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Distributori

Uk. Audible entra nel mercato dei podcast con Audio Shows

di Alessandra Rotondo notizia del 12 febbraio 2018

Attenzione, controllare i dati.

«C'è una gara per finire nelle nostre orecchie e Amazon sta provando a vincerla». Con questa frase l’«Independent» ha aperto un articolo comparso quattro giorni fa sul suo sito, nel quale si parla di Audio Shows, il nuovo nato di casa Audible, per il momento disponibile per il mercato Uk.

La rivoluzione audio è in corso. Favorita, da un lato, da un tempo libero sempre più frammentato e «mobile»; dall’altro, da un approccio all’e-book non ancora (e forse mai) dirompente. E poi dalla tecnologia: dallo smartphone – telecomando delle nostre vite, sempre tra le nostre mani, specifico in niente eppure capace di tutto – agli smart speaker, che in Usa espandono il raggio d’azione degli assistenti virtuali alle nostre case integrandosi con le altre tecnologie smart che le popolano, e presto lo faranno anche in Italia. Poi c’è il rinnovato successo dei podcast, oggi in piena epoca d’oro, all’incrocio tra lo sceneggiato radiofonico, il giornalismo e la rete.

E con Audio Shows è proprio ai podcast che Audible estende l’offerta di contenuti a disposizione dei suoi abbonati.  Per il momento le serie sono quattordici, tutte produzioni originali, disponibili sia per lo streaming che per il download. Ciascuna serie è articolata in episodi da ascoltare in sequenza: gli utenti possono iscriversi agli aggiornamenti di uno o più podcast e ricevere le puntate una volta pubblicate.

Ai membri Audible è consentito l'accesso illimitato agli Audio Shows come parte integrante del loro abbonamento mensile, mentre i non abbonati possono testare il servizio con la versione di prova di 30 giorni, oppure possono acquistare intere serie o singoli episodi pagando contenuto per contenuto.

Tracey Markham, country manager di Audible per il Regno Unito, ha dichiarato che «l'audio sta esplodendo e non potremmo essere più entusiasti di offrire una gamma così accattivante, divertente e perspicace di contenuti in ascolto. Collaboreremo con alcuni tra i migliori scrittori, produttori, autori di fumetti del mondo per offrire, attraverso Audio Shows, una vasta gamma di programmi audio, serie originali e podcast esclusivi. Senza pubblicità e senza costi aggiuntivi per chi è già nostro utente».

La società di audiolibri di proprietà di Amazon non è la prima a lanciarsi nel mercato dei podcast. Google Play Music, per esempio, propone una sua selezione negli Stati Uniti e in Canada, disponibile per gli utenti Android. L’offerta podcast di Spotify, invece, comprende una ricca selezione di contenuti anche nella nostra lingua, navigabili per categoria e disponibili anche offline previa download, con possibilità di sospendere e riprendere l’ascolto su dispositivi diversi tramite Spotify Connect e integrati con gli altoparlanti Sonos. Simile il discorso di Apple, che oltre a garantire la fruizione multi dispositivo di moltissimi contenuti gratuiti, mette a disposizione degli utenti anche uno strumento di creazione e condivisione dei podcast. E poi ci sono gli esperimenti «autoriali» della BBC, dei quali abbiamo già parlato in passato sul «Giornale della Libreria».

L'autore: Alessandra Rotondo

Editor presso la redazione del Giornale della libreria. Mi sono laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, poi ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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