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Mercato

Cina: nuove restrizione sull'importazione di libri per bambini dall'estero

di Camilla Pelizzoli notizia del 13 marzo 2017

Attenzione, controllare i dati.

Il governo cinese punta a diminuire sensibilmente il numero di libri per bambini provenienti dall’estero pubblicati e venduti nel proprio Paese.  Nonostante i segnali di apertura che si sono registrati negli ultimi anni, almeno per quanto riguarda l’ambito editoriale, sembra proprio che il numero di libri provenienti da altri Paesi non sia gradito al partito, che ora avrebbe dato comunicazione verbale alla maggior parte degli editori di limitarne la pubblicazione. Le fonti sembrerebbero essere editori cinesi, e uno di questi – stando a quanto riporta il Financial Times – avrebbe affermato che la volontà è di passare dalle migliaia di titoli degli ultimi anni a poche centinaia all'anno.

L’ordine, che non è stato reso pubblico per vie ufficiali, è un ampliamento della campagna avviata dal governo di Pechino per ridurre l’influenza degli ideali esteri sulla popolazione cinese, già avviata – anche se in ambito diverso – quando è stato ordinato alle università cinesi di limitare l’uso di libri di testo occidentali.
L’amministrazione dell’editoria di Stato cinese sta imponendo la pratica attraverso un sistema di quote, per cui si è stabilito un numero massimo di libri stranieri per bambini (in cui rientrano anche gli illustrati), secondo quanto riferito da una fonte interna all’amministrazione stessa. Le comunicazioni parlano anche di un incitamento alla pubblicazione di libri scritti e illustrati da autori cinesi; un passo necessario se si vorrà cercare di arginare almeno in parte le perdite che una scelta di questo tipo, inevitabilmente, porterà. Al momento infatti i libri per bambini sono il segmento con i maggiori ritorno del settore editoriale cinese: i lettori sotto i 14 anni sono 220 milioni, e solo l’anno scorso ci sono stati 40 mila nuovi titoli pubblicati, di cui moltissimi importati dall’estero, visto che i titoli prodotti in patria non riuscivano a soddisfare la domanda (per quantità e contenuti) di genitori e figli. Oltretutto, con le nuove politiche familiari (che ora permettono a ogni coppia di avere due figli) e la tradizionale propensione dei genitori cinesi a investire nell’educazione dei propri figli fin dalla tenera età, le aspettative erano di un mercato destinato a crescere moltissimo nel giro di pochi anni: è possibile che, a causa di queste direttive, vadano in fumo delle consistenti possibilità di guadagno per gli editori cinesi (in termini di mercato) e per gli editori esteri (in termini di compravendita dei diritti).

La direttiva sembrerebbe aver colpito, inoltre, anche i rivenditori online: Taobao, uno dei siti di e-commerce più importanti del Paese (di proprietà di Jack Ma, fondatore di Alibaba), ha annunciato che a partire dal 10 marzo non si sarebbero più venduti titoli stranieri sulla propria piattaforma. Una mossa, a detta di molti professionisti cinesi del settore, inaspettata e di difficile implementazione; senza contare che proprio i titoli stranieri erano quelli che totalizzavano più vendite (e lo stesso vale su Amazon.cn, dove sei dei dieci titoli per bambini più venduti – per tornare a parlare di libri per l’infanzia – sono di autori stranieri).

È difficile prevedere con esattezza gli esiti di queste decisioni sul mercato, non solo in Cina, ma nel mondo: se tuttavia queste direttive dovessero essere effettive, molti editori italiani per ragazzi potrebbero soffrirne. L’Asia, infatti, e la Cina in particolare, è una delle aree del mondo in cui esportiamo con successo i nostri titoli, con una buona crescita dal 2007 a oggi, e il settore Bambini e ragazzi è senz’altro una delle nostre eccellenze.

L'autore: Camilla Pelizzoli

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Laureata in Lettere moderne (con indirizzo critico-editoriale), ho frequentato il Master in editoria. Mi interessa la «vita segreta» che precede la pubblicazione di un libro – di carta o digitale – e mi incuriosiscono le nuove forme di narrazione, le dinamiche delle nicchie editoriali e il mondo dei blog (in particolare quelli letterari).

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