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Editori

Il Gruppo Mondadori sceglie l’ePub3. Intervista a Filippo Floridia

di Denise Nobili notizia del 29 novembre 2019

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Il Gruppo Mondadori ha annunciato che da questo mese tutte le novità e-book di Libri Mondadori, Rizzoli, Einaudi editore, Sperling & Kupfer, Edizioni Piemme e Mondadori Electa sono pubblicate nel formato ePub3, lo standard internazionale di riferimento per produrre e-book. Si tratta di una notizia importante, dal momento che in Italia sono pochissime le realtà che per ora hanno deciso di abbandonare l’ePub2 (formato ormai datato) a favore del nuovo formato.

Tra gli elementi più interessanti dell’ePub3, il miglioramento della qualità tipografica con il CSS3, ma anche le nuove funzionalità per l'accessibilità. Non è allora un caso che, nei passaggi decisivi di studio di quali sono le specifiche dell’ePub3 e di cosa sarebbe eventualmente cambiato in fase di produzione e di distribuzione, gli esperti digitali del Gruppo Mondadori si sono potuti confrontare con Fondazione LIA - Libri Italiani Accessibili, che da anni spinge per l’adozione del nuovo formato ePub3 in quanto maggiormente accessibile. Tra le ragioni del passaggio a questo formato c’è infatti anche un principio di inclusività, da sempre tema importante per il Gruppo Mondadori, socio di LIA fin dalla sua nascita.

Abbiamo chiesto a Filippo Floridia, che lavora nell’Area Digital Sales di Mondadori Libri, di raccontarci i retroscena dietro questo passaggio.


 
Ci spieghi brevemente qual è il tuo ruolo nel Gruppo Mondadori e di cosa ti occupi?

Da circa 10 anni lavoro come tecnico e-book di Mondadori Libri all’interno dell’Area Digital Sales, che si occupa della distribuzione dei libri di tutte le case editrici del Gruppo (Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Piemme, Sperling & Kupfer e Electa) sui canali digitali, siano essi siti e-commerce o siti di vendita dei file e-book e audiolibri.

Gestiamo un catalogo di oltre 20 mila titoli, che si alimenta ogni mese attraverso la produzione di centinaia di e- book distribuiti attraverso piattaforma proprietaria su tutti i principali store.

Il mio ruolo consiste nella pianificazione delle uscite e nella gestione dei flussi produttivi, dal recupero dei materiali fino alla distribuzione dei file; in alcuni casi mi occupo direttamente dell’editing di impaginati complessi. Parte del mio tempo è inoltre investita nella semplificazione e nell’automazione dei processi di conversione in digitale. Sono supportato da un team che ha, come potete immaginare, competenze molto ampie che spaziano dall’analisi dati alla creazione di contenuti promozionali, dai linguaggi di marcatura alla grafica editoriale.

Un aspetto fondamentale del mio lavoro è tenermi sempre aggiornato sulle novità tecnologiche dell’editoria digitale e sul rilascio di nuovi standard internazionali.
 

Quali sono state le motivazioni che vi hanno spinto verso la scelta di passare all’ePub3 per le nuove uscite?

Nonostante l’ePub 3 sia stato varato dall’International Digital Publishing Forum (IDPF) diversi anni fa, abbiamo aspettato ad adottarlo come standard perché non eravamo certi del livello di compatibilità con i vari dispositivi. Da quando IDPF si è fuso con il World Wide Web Consortium (W3C), questo formato ha avuto una nuova spinta, diventando retrocompatibile, quindi il supporto da parte dei dispositivi di lettura è notevolmente migliorato; anche la conversione in mobi risponde bene. Sono stati migliorati anche gli strumenti di creazione e validazione dell’ePub. In generale quindi è diventato più agevole produrre e pubblicare libri digitali in accordo con lo standard internazionale più attuale.

