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Riviste scientifiche o riviste di cultura? Alcuni dati di una ricerca Aie

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Domenica 11 dicembre
ore 14.00-14.45
Più libri più liberi
Palazzo dei Congressi, Roma - ALDUS ROOM
Il mercato delle riviste di cultura. Chi le sta uccidendo? Il web o la mancanza di cultura?

Nell'ambito di un incontro sulla scomparsa (o sull'evoluzione?) del mercato delle riviste di cultura, Piero Attanasio ha presentato alcuni dati di una ricerca frutto del lavoro di Università di Verona, CINECA e Aie, concentradosi sull'analisi del mercato delle riviste accademico-scientifiche italiane di area umanistica e sociale. «Sono più di 3 mila quelle che abbiamo preso in considerazione, pubblicate da oltre 850 editori, il 45% dei quali commerciali. Analizzate per area, invece, più della metà delle riviste rivela una propensione alla multidisciplinarietà. Chiedendoci, allora, quale fosse la discriminante che distingue quelle scientifiche da quelle di cultura ci siamo risposti che alla base c’è l’idea di pubblico che rispettivamente sottendono – commenta Attanasio –, e l’assunto che gli studiosi non possano che essere letti da altri studiosi. Sarebbe invece molto utile che nelle riviste l’accademia trovasse uno strumento per parlare alla società e al Paese, senza richiudersi in se stessa».

Hanno partecipato: Agnese Manni (Manni editori); Valdo Spini (Presidente Cric – Coordinamento riviste italiane di cultura), Piero Attanasio (Coordinatore delle relazioni internazionali di AIE, scarica l'allegato per consultarne la presentazione).

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