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Innovazione

TPAC 2016: prove tecniche di collaborazione tra editoria (IDPF) e web (W3C)

di Cristina Mussinelli notizia del 17 ottobre 2016

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Si è svolta a Lisbona la settimana scorsa il TPAC 2016, l’annuale riunione tecnica plenaria del W3C.
Il TPAC è il più importante momento di confronto di tutti coloro che collaborano ai working group in cui è organizzato il W3C e che costituiscono la spina dorsale delle attività svolte al suo interno: dal social web alle Rich Internet Application, dai pagamenti online alla sicurezza, dall’Internet of Things all’accessibilità.
In occasione del TPAC si svolgono anche gli Advisory Committee Meetings, in cui viene analizzato lo stato dell’arte del web e discusse le sue possibili evoluzioni.

Quest’anno è stato eccezionalmente aperto anche a noi membri del Board dell’IDPF, proprio per permetterci di comprendere meglio le modalità di lavoro e per partecipare in modo attivo alle attività di interesse del settore editoriale. 
Dopo l’annuncio della possibile combinazione dell’IDPF con il W3C di maggio[2], il TPAC è stato quindi l'occasione per le due organizzazioni per fare un punto sulla possibile collaborazione futura, sugli obiettivi da raggiungere e sulle modalità operative con cui farlo.

I temi su cui gli interessi del mondo editoriale e di quello del Web possono trovare terreno fertile di collaborazione e di scambio reciproco sono principalmente tre: le Portable Web Publications (PWP), l'accessibilità delle pubblicazioni e l’evoluzione dei CSS, i fogli stile per definire la formattazione grafica delle pubblicazioni.

La collaborazione tra IDPF e W3C si è già messa alla prova sul tema delle PWP, fin dal maggio 2013, anno in cui è stato creato il Digital Publishing Interest Group, che ha approfondito il rapporto tra le pubblicazioni offline (e scaricabili) che utilizzano l’EPUB e quelle online che usano l’HTML5.
Considerando che l’EPUB si basa per le sue specifiche sull’HTML, i documenti «portabili» sono già a tutti gli effetti cittadini della Open Web Platform, e in prospettiva la separazione tra online e offline potrebbe annullarsi.
L’obiettivo condiviso da IDPF e W3C è quindi quello di fare in modo che, da un lato, le pubblicazioni prodotto principalmente per essere lette offline possano essere usate anche online aprendole all’interno di un browser, senza perdere alcuna delle sue caratteristiche editoriali, e dall’altro i contenuti realizzati primariamente per l’online possano anche essere facilmente salvati come documenti «portabili» e usati offline, il tutto senza bisogno di ulteriori trasformazioni, ma automaticamente sulla base delle modalità di lettura scelte dagli utilizzatori.
È importante evidenziare che non si sta parlando solo di e-book ma di tutti i tipi di pubblicazioni, anche quelle che attualmente vengono prodotte solo in PDF.

Fonte: presentazione Ivan Herman TPAC 2016

Durante la riunione del Digital Publishing Interest Group sono stati esaminati i diversi possibili casi d'uso e approfonditi i requisiti del progetto, che è stato presentato per la pubblica revisione qualche giorno prima del TPAC.
È stato interessante ascoltare i commenti di alcuni sviluppatori web puri in una discussione fino ad ora limitata ad un gruppo chiuso di esperti di editoria digitale, e l’animato confronto tra i loro punti di vista e di quelli dei rappresentanti del mondo editoriale, in particolare sui rapporti tra pubblicazioni portabili e uso dei browser per la lettura offline. La discussione si è conclusa con la decisione di suddividere i casi d’uso in due sezioni: una centrata sulle pubblicazioni web, in cui approfondire ad esempio come i contenuti scaricati dal web possano essere gestiti in un browser, e l’altra sulle esigenze dell’industria editoriale, ad esempio come archiviare tali contenuti per il consumo o lo scambio offline.

