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Fascicoli anno 2017

Maggio

rivista: Giornale della Libreria

pagine: 22

«Anche quest’anno l’industria editoriale italiana offre al pubblico, che con occhio attento si aggira per i viali della Fiera di Milano, un ampio panorama della sua più recente e significativa produzione». Così scriveva nell’aprile del 1956 Antonio Vallardi, allora presidente dell’Aie, nel portare il saluto degli editori alla trentaquattresima edizione della Fiera(Campionaria) di Milano. E così continuava: «La manifestazione milanese vuole essere non soltanto un grande mercato nel quale confluiscono [editori e professionisti] da tutto ilPaese e da tutto il mondo, ma anche una rassegna sintetica delle forze creative dei vari popoli. È per questo che la presenza del libro [nel Viale dell’Editoria], accanto ai beni di utilità immediata e agli strumenti e le macchine per la produzione […] assume un particolare significato. Le conquiste della tecnica [negli anni che annunciavano il successivo boom economico nel nostro Paese] assicurano forme di vita sempre più evolute. […] Compito del libro è di far sì che l’elevazione culturale si accompagni alla prosperità materiale».

Marzo

rivista: Giornale della Libreria

«Un mistero attraversa le pagine di questo numero del Gdl. Un mistero italiano. Ma un mistero che riguarda anche molti editori di altri Paesi, in Europa e fuori. Perché l’editoria per bambini e ragazzi con tinua a crescere? E continua a crescere a ritmi e con numeri così importanti? +5,3% in Italia, +4,5% in Francia, +3,0% in Uk, +2,9% in Svezia, + 13,6% in Norvegia... Una crescita che traina interi settori editoriali, attenuando spesso le performance meno positive di altri. Fa crescere il valore dei segni più, cancella i segni meno. Nonostante la denatalità che attraversa l’Italia e l’invecchiamento – sebbene meno accentuato – che molti altri Paesi europei manifestano».

Gennaio

rivista: Giornale della Libreria

pagine: 20

«La distribuzione è da vent’anni che cambia continuamente sotto i nostri occhi. Il lavoro di editore resta quello di fare scouting, editing, selezionare e quindi offrire una qualità editoriale media mente migliore ai propri lettori. […] permette[rgli] di scegliere tra titoli che hanno un senso dato dal progetto editoriale, dalla casa editrice, dalla collana, dalla copertina, da come il libro ti invita ad essere letto. Tutte cose che resteranno anche quando i libri di carta non ci saranno più. Il gusto dell’editore resta un punto di riferimento per quella categoria di persone che chiamiamo lettori». Così diceva Stefano Mauri in un’intervista di anni fa.È la distribuzione che in questi vent’anni continuamente e rapidamente è cambiata sotto i nostri occhi. Negli aspetti più tecnologici e attinenti alla logistica distributiva e informativa, nella promozione e nella trasformazione (questa sì veramente epocale) dei canali di vendita [...].

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