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Innovazione

Passare da ePub 2 a ePub 3 è un gioco da ragazzi. Un'intervista a Luc Audrain

di Gregorio Pellegrino notizia del 9 gennaio 2018

Attenzione, controllare i dati.

Un recente sondaggio sottoposto ad alcuni editori europei nell’ambito del W3C Publishing Summit 2017 ha dimostrato che la maggior parte di essi pubblica e-book in formato ePub2 e che il principale ostacolo percepito nel passaggio all'ePub3 è rappresentato dalle modifiche da apportare agli attuali flussi di produzione. Un altro elemento importante è che gli strumenti di authoring, nella maggior parte dei casi, non sono sufficienti per produrre un ePub soddisfacente, cosicché il 75% degli intervistati modifica l'e-book (spesso agendo direttamente sul codice) una volta esportato.
 
In Europa il formato di file più utilizzato per la produzione di e-book è l'ePub2, le cui specifiche risalgono ormai a 7 anni fa. Nell'ottobre 2011, la terza versione dell’ePub, l’ePub3, è stata definita e pubblicata dall’IDPF (International Digital Publishing Forum) con l'aiuto del DAISY Consortium. Nel 2017 l’IDPF è stato inglobato nel W3C (World Wide Web Consortium) come Publishing@W3C e un nuovo gruppo di lavoro sta lavorando sulle specifiche del futuro formato per i libri digitali, come raccomandazione del W3C (ePub 4 o PWP).  
 
In Francia la situazione è un po' diversa in quanto alcuni editori si stanno spostando verso l'ePub3. Uno degli autori di questo cambiamento è Luc Audrain, responsabile della digitalizzazione presso il gruppo Hachette Livre e leader del gruppo Normes&Standards della Commissione Digitale del Syndicat National de l'Édition. Luc Audrain ha spinto il gruppo Hachette Livre a passare all'ePub3 e lo ha guidato in questa transizione. Lo abbiamo intervistato per capire come e perché questo processo ha avuto luogo.
 
 
Qual è lo stato dell'arte della produzione editoriale digitale in Francia?

Alcuni editori come Hachette Livre Group già producono file ePub3, ma la stragrande maggioranza degli editori produce ancora file ePub2 reflowable.
 

Hachette Livre converte i vecchi file ePub2 in ePub3?

No, non è in programma per ora, ma dato che abbiamo iniziato la produzione dei nuovi titoli in ePub3 nel 2016, quando un vecchio file ePub2 deve essere modificato (piccole correzioni tipografiche), viene trasformato in ePub3 con il nuovo workflow ePub3 esistente. Ovviamente, per i nostri fornitori non sarebbe efficiente mantenere il vecchio processo ePub2.
 

Quali sono gli elementi più interessanti del formato ePub3?

Per me gli elementi più interessanti dell’ePub3 sono il miglioramento della qualità tipografica con il CSS3, le nuove funzionalità per l'accessibilità che espandono il mercato alle persone ipovedenti e, infine, la compatibilità con lo stato dell'arte degli standard del web: beneficiando degli ultimi miglioramenti della Open Web Platform (ad esempio HTML 5.2). Questo permette di anticipare le normative in Francia e a livello europeo in materia di accessibilità.
 

Quali sono le principali difficoltà nel passaggio all’ePub3?

Dal punto di vista tecnico, non vi è alcun punto critico nel passare da un processo ePub2 esistente a uno ePub3. Tuttavia gli editori, a causa della mancanza di formazione e della paura di incompatibilità, spesso rimandano la migrazione al nuovo formato. Questo può essere dovuto al pensiero comune per cui ePub3 significa multimedialità (audio, video) e interattività (Javascript): funzionalità che nella stragrande maggioranza degli e-book non vengono utilizzate. Partendo da questo punto di vista si ritiene, erroneamente, che la produzione dei file ePub3 sia più costosa, ma per tutti i file prodotti oggi in ePub2 – senza alcun contenuto multimediale aggiuntivo – il costo di produzione non sarebbe maggiore se lo stesso file venisse prodotto in ePub3.
 

ePub3 è compatibile con i vecchi e-reader?

