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Persone

A Milano è Tempo di Asli Erdogan. Ora vigilata, ma libera

di Alessandra Rotondo notizia del 9 gennaio 2017

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Lo scorso 29 dicembre le autorità turche hanno rilasciato la scrittrice Asli Erdogan e la linguista Necmiye Alpay, due note intellettuali che erano state arrestate con l'accusa di propaganda terroristica. Rimaste dietro le sbarre per oltre 100 giorni, le due donne facevano parte di un gruppo di giornalisti e autori che scrivevano per il quotidiano «Ozgur Gundem», chiuso per presunti legami con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), considerato un’«organizzazione terroristica» dal governo di Ankara.

«Sono molto contenta che Asli Erdogan sia di nuovo libera. Vigilata, ma libera» ha commentato Chiara Valerio, scrittrice ed editor alla direzione del programma generale di Tempo di Libri (a Rho Fiera Milano dal 19 al 23 aprile 2017). «Credo che in questo caso, l'incarcerazione di Erdogan dovuta alla presenza del suo nome nella lista dei collaboratori di un giornale supposto essere pro PKK, il termine “sequestro di persona” sia più corretto come termine di “detenzione”. Non riesco a capire, né col cervello né col cuore, il modo e la causa per cui le parole che sono l'esatto contrario della costrizione, possano portare a situazioni come quella di Asli Erdogan e di diversi scrittori, giornalisti e intellettuali in Turchia. Oggi».

Nell’alfabeto speciale di Tempo di Libri (ventisei lettere per altrettante parole chiave più una @) la D sta non a caso per dissidente, a sottolineare come la libertà di stampa e quella di pubblicazione – soprattutto in un mondo fatto da parole – siano non negoziabili, anzi essenziali, fondanti. Ed è proprio a questa lettera e agli scenari aperti che sarà dedicato l’incontro del 12 gennaio, a Milano, nella Sala Piccola del Teatro Dal Verme (ore 18.30). La prima delle anteprime di Tempo di Libri, che arricchiranno il percorso di avvicinamento alla nuova Fiera dell’Editoria Italiana, invita a una riflessione civile sui contesti e i regimi che negano la libertà di pensiero e di stampa. E la affida alla sociologa turca Pinar Selek, antimilitarista e attivista per i diritti umani, in confronto con Lirio Abbate, in un incontro moderato da Marino Sinibaldi a partire dai brani letti da Silvia Ballestra, Alessandro Bertante, Helena Janeczek, Federica Manzon, Alessandro Mari, Marco Missiroli e Bianca Pitzorno e tratti proprio da Il mandarino meraviglioso di Asli Erdogan, che interverrà in diretta, in videoconferenza dalla Turchia.

L'autore: Alessandra Rotondo

Laureata in Relazioni internazionali e specializzata in Comunicazione pubblica alla Luiss Guido Carli di Roma, ho conseguito il master in Editoria di Fondazione Mondadori, Unimi e Aie. Da diversi anni mi occupo di contenuti, dal 2015 al Giornale della libreria. Molti dei miei interessi coincidono con i miei ambiti di ricerca e di lavoro: i social media e la cultura digitale, il branded content, l'e-commerce, i libri non necessariamente di carta e l’innovazione in quasi tutti i suoi aspetti. Fuori e dentro Internet.

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