Inoltre, l’ePub3 risponde ai requisiti di accessibilità presenti nel Trattato di Marrakech: adottare questo nuovo standard significa pubblicare libri migliori per gli utenti non vedenti e ipovedenti: lavorare in ePub 3 ci dà la possibilità di usufruire di strumenti di validazione più sensibili e precisi e perfezionare determinate parti dei libri (livelli di titolazione, descrizione immagini e così via). Per il nostro Gruppo l’inclusività è un tema importante e in futuro prevediamo di implementare i tag semantici HTML5 e la tecnologia WAI-ARIA nei nostri e-book.

Infine, con l’ePub3 abbiamo una buona base per produrre libri in formati misti (reflowable e fixed layout), multimediali, interattivi o read-aloud, nonostante questi elementi siano compatibili, per ora, solo con poche piattaforme.
 

Il team digital sales delle nostre case editrici. Da sinistra: Eva Evangelista, Claudia Dipilato, Luana Marietti, Cesare Tubini, Miriam Spinnato, Francesca Rossi, Martina Delmonte, Filippo Floridia, Francesca Waccher, Elena Marinelli, Diana Caputo, Loredana Grossi. 


Avete incontrato difficoltà nel passaggio dall’ePub2 all’ePub3?

Il lavoro ha richiesto un consistente impegno iniziale di studio e approfondimento delle specifiche ePub3. In questa fase gli incontri con Fondazione LIA sono stati fondamentali per sciogliere alcuni dubbi in merito a determinate tematiche tecniche. A valle di questa prima fase, l’aggiornamento non è stato eccessivamente complesso grazie anche alla struttura che, dal 2014, abbiamo dato alle nostre attività. Infatti, cinque anni fa abbiamo studiato e implementato delle linee guida con uno standard unico per tutti i libri del gruppo, agevolando la produzione e costruendo una base solida ma adattabile all’esigenza di aggiornamenti costanti, sia stilistici, per seguire le tendenze editoriali, che strettamente tecnici, come appunto ePub3.
 

Avete in qualche modo dovuto cambiare i vostri flussi di lavoro?

Da parte delle redazioni e degli uffici tecnici non è stato necessario cambiare nessun flusso di lavoro. Per come sono strutturati i nostri processi pre e post-conversione, l’impegno maggiore è stato chiesto ai Sistemi Informativi – che hanno dovuto aggiornare le applicazioni aziendali – e ovviamente i nostri fornitori che hanno dovuto studiare e applicare le nuove linee guida al flusso di produzione.
 

È veramente più costoso produrre un ePub3?

Al momento abbiamo scelto un passaggio soft, che non richiede un maggiore impegno da parte della filiera rispetto all’ePub2. La struttura dell’ePub rimane sostanzialmente la stessa. Anche le tempistiche di conversione sono le stesse. Oltre al tempo impiegato dal nostro team nell’analisi del progetto e nell’implementazione dei requisiti tecnici, l’investimento principale, come ho precedentemente sottolineato, è stato sui nostri Sistemi Informativi.


Quali sono gli elementi secondo te più interessanti del nuovo formato?

Oltre alle già citate migliore accessibilità e multimedialità, direi la possibilità, in futuro, di poter adottare in modo più agile ogni possibile nuovo standard di cui si sta iniziando a parlare, come ePub 4 o Web Publications.

Vorrei concludere ringraziando l’Associazione Italiana Editori e Fondazione LIA innanzitutto per averci fornito un supporto tecnico fondamentale per operare questo passaggio e poi per averci dato occasione di raccontare il nostro lavoro in questa intervista.

L'autore: Denise Nobili

Laureata in Filologia, mi sono poi specializzata e ho lavorato in comunicazione, approdando infine al Master in Editoria della Fondazione Mondadori. Oggi lavoro come editor al Giornale della Libreria, e mi occupo di accessibilità digitale in Fondazione LIA.
Sono interessata a tutto ciò che è comunicazione della cultura, nuovi media, e mi affascinano gli aspetti più pop e innovativi del mondo del libro.

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