Il secondo focus delle discussioni è stato l'accessibilità delle pubblicazioni digitali per le persone con disabilità visiva, un tema che ha per il settore editoriale sempre maggiore rilevanza, soprattutto in considerazione delle proposte legislative in corso di discussione a livello europeo: la ratifica del Trattato di Marrakech, la proposta dell’European Accessibility Act (si veda COM(2015) 615. Directive «on the approximation of the laws, regulation and administrative provisions of the Member states as regards the accessibility requirements for products and services»), che comprende gli e-book tra i prodotti e servizi che dovrebbero essere accessibili, la proposta di Direttiva e Regolamento europei per l’accessibilità dei prodotti editoriali.

L’IDPF ha recentemente pubblicato due nuove bozze di specifiche: i Conformance and Discovery Requirements for EPUB Publications, che definisce i requisiti formali da rispettare per produrre un contenuto che possa essere certificato come accessibile e le EPUB Accessibility Techniques, che forniscono le indicazioni necessarie per soddisfare tali requisiti. La cosa innovativa è che, grazie alla collaborazione tra l’IPDF e il gruppo A11y del W3C, questo lavoro si basa sulle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) del W3C e quindi è un adattamento delle norme WCAG al formato EPUB. La discussione tra tecnici web e rappresentanti del mondo editoriali ha avuto in questo caso un riscontro immediato: l’accettazione della proposta fatta di prevedere nella prossima evoluzione dei CSS il supporto nativo per MathML, in modo da facilitare la rappresentazione grafica nei browser di equazioni e altre formule matematiche, fattore indispensabile per l’accessibilità.

Il terzo aspetto su cui sono concentrati gli sforzi di collaborazione è stato come migliorare le modalità di rappresentazione dei contenuti tramite i CSS. Alcuni dei principali problemi che attualmente presenta il web sono legati alla complessità che hanno le pubblicazioni editoriali e alla difficoltà di riuscire a soddisfare online le tradizionali abitudini di lettura. Un esempio per tutti è la resa delle pagine: nei browser attuali non c'è modo nativo per girare le pagine o gestire impaginati complessi su molte colonne. Ci sono state, all’interno dei working group W3C, iniziative per affrontare questo problema (come il CSS Paged Media, CSS Fragmentation or CSS Regions), ma nessuno è stato implementato su larga scala e per gli sviluppatori di browser non è mai stato una priorità. La soluzione potrebbe venire dal progetto CSS Houdini, che, dando agli sviluppatori l'accesso alle parti interne del motore CSS tramite API, dovrebbe consentire loro un approccio DIY (do it yourself) all’ impaginazione.

Dopo aver partecipato a vari tavoli di lavoro e anche alle sessioni plenarie dell’Advisory Committee aperte con il keynote speech di Tim Berners Lee, l’impressione è che una collaborazione più stretta possa essere di vantaggio per entrambi i mondi: gli editori, ad esempio, potrebbero portare le loro richieste di innovazione tecnologica ai più esperti del mondo digitale e chiedere loro soluzioni adeguate concentrandosi sugli aspetti più editoriali, e la comunità del web potrebbe invece beneficiare della lunga esperienza e delle approfondite conoscenze degli editori nel campo della progettazione e gestione di impaginazioni complesse, della tipografia e della grafica.

L'autore: Cristina Mussinelli

Consulente editoriale e consulente Aie per l’editoria digitale. Sono membro del W3C Publishing Steering Committee.
Dal 2014 sono Segretario Generale della Fondazione LIA - www.fondazionelia.org - organizzazione no profit che promuove lo sviluppo della lettura digitale accessibile nel mercato editoriale, offrendo alle persone con disabilità visiva la possibilità di accedere agli stessi titoli di narrativa e saggistica, negli stessi modi e tempi di un qualunque altro lettore, con il sito www.libriitalianiaccessibili.it, dove è disponibile, grazie alla collaborazione di 68 editori, un catalogo di più di 12.000 titoli accessibili, che viene aggiornato periodicamente con le novità.
Lavoro nel settore editoriale dal 1982 e dal 1992 mi occupo di editoria e innovazione tecnologica. Ho un’approfondita conoscenza dell’evoluzione delle tecnologie nel mercato editoriale italiano e internazionale e una pluriennale esperienza nella gestione di progetti editoriali digitali.

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