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Internazionalizzazione

Rights Centre. Un bilancio della «prima» nel cuore de La Nuvola

di Alessandra Rotondo notizia del 8 dicembre 2018

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Si è conclusa l’altro ieri – giovedì 6 dicembre – la «prima» del nuovo Rights Centre di Più libri più liberi. Completamente rinnovato e allestito nel cuore de La Nuvola, al piano N5, lo spazio ha raccolto e ampliato l’eredità del Fellowship Program che per tredici edizioni – grazie anche all’intervento di ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Lazio per il tramite di Lazio Innova – ha costituito parte integrante della fiera, interpretandone il profilo più internazionale, quello più aperto al contatto con l’editoria globale e interessato a entrare in comunicazione con i suoi attori.

Per il terzo anno, la spinta dell’internazionalizzazione è arrivata in fiera anche con il sostegno di ALDUS, la rete europea delle fiere del libro coordinata da AIE di cui Più libri è parte, che proietta la manifestazione tutta in una sempre più accentuata dimensione europea e internazionale, capace di stimolare e attivare sinergie tra soggetti e Paesi diversi. E tra diverse realtà fieristiche.

Al Rights Centre gli editori e gli agenti stranieri hanno potuto conoscere il meglio della produzione editoriale della piccola e media editoria italiana da tradurre nei propri Paesi. Il progetto ha visto raddoppiare sia il numero degli incontri – più di 600 – che quello degli operatori italiani: 101. Trenta, invece, gli operatori stranieri partecipanti, provenienti da 20 Paesi: Canada, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Francia, Germania, Indonesia, Giappone, Lituania, Messico, Portogallo, Romania, Russia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina, Regno Unito, Usa. Nel 2017 al Fellowship Program avevano partecipato 22 stranieri – 20 aziende europee, una casa editrice turca e una indonesiana – e 45 italiani, totalizzando 350 appuntamenti vis-à-vis.

Un gruppo ristretto di 6 editori stranieri è stato coinvolto il 3 e 4 dicembre in un programma di visite a case editrici (Coconino Press – Fandango, Donzelli, Orecchio Acerbo, Sinnos e Tunué), librerie e spazi culturali (Eco di fata, Notebook Auditorium, Mostra di Zerocalcare, Atelier di Chiara Rapaccini) per un Fellowship tematico che quest’anno ha avuto come focus, in collaborazione con la Fiera del libro per Ragazzi di Bologna, i libri per bambini e i comics. E che lascerà spazio, nelle edizioni future, ad altri segmenti editoriali.

 «Più libri più liberi ha scommesso quest’anno sulla sua capacità di dialogo con gli addetti ai lavori e sul suo ruolo di incubatore e di occasione di confronto e crescita per gli operatori del settore» ha dichiarato il direttore della fiera Fabio Del Giudice. «Il grande interesse dimostrato dagli editori stranieri che hanno deciso di investire sulla fiera sottolinea quanto il nuovo Rights Centre sia uno strumento fondamentale per sviluppare l’internazionalizzazione delle case editrici indipendenti».

D’altronde, l’impegno di AIE orientato all’internazionalizzazione – importante per l’intero comparto editoriale, vitale per i piccoli e medi editori – non si manifesta solo in concomitanza delle fiere, ma prevede progetti sviluppati in tutto l’arco dell’anno. Basti pensare alle missioni esplorative, finalizzate a indagare le possibilità per gli editori italiani di creare opportunità di scambio e collaborazione all’estero.

Senza dimenticare che, da quest’anno ormai agli sgoccioli, esce confermato il processo di internazionalizzazione dell’editoria italiana. Il suo guardare, con i suoi libri e i suoi autori, ai colleghi e ai mercati stranieri. Ancora un +9% nella vendita di diritti (+10,6% nel 2017), e un +0,7% nell’acquisto (-2,7% nel 2017), come registra la consueta indagine realizzata dall’Ufficio studi dell’Associazione. Si vende e si compra con andamenti non sempre lineari da un anno all’altro, ma il trend di lungo periodo (monitorato ormai dal 2001) è chiaro.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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