che si susseguono svelando al lettore l’incalzante procedere della narrazione sono inframmezzate da contenuti e linguaggi diversi: dalle foto ai video, a vere e proprie incursioni di FaceTime (l’applicazione sviluppata dalla Apple per i sistemi operativi iOS e macOS che permette di chiamare o videochiamare tramite internet attraverso la videocamera frontale del dispositivo) o ai messaggi vocali.

Accanto ai nuovi contenuti, gli utenti possono continuare a fruire dell’archivio di oltre 300 mila storie (in dieci lingue) del quale già disponevano in Tap. Allo stesso modo, continua a essere gratuito sia scaricare l’applicazione che «leggere» le storie, con l’unico inconveniente delle interruzioni in prossimità dei momenti clou della narrazione, che costringeranno l’utente a sospendere la lettura proprio quando meno verrebbe. Per chi volesse evitarle, sono diversi i piani in abbonamento sottoscrivibili: da quello settimanale (che costa 2,99 dollari) a quello annuale (39,99 dollari), passando per il mensile, da 7,99 dollari.

C’è voluto Wattpad, dicevamo, a farci accorgere del fenomeno. Che aveva conosciuto già delle precedenti sperimentazioni. Le storie che imitano l’aspetto di una sessione di dialogo su una piattaforma di messaggistica istantanea, infatti, erano state poco prima testate da Amazon con Rapids, un servizio analogo destinato ai bambini dal costo mensile di 3 dollari. E, tornando ancora indietro nel tempo, un’app per iOS faceva più o meno lo stesso con un modello di sostenibilità freemium:  Hooked, che proponeva all’utente una storia gratuita al giorno e accesso illimitato al catalogo per 3 dollari al mese o 40 l’anno.

Se – in continuità con quello che dicevamo a proposito di micropagamenti, indici di alfabetizzazione e Paesi a economia emergente – è nel subcontinente indiano che il formato «snack» sta avendo maggior successo (da Juggernaut, il servizio in subscription focalizzato sul giallo e sul rosa che, non ha caso, ha come partner tecnologico la start up di micropagamenti Paytm; a Penguin Petit, l’imprint di Penguin Random House India dedicato esclusivamente alle short story in hindi; fino a Google che ha riservato una parte del suo Play Store proprio a questo tipo di contenuti), non manca anche l’esempio statunitense: quello di Serial Box.

Casa editrice digitale definita dalla stampa come «la HBO dei lettori», è specializzata in serialized fiction. Ogni serie è composta da 10-16 episodi che vengono rilasciati con cadenza settimanale, sia in e-book che in audiobook. I «capitoli», se così possiamo chiamarli, hanno sia una dimensione autoconcludente che una funzionale al dipanarsi complessivo della trama. Ognuno necessita di una quarantina di minuti per essere letto o ascoltato. Ma la novità è la recente introduzione, da parte di Serial Box, di una formula narrativa (e distributiva) ancora nuova: Micro Monday. Si tratta di storie brevissime (non più di 150 caratteri: all’incirca un tweet dei tempi d’oro, prima dell’ampliamento della soglia) che vengono recapitate all’utente che ha installato l’app sul proprio device. Ogni lunedì, gratuitamente.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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