Sì, certo! Dato che i vecchi e-reader già leggono senza problemi HTML, possono leggere e visualizzare il testo degli ePub3. Può darsi che non interpretino le nuove caratteristiche di HTML5/CSS3, che nel caso verrebbero ignorate, ma il testo rimarrebbe leggibile. Semplicemente, alcuni nuovi effetti grafici non saranno resi come previsto, come ad esempio i capilettera o le note a piè di pagina nei popup. I vecchi e-reader non riescono a leggere i file di navigazione dell’ePub3 (file nav.xhtml) quindi si consiglia di conservare anche il file di navigazione tipico dell’ePub2 (file toc.ncx) per la retrocompatibilità. In conclusione, abbiamo testato tutti i possibili problemi che si potrebbero verificare utilizzando i file ePub3 sui vecchi dispositivi, e i risultati ottenuti sono ottimi.
 

I DRM sono compatibili con l'ePub3?

Sì, ora lo sono. Nel 2015, prima di passare all'ePub3, ho dovuto verificare che nessuno dei nostri rivenditori avesse problemi con questa tipologia di file. In effetti, in passato, ci sono stati problemi con Adobe DRM in combinazione con l’ePub3, ma Adobe li ha risolti nel 2015 aggiungendo il motore di rendering Readium all'interno di Adobe Reader Mobile SDK. Questo mi ha permesso di accertarmi che tutti i rivenditori fossero in grado di ricevere, proteggere, distribuire e leggere i file ePub3. È importante notare che il motore Readium che viene utilizzato da Adobe Digital Editions durante la lettura dei file ePub3 permette una lettura accessibile di questi file, mentre i file in ePub2 continuano a non essere accessibili, anche nella versione più recente. In una prospettiva più globale, come editori, promuoviamo l'interoperabilità e una migliore esperienza degli utenti: ecco perché il nostro responsabile dell'innovazione, Pierre Danet, è stato determinante nella creazione dell'associazione EDRLab, che sta lavorando su una nuova tecnologia DRM Open Source: LCP (Licensed Content Protection).
 

I flussi di lavoro devono cambiare molto per produrre ePub3?

L’unica modifica da apportare ai flussi di lavoro automatizzati pensati per la produzione di ePub2 è quella inserire il valore «3.0» invece di «2.1» nel metadato che riguarda la versione dell’ePub. E non scherzo! Il contenuto continua a essere generato in HTML, semplicemente aggiungendo altri valori standard all'inizio dei documenti html (HTML DOCTYPE). L'unica vera novità da aggiungere è il file di navigazione, ma poiché si tratta di una variante del NCX, la sua generazione può essere automatizzata.
 

Come avete convinto gli editori francesi a passare all'ePub3?

Prima di rispondere alla tua domanda, vorrei ricordare che ho iniziato questa migrazione nel 2015 solo per i marchi editoriali di Hachette Livre, come mezzo per promuovere i nostri prodotti digitali come i migliori disponibili sul mercato, mantenendo bassi i costi. La mossa di passare a prodotti «nativamente accessibile in ePub3» è chiaramente focalizzata su libri semplici, con layout standard, con poche immagini: come i romanzi. Questo tipo di e-book, tra l’altro, rappresenta la maggior parte del mercato in termini di numero di titoli e fatturato. Per rispondere alla domanda, per i marchi editoriali di Hachette Livre ho sottolineato il miglioramento della qualità grafica e tipografica, il cambiamento senza alcun costo e l'aumento del mercato potenziale, che include ora anche le persone non vendenti e ipovedenti. Categorie che soffrono di «carestia del libro» e sono ansiose di essere incluse nel range dei consumatori. In una prospettiva più ampia, l'accessibilità è anche un tema importante per il Syndicat National de l'Édition. Il gruppo di lavoro Normes&Standards, che sto conducendo, ha lavorato duramente negli ultimi 18 mesi per comprendere i problemi dell'accessibilità su tutti gli aspetti, approfittando dei vantaggi dell'ePub3. Durante una mezza giornata dedicata, a giugno, ai membri del Syndicat, abbiamo spiegato agli editori le best practice nei flussi del lavoro editoriale, fondamentali per includere l'accessibilità nei libri semplici. Potete consultare a questo link la nostra presentazione e altre risorse utili sull’argomento.

L'autore: Gregorio Pellegrino

Laureato in ingegneria informatica, mi occupo di editoria digitale, nuovi media e web come consulente (e docente) per aziende editoriali. Sono responsabile tecnico della Fondazione LIA - Libri Italiani Accessibili per la quale svolgo attività di consulenza e formazione per organizzazioni nazionali e internazionali che vogliono cambiare i processi produttivi per mettere al centro l'accessibilità.

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