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Mercato

La Cina e il boom dell'editoria per bambini e ragazzi

di Alessandra Rotondo notizia del 9 dicembre 2016

Attenzione, controllare i dati.

In Cina sta esplodendo il mercato del libro per bambini e nessun fattore di rallentamento si intravede all’orizzonte. È questa l’impressione che si ha visitando la China Shanghai International Children’s Book Fair (CCBF), almeno secondo Publishers Weekly. Circostanze insolite e numeri impressionanti hanno dato forma a un mercato veramente importante: 370 milioni di under 18, una politica dei due figli (in sostituzione, dal 2013, di quella del figlio unico) che ha portato alla nascita di almeno 3 milioni di bambini l’anno e circa 580 case editrici pronte a intercettare quest’ampissima fetta di pubblico. In più, una classe media in rapida crescita, che ingloba il 70% della popolazione urbana – circa 200 milioni di persone secondo una ricerca McKinsey – e sta diventando sempre più influente, consapevole delle proprie esigenze e pronta a manifestarle.

Inoltre, tra i genitori, gli insegnati e la classe politica cresce la consapevolezza dell’importanza della lettura e della necessità di distinguere le letture scolastiche, finalizzate all’apprendimento, da quelle del tempo libero, fatte per piacere. La riforma dell’istruzione partita nel 2009, poi, fa pressione su scuole e formatori affinché indirizzino le tecniche d’apprendimento e i materiali didattici alla soddisfazione di specifici obiettivi. Primi tra tutti: la riduzione dei compiti a casa, la standardizzazione delle prove d’esame e l’orientamento all’inserimento nel mondo del lavoro. Queste esigenze hanno creato nuove opportunità per l’import diretto, ma anche per le coedizioni, le edizioni bilingui e le traduzioni, aprendo occasioni particolarmente interessanti per chi si occupa di compravendita di diritti di edizione. Il governo cinese, infatti, sta favorendo l’arrivo di letteratura per bambini di alta qualità dall’occidente: il desiderio sarebbe che questa trovasse un buon bilanciamento nell’offerta autoctona, ma il saldo è ancora lungi dall’essere in pari, almeno per il prossimo futuro.

Nel frattempo in tutta la Cina e in particolar modo nelle aree urbane, i giovani genitori stanno diventando sempre più attivamente coinvolti nell’istruzione dei loro figli e molto consapevoli dell’importanza dell’educazione prescolare. Educare all’amore per la lettura viene visto come uno strumento per ridurre l’uso – e l’abuso – dei dispositivi e dell’intrattenimento digitale negli anni a venire, e gli editori sono al fianco dei genitori nel condurre questa rivoluzione silenziosa, aprendo così l’«epoca d’oro» del libro. Prodotti prima impopolari e di difficile collocazione sul mercato, come costose novità e libri illustrati di grande formato, cominciano a vendere straordinariamente bene. Gli investimenti sono già cresciuti, soprattutto attorno all’acquisizione dei diritti di titoli che hanno ottenuto riconoscimenti nell’ambito dei maggiori concorsi di categoria. Per il momento il mercato continua a privilegiare la saggistica illustrata, soprattutto le serie strutturate su più titoli, e gli aspetti istruttivo-educativi contenuti nel testo piuttosto che quelli grafici. Ma gli editori, consci delle trasformazioni e consapevoli dell’emergere, nella società, di un modo diverso di essere genitori – più accorto a tutte le esigenze del bambino, non solo a quelle formative – stanno diventando molto più esigenti in fatto di illustrazioni e molto più interessati ai libri la cui componente grafica, materica, visiva è preponderante, come nel caso dei pop-up e degli activity book, o dei libri che esplorano le possibilità date dalla realtà aumentata, soprattutto per i bambini di età inferiore ai tre anni. In crescita anche la domanda di libri illustrati di argomento matematico-scientifico, con i quali i genitori vogliono avvicinare i bambini al ragionamento logico dall’età più tenera, applicandone i concetti di base nella vita di ogni giorno.

Per gli editori esteri che vogliono conquistarsi uno spazio in questo potenzialmente sterminato mercato, lavorare con la Cina richiede sforzi e risorse ulteriori. A partire dai sample di traduzione, che hanno un peso considerevole nel determinare se un titolo verrà preso in considerazione da un editore cinese oppure nemmeno notato. Ed è per questo che chi vuole approcciare il mercato si dota spesso di divisioni e professionisti locali, capaci di comprendere e interagire a pieno con le dinamiche in atto, proprio a partire dall’aspetto linguistico.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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