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Innovazione

The Playwall. Quando l’informazione si paga con i dati

di Alessandra Rotondo notizia del 20 November 2017

Attenzione, controllare i dati.

I dati, ormai lo sappiamo, sono la merce di scambio della nostra era. Un po’ per l’enorme quantità che, complice il digitale, siamo arrivati a produrne: nel solo 2016, un quantitativo pari a quello generato nell’intera storia del mondo (e la crescita è esponenziale considerando che il 2017 ha sorpassato il volume del 2016 a luglio). Un po’ per la maggiore facilità con cui, sempre grazie al digitale, riusciamo a raccoglierli, aggregarli e dargli senso.

Di big data per l’industria editoriale abbiamo parlato più volte sul Giornale della Libreria. Abbiamo scritto, per esempio, di Andrew Rhomberg e del suo Jellybooks: un software che, integrato negli e-book, permette di acquisire dati di lettura cruciali per verificare le potenzialità commerciali dell’opera e per capire il comportamento del lettore. Abbiamo ragionato sulla capacità predittiva dei big data e ci siamo chiesti se sarà possibile, in un futuro non troppo lontano, metterla al servizio della scoperta «preventiva» dei titoli best seller. E abbiamo anche presentato alcune app che, padroneggiando un elevato quantitativo di dati, potrebbero consigliarci con un certo grado di competenza la nostra prossima lettura.

L’applicazione della quale parliamo oggi, invece, tratta il dato come la moneta da pagare per accedere a un contenuto premium. Il servizio si chiama The Playwall e arriva dall’Olanda. Il suo funzionamento è semplice: la piattaforma è intermediaria tra due categorie di soggetti, i produttori di contenuti e i lettori. I primi pagano alla piattaforma una commissione proporzionale al volume di contenuti che vogliono distribuire tramite essa. I secondi, scaricando l’applicazione, possono accedere a questi contenuti, salvo dover rispondere a delle domande prima di visualizzarli in forma integrale. Le domande possono essere di diverso tipo: possono indagare il profilo del lettore o le sue abitudini, la sua dieta mediale o il suo stile di vita, ma non possono interferire con la sua privacy né chiedergli dati sensibili. Il loro obiettivo dichiarato è quello di migliorare l’esperienza utente rendendola sempre più pertinente e calzata sulle attese del lettore.


«Vogliamo risolvere il problema di quelle persone – soprattutto giovani – che non possono o non sono disposte a pagare per accedere a contenuti giornalistici e d’informazione» ha dichiarato Annefleur Schipper, founder di The Playwall. «Siamo inoltre consapevoli del fatto che le media company sono interessate a raccogliere dati dal proprio pubblico, reale o potenziale, ma troviamo poco chiaro e rispettoso il modo in cui abitualmente lo fanno». Per questa ragione, The Playwall lascia all’utente il controllo totale delle informazioni che ha condiviso per «pagare» l’accesso ai contenuti, consentendo a ciascuno, dalla propria area personale, di sapere quali dati l’app ha memorizzato, di modificarli o cancellarli in qualsiasi momento. E, in ogni caso, la piattaforma dichiara di raccogliere, aggregare e conservare le informazioni in forma anonima: senza quindi correlarle all’identità dell’utente, ma solo al numero che lo identifica sulla app.

Nel lungo periodo, l’obiettivo della start up è quello di trasformare il proprio pubblico in utenti paganti grazie all’accurato lavoro di targeting e profilazione che la raccolta di dati (quelli di utilizzo dell’applicazione, ma soprattutto quelli specificamente acquisiti dalle risposte) sta consentendo.

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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